Durante la cosiddetta “Fase 2” dell’emergenza sanitaria da Covid-19, un periodo caratterizzato da una graduale ripresa delle attività dopo il lockdown della primavera 2020, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati (COA) di Milano ha diffuso un importante vademecum. Il documento conteneva una serie di indicazioni precauzionali destinate a tutti gli studi legali per gestire la ripartenza in sicurezza, tutelando professionisti, collaboratori e clienti.

Il contesto normativo della riapertura

Il vademecum del COA di Milano si inseriva nel quadro normativo definito dal D.P.C.M. del 26 aprile 2020. Tale decreto, pur consentendo la ripresa di alcune attività professionali, raccomandava fortemente il ricorso al lavoro agile e a distanza ove possibile. Per le attività in presenza, diventavano centrali l’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio, il mantenimento della distanza interpersonale di almeno un metro e l’uso di dispositivi di protezione individuale. Il documento dell’Ordine mirava a tradurre queste direttive generali in regole pratiche e specifiche per la realtà degli studi legali, un settore che non si era mai completamente fermato ma che aveva subito profonde trasformazioni operative.

Le principali indicazioni per gli studi legali

Il documento forniva un insieme di regole chiare per minimizzare i rischi di contagio all’interno degli ambienti di lavoro. Le misure proposte coprivano diversi aspetti della vita di studio, dall’accesso dei singoli alla gestione degli spazi comuni.

Accesso e comportamento individuale

Una parte fondamentale delle raccomandazioni riguardava le modalità di accesso e la condotta personale all’interno dello studio. Tra le principali prescrizioni figuravano:

  • Divieto di accesso con sintomi: Era vietato recarsi in studio in presenza di febbre pari o superiore a 37,5°C o altri sintomi riconducibili al Covid-19, come tosse, congiuntivite o alterazioni del gusto e dell’olfatto.
  • Uso della mascherina: L’accesso era consentito solo indossando la mascherina, che poteva essere tolta unicamente quando si era soli nella propria stanza.
  • Igiene delle mani: Era obbligatorio lavarsi o igienizzarsi le mani subito dopo l’ingresso nei locali.
  • Gestione dei guanti: I guanti utilizzati all’esterno, ad esempio sui mezzi pubblici, non dovevano essere usati all’interno dello studio.
  • Spostamenti: Si consigliava di privilegiare mezzi di trasporto privati e di usare gli ascensori una persona alla volta.

Gestione degli spazi e delle attività

Per garantire un ambiente di lavoro sicuro, il vademecum poneva l’accento sulla corretta gestione degli spazi e sull’organizzazione delle attività professionali. Le indicazioni includevano:

  • Aerazione dei locali: Era necessario arieggiare frequentemente tutti gli ambienti per garantire un adeguato ricambio d’aria.
  • Pulizia e sanificazione: Le parti comuni, le postazioni di lavoro e le stanze dovevano essere sottoposte a pulizia quotidiana e a sanificazione periodica.
  • Limitazione delle riunioni: Si invitava a ridurre al minimo indispensabile le riunioni in presenza, sia all’interno che all’esterno dello studio, privilegiando le videoconferenze.
  • Distanziamento: In ogni stanza doveva essere sempre garantita la distanza fisica tra le persone, anche attraverso sistemi di turnazione delle presenze.
  • Accesso di esterni: L’accesso di corrieri e fattorini era limitato. Le consegne dovevano essere lasciate all’esterno della porta o presso la portineria dello stabile.

Cosa significava per i clienti e i visitatori

Le misure adottate avevano un impatto diretto anche per i clienti e chiunque avesse necessità di recarsi fisicamente presso uno studio legale. L’obiettivo era garantire la massima sicurezza per tutti i frequentatori. Per i consumatori, questo si traduceva nella necessità di seguire un protocollo preciso per poter accedere ai servizi legali in presenza. Era fondamentale prendere appuntamento e rispettare scrupolosamente le indicazioni fornite dallo studio, come l’obbligo di indossare la mascherina, igienizzare le mani all’ingresso e mantenere la distanza di sicurezza durante gli incontri. Queste regole, sebbene potessero apparire restrittive, erano essenziali per consentire la continuità del servizio legale in un contesto di emergenza sanitaria senza precedenti.

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Di admin