Il patrocinio a spese dello Stato, comunemente noto come gratuito patrocinio, è un istituto fondamentale che garantisce il diritto alla difesa a chi non dispone delle risorse economiche necessarie per sostenere i costi di un processo. Sebbene la notizia originale si riferisca a un intervento legislativo del 2020 volto a velocizzare i pagamenti per gli avvocati, il tema offre l’occasione per chiarire come funziona questo strumento essenziale di tutela dei diritti per tutti i cittadini.

Che cos’è il patrocinio a spese dello Stato

Il gratuito patrocinio è l’istituto giuridico che assicura la tutela legale a persone non abbienti, garantendo loro l’assistenza di un avvocato e la copertura delle spese processuali. Questo diritto è sancito dall’articolo 24 della Costituzione italiana, che stabilisce che a tutti devono essere assicurati i mezzi per agire e difendersi davanti a ogni giurisdizione. In pratica, lo Stato si fa carico dei costi legali per consentire anche a chi ha un reddito basso di poter affrontare un giudizio civile, penale, amministrativo, contabile o tributario.

Chi può richiedere il gratuito patrocinio: i requisiti

L’accesso al gratuito patrocinio è subordinato al rispetto di specifici requisiti di reddito. Il criterio principale è il reddito annuo imponibile, che non deve superare una soglia stabilita per legge e aggiornata periodicamente. Per il 2024, il limite di reddito è fissato a 12.838,01 euro.

Il calcolo del reddito non riguarda solo il richiedente, ma si estende a tutti i componenti del nucleo familiare convivente. Si sommano i redditi di ogni membro della famiglia e si considera il totale. Tuttavia, in cause che vedono contrapposti membri dello stesso nucleo familiare (come nelle separazioni o in altre controversie familiari), si considera unicamente il reddito del singolo interessato.

Esistono importanti eccezioni: le vittime di specifici reati gravi, come maltrattamenti in famiglia, stalking, violenza sessuale e altri delitti contro la persona, possono essere ammesse al gratuito patrocinio indipendentemente dal loro reddito.

Come presentare la domanda

La procedura per richiedere l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato varia leggermente a seconda del tipo di procedimento. In generale, i passaggi da seguire sono:

  • Scelta dell’avvocato: Il cittadino deve scegliere un avvocato iscritto negli appositi elenchi dei difensori abilitati al gratuito patrocinio, consultabili presso i Consigli dell’Ordine degli Avvocati di ogni tribunale.
  • Compilazione della domanda: È necessario compilare un’istanza (un apposito modulo) in cui si autocertificano le proprie condizioni di reddito e si forniscono i dati anagrafici e del processo.
  • Presentazione dell’istanza: Per i procedimenti civili, la domanda va presentata al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati competente. Per i procedimenti penali, l’istanza va depositata direttamente presso la cancelleria del magistrato davanti al quale pende il processo.

Il Consiglio dell’Ordine o il magistrato valutano la fondatezza della richiesta e, in caso di esito positivo, emettono un provvedimento di ammissione provvisoria o definitiva.

Quali costi sono coperti

Il gratuito patrocinio copre la maggior parte delle spese legali e processuali. Tra queste rientrano:

  • L’onorario e le spese dell’avvocato difensore.
  • Le spese per consulenti tecnici di parte (CTP) e ausiliari del magistrato.
  • Il contributo unificato e le altre spese vive del processo, come i costi di notifica e le imposte di registro.

È importante sapere che, in caso di sconfitta in un processo civile, il gratuito patrocinio non copre le spese legali che il giudice potrebbe decidere di addebitare alla parte avversaria. Restano a carico del cittadino solo le spese relative alla parte soccombente.

L’importanza di un sistema efficiente per i cittadini

La vicenda del 2020, che vide l’Associazione Italiana Giovani Avvocati (Aiga) chiedere e ottenere un impegno del Governo per accelerare i pagamenti, evidenzia un aspetto cruciale: l’efficienza del sistema è una garanzia per tutti. Se gli avvocati non vengono pagati in tempi ragionevoli dallo Stato, potrebbero essere meno incentivati a iscriversi agli elenchi del gratuito patrocinio. Un sistema di liquidazione rapido e certo, invece, assicura una più ampia disponibilità di professionisti qualificati, a tutto vantaggio dei cittadini che necessitano di assistenza legale.

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Di admin