Le “memorie ex art. 183, comma VI, c.p.c.” rappresentano una fase cruciale del processo civile italiano, ma è fondamentale sapere che la procedura è stata significativamente modificata dalla Riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022). Sebbene il nome sia ancora diffuso, la loro funzione è oggi assolta dalle memorie integrative previste dall’articolo 171-ter del codice di procedura civile. Questi atti scritti consentono alle parti di definire con precisione le loro posizioni e le richieste di prova, ma ora vengono depositati prima della prima udienza di comparizione.
Cosa è cambiato con la Riforma Cartabia
In passato, le memorie ex art. 183 venivano concesse dal giudice durante la prima udienza. La Riforma Cartabia ha rivoluzionato questo schema, anticipando lo scambio di questi atti a una fase precedente all’udienza. L’obiettivo è far sì che le parti arrivino alla prima udienza con un quadro della causa già completo e definito. In questo modo, il giudice può avere da subito una visione chiara della controversia e adottare le decisioni necessarie per la prosecuzione del giudizio, rendendo il processo più rapido ed efficiente.
Le nuove memorie integrative: funzioni e scadenze
La nuova procedura, disciplinata dall’articolo 171-ter c.p.c., prevede tre scadenze precise, calcolate a ritroso dalla data della prima udienza. Il rispetto di questi termini è perentorio: un deposito tardivo comporta l’inammissibilità dell’atto e la perdita della possibilità di svolgere le attività consentite.
Prima memoria: precisare domande ed eccezioni
La prima memoria deve essere depositata almeno 40 giorni prima dell’udienza. In questo atto, le parti possono:
- Proporre le domande e le eccezioni che sono conseguenza della domanda riconvenzionale o delle eccezioni sollevate dal convenuto.
- Chiedere di essere autorizzati a chiamare in causa un terzo, se tale esigenza è sorta dalle difese del convenuto.
- Precisare o modificare le domande, eccezioni e conclusioni già formulate.
Seconda memoria: replicare e chiedere le prove
La seconda memoria va depositata almeno 20 giorni prima dell’udienza. Questo è l’atto più importante per la fase istruttoria, poiché è l’ultima occasione per:
- Replicare alle domande e alle eccezioni nuove o modificate dalla controparte.
- Chiedere l’ammissione dei mezzi di prova, come interrogatori formali e prove per testimoni.
- Produrre i documenti che si intendono utilizzare a sostegno delle proprie tesi.
Terza memoria: indicare la prova contraria
L’ultima memoria deve essere depositata almeno 10 giorni prima dell’udienza. Il suo scopo è più limitato e serve esclusivamente per indicare i mezzi di prova a discarico, cioè per contestare le prove richieste dalla controparte nella seconda memoria.
L’importanza di rispettare i nuovi termini per il consumatore
Per un consumatore coinvolto in una causa civile, questa fase è di vitale importanza. I termini stabiliti dalla Riforma Cartabia sono molto stringenti e anticipano un momento decisivo del processo. È essenziale collaborare attivamente con il proprio avvocato ben prima di queste scadenze, fornendo tutti i documenti utili, i nomi di eventuali testimoni e ogni dettaglio rilevante per la propria difesa.
Dimenticare di produrre un documento o di indicare un testimone entro il termine per la seconda memoria significa, nella maggior parte dei casi, non poterlo più fare. La rigidità di queste scadenze impone una preparazione attenta e tempestiva. Una comunicazione costante e chiara con il proprio legale è la migliore garanzia per tutelare i propri diritti ed evitare di compromettere l’esito della causa per una semplice dimenticanza o un ritardo.
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