Nel corso di una causa civile, le parti non si limitano a presentare i loro atti iniziali, ma hanno la possibilità di definire nel dettaglio le proprie posizioni attraverso specifici documenti. Tra questi, un ruolo cruciale è svolto dalle memorie previste dall’articolo 183, sesto comma, del codice di procedura civile. Si tratta di tre scritti difensivi che permettono di delineare in modo definitivo il perimetro della discussione e le prove su cui si baserà la decisione del giudice.

Cosa sono e a cosa servono le memorie istruttorie

Le memorie ex art. 183 c.p.c., note anche come memorie istruttorie, sono degli atti scritti che le parti di un processo civile possono depositare dopo la prima udienza di trattazione. La loro funzione è essenziale: consentono di precisare le domande e le eccezioni già formulate, di rispondere alle argomentazioni avversarie e, soprattutto, di articolare le richieste di prova.

Questi documenti rappresentano il cuore della fase istruttoria, ovvero quella fase del processo in cui si raccolgono tutti gli elementi necessari al giudice per decidere. La concessione dei termini per il loro deposito non è automatica, ma avviene su richiesta di almeno una delle parti durante la prima udienza. Una volta concessi, i termini diventano perentori e devono essere rispettati rigorosamente.

Le tre memorie: una scansione precisa di tempi e contenuti

Il codice di procedura civile stabilisce una sequenza ordinata per il deposito delle tre memorie, assegnando a ciascuna una funzione specifica e un termine preciso. Questa scansione garantisce il corretto svolgimento del contraddittorio, permettendo a ogni parte di esprimere le proprie ragioni in modo completo.

  • Prima memoria (termine di 30 giorni): Con questo primo atto, le parti possono precisare o modificare le domande, le eccezioni e le conclusioni già presentate. È un momento fondamentale per affinare la propria strategia difensiva alla luce di quanto emerso dagli atti introduttivi e dalla prima udienza. Le modifiche, tuttavia, non possono stravolgere completamente l’oggetto della causa.
  • Seconda memoria (termine di ulteriori 30 giorni): Questa è la memoria più importante per le prove. Le parti la utilizzano per replicare alle nuove domande o eccezioni formulate dalla controparte nella prima memoria. Soprattutto, è in questa sede che si devono indicare tutti i mezzi di prova che si intendono utilizzare (come documenti, testimonianze, consulenze tecniche) e depositare i documenti che non è stato possibile produrre prima.
  • Terza memoria (termine di ulteriori 20 giorni): L’ultimo scritto serve esclusivamente per formulare richieste di prova contraria rispetto a quelle presentate dalla controparte nella seconda memoria. Ad esempio, se una parte ha chiesto di sentire un testimone, l’altra può chiedere di sentirne un altro per smentire la sua versione dei fatti.

L’importanza dei termini perentori e le conseguenze del ritardo

I termini concessi dal giudice per il deposito delle memorie (30, 30 e 20 giorni) sono definiti “perentori”. Ciò significa che il loro mancato rispetto ha conseguenze molto gravi. Se una memoria viene depositata in ritardo, è considerata inammissibile e il suo contenuto non potrà essere preso in considerazione dal giudice.

In pratica, chi non rispetta la scadenza perde la possibilità di svolgere le attività previste per quella specifica memoria. Ad esempio, depositare tardivamente la seconda memoria significa non poter più richiedere l’ammissione di testimoni o la produzione di nuovi documenti. Questo può compromettere irrimediabilmente l’esito della causa. L’unica eccezione è la cosiddetta “remissione in termini”, un istituto che consente alla parte di essere riammessa a compiere l’attività processuale solo se dimostra che il ritardo è stato causato da un evento non imputabile alla sua volontà.

Il ruolo del consumatore e la collaborazione con l’avvocato

Per un consumatore coinvolto in una causa, comprendere l’importanza di questa fase è essenziale. Sebbene la redazione tecnica delle memorie spetti all’avvocato, il successo di questi atti dipende strettamente dalla collaborazione e dalla tempestività del cliente.

È fondamentale fornire al proprio legale tutti i documenti utili, i nomi e i contatti di eventuali testimoni e ogni informazione rilevante ben prima delle scadenze. Un dialogo costante con il proprio difensore permette di costruire una strategia solida e di non tralasciare elementi di prova che potrebbero rivelarsi decisivi. Ignorare le richieste del proprio avvocato in questa fase o fornire informazioni in ritardo può limitare drasticamente gli strumenti a sua disposizione per tutelare i diritti del consumatore.

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Di admin