La rottamazione delle cartelle, nota anche come definizione agevolata, è uno strumento normativo che consente ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione debitoria con l’Agente della riscossione. Questa procedura permette di estinguere i debiti iscritti a ruolo pagando l’importo del capitale e le spese di notifica, ma beneficiando dello stralcio completo di sanzioni e interessi di mora.

Come funziona la rottamazione

Il meccanismo della rottamazione prevede che il contribuente presenti una domanda di adesione entro i termini stabiliti dalla legge che introduce la misura. Aderendo, si impegna a versare l’intero importo del debito originario, al netto di sanzioni e interessi. Il pagamento può avvenire in un’unica soluzione oppure attraverso un piano rateale, solitamente pluriennale, con scadenze prefissate.

Il principale vantaggio per il consumatore è un significativo risparmio economico, dato che le sanzioni e gli interessi di mora possono rappresentare una parte consistente del debito totale. Una volta presentata la domanda, l’Agente della riscossione sospende le procedure esecutive (come pignoramenti o fermi amministrativi) già avviate e non può avviarne di nuove sui debiti oggetto della rottamazione.

Quali debiti sono inclusi e quali esclusi

Non tutti i debiti possono essere oggetto di rottamazione. Le diverse edizioni di questa misura hanno definito con precisione l’ambito di applicazione. Generalmente, la definizione agevolata si applica a carichi affidati all’Agente della riscossione in un determinato arco temporale. Ecco una sintesi delle tipologie di debito comunemente ammesse e escluse.

  • Debiti generalmente ammessi: Imposte sui redditi (IRPEF, IRES), IVA, contributi previdenziali e assistenziali (INPS, INAIL), multe stradali (in questo caso, lo stralcio riguarda solo gli interessi e le maggiorazioni), tributi locali (IMU, TARI) se riscossi tramite l’Agente della riscossione.
  • Debiti generalmente esclusi: Risorse proprie dell’Unione Europea, IVA riscossa all’importazione, somme derivanti da condanne della Corte dei Conti, multe e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di sentenze penali di condanna.

È fondamentale verificare sempre le specifiche disposizioni della legge in vigore al momento dell’apertura di una nuova finestra di rottamazione per conoscere l’elenco esatto dei carichi definibili.

Le principali edizioni: dalla Ter alla Quater

Negli ultimi anni si sono susseguite diverse edizioni della rottamazione. La “Rottamazione-ter” (prevista dal D.L. 119/2018) ha riguardato i carichi affidati alla riscossione dal 2000 al 2017. Successivamente, la Legge di Bilancio 2023 ha introdotto la “Rottamazione-quater”, che ha permesso di definire in modo agevolato i debiti affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022. I termini per presentare la domanda per quest’ultima misura sono scaduti, ma i contribuenti che hanno aderito sono attualmente impegnati nel pagamento delle rate previste dal piano.

Cosa succede in caso di mancato pagamento

Il rispetto delle scadenze di pagamento è un requisito essenziale per mantenere i benefici della rottamazione. In caso di mancato, tardivo (oltre una tolleranza di pochi giorni) o insufficiente versamento anche di una sola rata, si decade dalla procedura agevolata. Le conseguenze della decadenza sono immediate e significative:

  • I benefici della rottamazione vengono revocati.
  • L’importo residuo torna a essere dovuto per intero, comprensivo di sanzioni e interessi originari.
  • I pagamenti già effettuati vengono considerati un semplice acconto sul debito totale.
  • L’Agente della riscossione riprende le azioni di recupero coattivo.

Alternative disponibili: la rateizzazione ordinaria

Per i contribuenti che non hanno potuto accedere all’ultima rottamazione o che sono decaduti dal beneficio, l’alternativa principale per gestire il debito è la rateizzazione ordinaria. È possibile richiedere all’Agenzia delle Entrate-Riscossione di dilazionare il pagamento del debito fino a un massimo di 72 rate mensili (6 anni). In caso di comprovata e grave difficoltà economica, la dilazione può essere estesa fino a 120 rate (10 anni). A differenza della rottamazione, la rateizzazione ordinaria non prevede lo stralcio di sanzioni e interessi, ma consente di gestire il debito in modo sostenibile nel tempo, bloccando le procedure esecutive.

Per assistenza o per segnalare il tuo caso, contatta Sportello Consumatori.

Contattaci su WhatsApp

Per assistenza contatta Sportello Consumatori

Via Fratelli Cervi 64, 00053 Civitavecchia
Segreteria telefonica e WhatsApp: 0766036164
Email: contattaci@sportelloconsumatori.org

Contattaci su WhatsApp

Di admin