Il versamento puntuale dell’assegno di mantenimento è un obbligo fondamentale che segue a una separazione o a un divorzio. Tuttavia, non è raro che il coniuge obbligato effettui i pagamenti in ritardo, creando difficoltà a chi deve riceverli. La legge offre strumenti di tutela efficaci anche in caso di ritardi minimi, permettendo di ottenere il pagamento direttamente da terzi, come il datore di lavoro o l’INPS.

L’importanza della puntualità nell’assegno di mantenimento

L’assegno di mantenimento non è un semplice debito, ma un contributo essenziale destinato a coprire le spese quotidiane del coniuge economicamente più debole e dei figli. Per questa ragione, anche un ritardo di pochi giorni può compromettere la gestione del bilancio familiare e generare uno stato di incertezza e disagio. La sua funzione è garantire stabilità economica, e questa viene meno se i versamenti non sono regolari e prevedibili.

L’ordine di pagamento diretto a terzi: cosa prevede la legge

L’articolo 156 del Codice Civile prevede uno strumento specifico per i casi di inadempimento: l’ordine di pagamento diretto a terzi. Se il coniuge obbligato non rispetta i suoi doveri, il giudice, su richiesta dell’avente diritto, può ordinare a un terzo di versare una parte delle somme dovute all’obbligato direttamente al beneficiario dell’assegno.

I soggetti terzi più comuni sono:

  • Il datore di lavoro, che può essere obbligato a prelevare l’importo del mantenimento direttamente dallo stipendio.
  • L’INPS o altri enti previdenziali, che possono versare la somma dovuta prelevandola dalla pensione del coniuge obbligato.

Questo meccanismo garantisce che il pagamento avvenga in modo automatico e puntuale, eliminando l’incertezza legata alla volontà dell’ex coniuge.

Quando si può richiedere l’ordine di pagamento?

La giurisprudenza ha chiarito che non è necessario un inadempimento grave e prolungato per poter ricorrere a questo strumento. Anche ritardi lievi ma ripetuti possono essere sufficienti. Il criterio fondamentale che il giudice valuta è se il comportamento dell’obbligato sia tale da far sorgere “fondati dubbi” sulla regolarità dei futuri pagamenti. Un ritardo sistematico, anche di pochi giorni, può essere interpretato come un segnale di inaffidabilità, frustrando lo scopo stesso dell’assegno di mantenimento. La decisione finale spetta comunque al giudice, che valuta le circostanze specifiche del caso.

Cosa fare in caso di pagamenti in ritardo

Se stai affrontando una situazione di ritardi costanti nel pagamento dell’assegno di mantenimento, è importante agire per tutelare i tuoi diritti. Ecco alcuni passi da seguire:

  1. Raccogli le prove: Conserva la documentazione che attesta i ritardi, come estratti conto bancari o comunicazioni con l’ex coniuge.
  2. Richiedi l’intervento del giudice: Attraverso un avvocato, è possibile presentare un ricorso al tribunale per chiedere l’emissione di un ordine di pagamento diretto ai sensi dell’art. 156 del Codice Civile.
  3. Individua il terzo pagatore: Nel ricorso, andrà indicato il soggetto terzo (datore di lavoro, ente pensionistico) a cui indirizzare l’ordine.

Questo strumento legale è una tutela concreta per chi dipende dall’assegno di mantenimento, assicurando che le somme arrivino puntualmente ogni mese senza dover dipendere dalla correttezza dell’obbligato.

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Di admin