La tutela della proprietà intellettuale rappresenta un passo fondamentale per qualsiasi impresa che desideri proteggere il proprio valore e la propria identità sul mercato. In Italia, esistono strumenti specifici per valorizzare le eccellenze produttive con una lunga tradizione, come il Registro Speciale dei Marchi Storici di Interesse Nazionale, le cui modalità operative sono state definite nel 2020. Questo strumento, insieme ad altri incentivi, offre opportunità concrete per le aziende che puntano a consolidare il proprio patrimonio storico e innovativo.

Cos’è il Marchio Storico di Interesse Nazionale

Il Marchio Storico di Interesse Nazionale è un riconoscimento ufficiale destinato a valorizzare i marchi legati a imprese produttive italiane di eccellenza. L’obiettivo è proteggere il patrimonio industriale e intellettuale del Made in Italy, conferendo un sigillo di prestigio ai brand che hanno contribuito alla storia economica del Paese. L’iscrizione avviene in un apposito registro gestito dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM).

Per ottenere questo riconoscimento, un marchio deve soddisfare requisiti precisi. Il criterio principale è l’anzianità:

  • Il marchio deve essere registrato da almeno cinquant’anni.
  • In alternativa, deve essere possibile dimostrare un uso continuativo ed effettivo sul mercato per un periodo non inferiore a cinquant’anni.

Inoltre, il titolare del marchio deve essere un’impresa italiana o un’impresa estera con una sede produttiva stabile in Italia, garantendo così un legame solido con il territorio nazionale.

La procedura di iscrizione al Registro Speciale

Le aziende interessate a iscrivere il proprio marchio nel Registro Speciale devono seguire una procedura interamente telematica. L’istanza va presentata attraverso il portale online dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi. Dopo aver effettuato la registrazione al portale, è necessario selezionare l’opzione specifica per l’iscrizione al registro dei marchi storici.

La domanda deve essere corredata dalla documentazione che attesta il possesso dei requisiti, in particolare la prova dell’uso cinquantennale del marchio. È inoltre richiesto il pagamento di un’imposta di bollo. Una volta ricevuta l’istanza, l’UIBM avvia un processo di verifica per accertare la correttezza della documentazione e la sussistenza delle condizioni richieste. L’esito del procedimento può essere l’accoglimento della domanda, con la conseguente iscrizione, o un provvedimento di rifiuto.

Vantaggi e tutele per le imprese

L’iscrizione al Registro dei Marchi Storici non è solo una questione di prestigio. Le aziende titolari di un marchio storico ottengono il diritto di utilizzare il logo ufficiale “Marchio Storico”, un simbolo che ne certifica l’autenticità e la tradizione. Questo può rappresentare un importante vantaggio competitivo, sia sul mercato interno che su quello internazionale.

La normativa prevede anche una tutela specifica contro la delocalizzazione. Se l’azienda titolare del marchio storico intende chiudere il sito produttivo principale o trasferirlo all’estero, con conseguente licenziamento collettivo, è obbligata a informare il Ministero dello Sviluppo Economico (oggi Ministero delle Imprese e del Made in Italy) per individuare soluzioni volte a salvaguardare l’occupazione e la continuità produttiva.

Il Voucher 3I per sostenere l’innovazione

Oltre alla tutela dei marchi storici, esistono misure di sostegno dedicate all’innovazione, come il “Voucher 3I – Investire in Innovazione”. Questo incentivo è pensato principalmente per le startup innovative e mira a supportarle nel processo di brevettazione delle loro invenzioni. Il contributo economico è finalizzato a coprire i costi per servizi di consulenza specialistica relativi a:

  • Ricerche di anteriorità, per verificare che l’invenzione sia effettivamente nuova.
  • Redazione della domanda di brevetto e degli allegati tecnici.
  • Deposito della domanda di brevetto presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi.
  • Estensione della domanda di brevetto a livello europeo o internazionale.

Una caratteristica interessante di questo strumento è che il contributo viene erogato direttamente al professionista o allo studio di consulenza che assiste l’impresa, semplificando la gestione finanziaria per la startup beneficiaria.

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Di admin