L’emergenza sanitaria legata al Coronavirus ha sollevato questioni complesse in ogni ambito della vita quotidiana, inclusa la gestione dei rapporti familiari per le coppie separate. Un caso emblematico, deciso dal Tribunale di Vasto con un decreto del 2 aprile 2020, ha fatto luce su come la giustizia ha bilanciato il diritto alla bigenitorialità con le stringenti misure di contenimento del contagio, ponendo al centro la tutela della salute del minore.
Il caso specifico: la richiesta di un padre durante il lockdown
Un padre, separato dalla madre della figlia, si è rivolto al Tribunale di Vasto lamentando l’impossibilità di trascorrere con la bambina il tempo previsto dal calendario di visite a causa delle restrizioni alla circolazione imposte per l’emergenza Covid-19. Oltre a ciò, ha segnalato un atteggiamento ostruzionistico da parte della ex compagna, che rendeva difficoltose anche le semplici conversazioni telefoniche. Di fronte a questa situazione, ha presentato un’istanza urgente per ottenere la collocazione della figlia presso la sua abitazione per un determinato periodo, al fine di recuperare il tempo perduto e garantire la continuità del rapporto.
La decisione del Tribunale: la salute del minore come priorità assoluta
Il giudice, pur riconoscendo l’ammissibilità di un provvedimento urgente per modificare le condizioni di affidamento a tutela del minore, ha rigettato la richiesta del padre. La decisione si è basata su una valutazione ponderata del contesto eccezionale. La priorità è stata data alla salvaguardia della salute della bambina e della collettività. Limitare gli spostamenti non essenziali era, in quella fase critica della pandemia, la principale misura per prevenire la diffusione del virus. Spostare la minore da un’abitazione all’altra avrebbe significato esporla a un rischio sanitario ritenuto ingiustificato, nonostante le legittime ragioni del genitore.
La tutela del rapporto genitore-figlio con strumenti alternativi
Il rigetto della richiesta di spostamento non ha significato, però, una negazione del diritto del padre a mantenere un legame affettivo con la figlia. Al contrario, il Tribunale ha agito per proteggere attivamente il principio di bigenitorialità, adattandolo alle circostanze. Il giudice ha stabilito che il padre aveva il diritto di effettuare videochiamate con la figlia, anche quotidianamente, senza limiti di durata. Per garantire l’effettività di questa misura, ha definito una fascia oraria molto ampia, dalle 14:30 alle 21:30, e ha formalmente diffidato la madre dal porre in essere comportamenti che potessero ostacolare tali contatti. Questa soluzione ha rappresentato un compromesso ragionevole tra la tutela della salute e il diritto del minore a mantenere un rapporto continuativo e significativo con entrambi i genitori.
Cosa possono fare i genitori in situazioni di emergenza
La vicenda offre spunti importanti per i genitori separati che affrontano situazioni di crisi o emergenza che limitano la mobilità. È fondamentale comprendere che, anche in contesti eccezionali, il diritto alla bigenitorialità viene tutelato, sebbene con modalità diverse da quelle ordinarie. Ecco alcuni punti chiave da considerare:
- Comunicazione e tecnologia: Sfruttare al massimo gli strumenti tecnologici come videochiamate, chat e telefonate è essenziale per mantenere vivo e costante il rapporto con i figli.
- Flessibilità: Le situazioni di emergenza richiedono flessibilità da parte di entrambi i genitori. Cercare accordi amichevoli è sempre la soluzione preferibile per il benessere dei figli.
- Documentazione: In caso di comportamenti ostruzionistici da parte dell’altro genitore, è importante documentare gli ostacoli incontrati (ad esempio, chiamate rifiutate o messaggi senza risposta).
- Tutela legale: Se il dialogo fallisce, è possibile rivolgersi a un legale per chiedere l’intervento del tribunale, che può stabilire modalità di contatto alternative e vincolanti, come avvenuto nel caso di Vasto.
L’obiettivo primario rimane sempre il superiore interesse del minore, che include sia il suo benessere psicofisico sia la sua salute fisica. Le decisioni dei tribunali in periodi di crisi tendono a riflettere un bilanciamento attento di questi due aspetti fondamentali.
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