Il titolo di questo articolo fa riferimento a una misura specifica adottata durante la fase acuta dell’emergenza Coronavirus nel 2020. In quel periodo, per proteggere le famiglie in difficoltà, il Governo sospese temporaneamente alcuni obblighi per i percettori del Reddito di Cittadinanza, evitando decadenze automatiche dal beneficio. Sebbene quella situazione sia superata, è utile capire come è evoluta la normativa sul sostegno al reddito e quali sono le regole attuali.
La misura di emergenza del 2020: sospensione degli obblighi
Con il decreto “Cura Italia” del marzo 2020, l’INPS confermò la sospensione, fino al 1° giugno di quell’anno, dei termini entro cui i beneficiari del Reddito e della Pensione di Cittadinanza dovevano comunicare variazioni reddituali, patrimoniali o del nucleo familiare. L’obiettivo era garantire la continuità del sussidio durante il lockdown, senza imporre adempimenti burocratici difficili da espletare in quel contesto di emergenza sanitaria. Questa misura eccezionale ha permesso a migliaia di famiglie di non perdere il sostegno economico in un momento di grande incertezza.
Dal Reddito di Cittadinanza alle nuove misure di sostegno
Il Reddito di Cittadinanza (RdC) ha concluso il suo percorso il 31 dicembre 2023. A partire dal 1° gennaio 2024, è stato sostituito da due nuovi strumenti, pensati per platee diverse di beneficiari: l’Assegno di Inclusione (ADI) e il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL). Questa riforma ha modificato profondamente i requisiti di accesso e gli obblighi per i beneficiari.
Assegno di Inclusione (ADI): come funziona
L’Assegno di Inclusione è la principale misura di contrasto alla povertà destinata ai nuclei familiari considerati “non occupabili”. Per accedere al beneficio, è necessario che nel nucleo sia presente almeno un componente in una delle seguenti condizioni:
- Persona con disabilità;
- Minorenne;
- Persona con almeno 60 anni di età;
- Componente in condizione di svantaggio e inserito in un programma di cura e assistenza dei servizi socio-sanitari territoriali.
A differenza del RdC, l’ADI pone un forte accento sull’attivazione lavorativa dei componenti del nucleo che sono in grado di lavorare e sull’adesione a un percorso personalizzato di inclusione sociale e lavorativa.
Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL)
Il Supporto per la Formazione e il Lavoro è invece destinato ai singoli componenti “occupabili” dei nuclei familiari, di età compresa tra 18 e 59 anni, che non hanno i requisiti per l’Assegno di Inclusione. Consiste in un’indennità mensile erogata per un massimo di 12 mesi, condizionata alla partecipazione a progetti di formazione, qualificazione professionale, orientamento e altre iniziative di attivazione lavorativa.
Obblighi e decadenze: cosa è cambiato rispetto al passato
Se nel 2020 gli obblighi furono sospesi per emergenza, oggi le nuove misure prevedono condizionalità molto stringenti. La perdita del beneficio è un rischio concreto in caso di inadempienza. Tra gli obblighi principali per i beneficiari di ADI e SFL vi sono:
- Presentarsi ai servizi sociali o ai centri per l’impiego per la valutazione e la sottoscrizione del patto di attivazione digitale (PAD).
- Aderire a un percorso personalizzato di inclusione sociale o lavorativa.
- Partecipare alle iniziative di formazione e orientamento proposte.
- Accettare le offerte di lavoro congrue secondo i criteri definiti dalla legge.
- Comunicare tempestivamente ogni variazione del reddito o del nucleo familiare che possa influire sul diritto o sull’importo del beneficio.
La mancata osservanza di questi impegni può portare alla sospensione o alla decadenza definitiva dal sussidio. Il sistema di sostegno al reddito è stato profondamente riformato e le tutele eccezionali del periodo pandemico non sono più in vigore.
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