Acquistare oggetti di modesto valore su piattaforme online, aggiungere dediche e autografi falsi per attribuirli a una figura storica come Gabriele D’Annunzio e poi rivenderli come cimeli autentici è un reato. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con una sentenza che fa chiarezza sui rischi legati alla contraffazione di opere d’arte e beni culturali, offrendo un importante precedente a tutela dei consumatori e degli appassionati di collezionismo.

Il caso: la truffa dei falsi cimeli dannunziani

La vicenda riguarda due imputati, titolari di una libreria, condannati per aver messo in commercio numerosi falsi cimeli attribuiti al poeta Gabriele D’Annunzio. Il loro metodo era tanto semplice quanto ingannevole: acquistavano oggetti di vario genere, come libri o fotografie d’epoca, su piattaforme come eBay. Successivamente, apponevano su questi oggetti autografi, motti e dediche apocrife, imitando la grafia e lo stile del Vate, per poi inserirli nel catalogo della loro attività commerciale come pezzi autentici e di valore.

L’indagine ha permesso di accertare la falsità di decine di pezzi. Le perizie tecniche hanno dimostrato che i materiali utilizzati, come la carta e l’inchiostro, non erano compatibili con il periodo storico di riferimento. Inoltre, le frasi e le date riportate contenevano incongruenze rispetto alla biografia e agli scritti reali di D’Annunzio, svelando in modo inequivocabile la natura della contraffazione.

La decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte, con la sentenza n. 12025 del 2020, ha confermato la responsabilità penale degli imputati per il reato di contraffazione di opere d’arte, previsto dall’articolo 178 del Codice dei beni culturali e del paesaggio (d.lgs. n. 42/2004). I giudici hanno sottolineato la piena consapevolezza degli imputati, esperti conoscitori delle opere dannunziane, che hanno agito con il chiaro scopo di trarre profitto ingannando i loro clienti.

Un aspetto rilevante della decisione è il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Corte ha infatti considerato la gravità della condotta, protrattasi per un lungo periodo, il numero considerevole di oggetti contraffatti e, soprattutto, l’abuso della fiducia che i clienti avevano riposto nella loro professionalità. Questo approccio severo serve da monito per chiunque operi nel settore, ribadendo che l’onestà e la trasparenza sono requisiti fondamentali.

Come tutelarsi dall’acquisto di opere contraffatte

Il mercato dei cimeli storici, delle opere d’arte e degli autografi può nascondere numerose insidie per i consumatori. La sentenza mette in luce l’importanza di agire con cautela e consapevolezza prima di effettuare un acquisto, specialmente quando si tratta di pezzi attribuiti a personaggi di grande fama. Essere un acquirente informato è la prima linea di difesa contro le truffe.

Ecco alcuni consigli pratici per ridurre il rischio di acquistare un falso:

  • Verificare la provenienza: Chiedere sempre informazioni dettagliate sulla storia dell’oggetto (la cosiddetta “provenance”). Un venditore serio dovrebbe essere in grado di fornire una documentazione che ne attesti l’origine.
  • Richiedere un certificato di autenticità: Per oggetti di valore, è fondamentale che l’autenticità sia garantita da un certificato rilasciato da un perito o da un’istituzione riconosciuta nel settore.
  • Diffidare dei prezzi troppo bassi: Un prezzo eccessivamente vantaggioso rispetto al valore di mercato di un’opera autentica dovrebbe sempre far suonare un campanello d’allarme.
  • Analizzare i dettagli materiali: Se possibile, esaminare attentamente l’oggetto. Materiali anacronistici, come tipi di carta o inchiostro non esistenti all’epoca, sono un chiaro indizio di falsità.
  • Scegliere venditori affidabili: Acquistare da librerie antiquarie, gallerie d’arte o case d’asta con una solida e comprovata reputazione riduce significativamente i rischi.
  • Conservare tutta la documentazione: Mantenere una copia di fatture, certificati, corrispondenza e descrizioni dell’oggetto è essenziale in caso di future contestazioni.

Cosa fare in caso di sospetto falso

Se si sospetta di aver acquistato un bene culturale contraffatto, è importante agire tempestivamente. Il primo passo è contattare il venditore per chiedere chiarimenti e, se possibile, un rimborso. Qualora non si ottenga una soluzione soddisfacente, è consigliabile rivolgersi a un esperto per una perizia e, se il sospetto viene confermato, sporgere denuncia alle autorità competenti. La tutela legale è fondamentale per far valere i propri diritti e ottenere il giusto risarcimento per il danno subito.

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Di admin