Il Decreto Liquidità (D.L. n. 23/2020) è stato uno dei provvedimenti chiave emanati durante la fase più acuta dell’emergenza sanitaria da Covid-19 per sostenere imprese e lavoratori. Per fare chiarezza sulla corretta applicazione delle numerose norme fiscali introdotte, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la circolare n. 9/E del 13 aprile 2020, fornendo istruzioni operative su sospensioni di versamenti, crediti d’imposta e altre agevolazioni. Questo articolo riassume i punti più importanti di quei chiarimenti, rivolgendosi a consumatori, lavoratori e titolari di partita IVA.
Sospensione dei versamenti fiscali e contributivi
Una delle misure più significative del decreto era la sospensione dei versamenti di IVA, ritenute alla fonte e contributi previdenziali e assistenziali per i mesi di aprile e maggio 2020. L’obiettivo era fornire un sollievo immediato di liquidità alle attività economiche colpite dalla crisi. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che potevano beneficiare di questa misura i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione che avevano subito un calo del fatturato o dei corrispettivi.
Per accedere alla sospensione, era necessario dimostrare una diminuzione del fatturato di almeno il 33% (o 50% per i soggetti con ricavi superiori a 50 milioni di euro) nel mese di marzo 2020 rispetto a marzo 2019, e nel mese di aprile 2020 rispetto ad aprile 2019. La verifica andava effettuata separatamente per ciascun mese. La misura si applicava a un’ampia platea di beneficiari, incluse le imprese agricole.
Credito d’imposta per la sicurezza sui luoghi di lavoro
Per incentivare l’adozione di misure di sicurezza e proteggere la salute dei lavoratori, il Decreto Liquidità ha esteso il credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro. L’agevolazione copriva anche le spese sostenute nel 2020 per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e altri strumenti di sicurezza. L’Agenzia delle Entrate ha specificato quali costi erano ammessi, tra cui:
- Mascherine chirurgiche, FFP2 e FFP3.
- Guanti, visiere di protezione e occhiali protettivi.
- Tute di protezione e calzari.
- Barriere e pannelli protettivi per garantire il distanziamento interpersonale.
- Detergenti per le mani e disinfettanti.
Questo incentivo mirava a ridurre l’onere finanziario per le aziende che dovevano adeguare i propri spazi per continuare a operare in sicurezza.
Agevolazioni per la prima casa e assistenza fiscale a distanza
Il decreto ha introdotto misure importanti anche per i cittadini. È stata disposta la sospensione dei termini legati alle agevolazioni “prima casa” nel periodo compreso tra il 23 febbraio e il 31 dicembre 2020. Questo significava che chi aveva venduto la prima casa e doveva riacquistarne un’altra entro un anno, o chi doveva trasferire la residenza nel nuovo comune, ha avuto più tempo per farlo senza perdere i benefici fiscali. La misura teneva conto delle difficoltà pratiche legate alla compravendita immobiliare durante il lockdown.
Inoltre, per facilitare la presentazione della dichiarazione dei redditi (modello 730), è stata introdotta la possibilità per CAF e professionisti di gestire l’intera pratica a distanza, acquisendo la delega e i documenti del contribuente tramite modalità telematiche come email o sistemi di messaggistica, evitando così spostamenti non necessari.
Altre importanti novità fiscali del decreto
La circolare dell’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti anche su altre disposizioni fiscali contenute nel Decreto Liquidità, tra cui:
- Metodo previsionale per gli acconti: È stata introdotta una maggiore flessibilità nel calcolo degli acconti d’imposta per il 2020. Non venivano applicate sanzioni se l’acconto versato con il metodo previsionale (basato sul reddito atteso) non era inferiore all’80% di quanto effettivamente dovuto, una misura pensata per chi prevedeva una forte contrazione dei propri guadagni.
- Certificazione Unica 2020: Il termine per la consegna della Certificazione Unica ai lavoratori è stato prorogato al 30 aprile 2020.
- Imposta di bollo sulle fatture elettroniche: È stato semplificato il versamento dell’imposta di bollo. Se l’importo dovuto per il primo trimestre era inferiore a 250 euro, il pagamento poteva essere posticipato insieme a quello del secondo trimestre.
Queste misure, nel loro complesso, sono state concepite per alleggerire la pressione fiscale su cittadini e imprese in un momento di grave difficoltà economica e sociale.
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