Le procedure di sovraindebitamento offrono una soluzione a consumatori e piccoli imprenditori schiacciati da debiti che non riescono più a sostenere. Attraverso un piano di rientro approvato da un giudice, è possibile ristrutturare le proprie passività e ripartire. Ma cosa succede se un evento imprevisto e grave, come la crisi economica scatenata dalla pandemia di Covid-19, rende impossibile rispettare i pagamenti concordati? La legge prevede strumenti di tutela per affrontare queste situazioni, proteggendo il debitore da conseguenze non derivanti da una sua colpa.
Le procedure per uscire dal sovraindebitamento
La normativa sul sovraindebitamento, introdotta originariamente con la Legge 3/2012 (nota come “legge salva-suicidi”) e oggi confluita nel Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, ha lo scopo di offrire una via d’uscita a chi si trova in una situazione di squilibrio finanziario insostenibile. Le procedure principali consentono al debitore di presentare un piano per saldare i propri debiti in modo sostenibile, basato sulle reali capacità economiche.
Le due soluzioni più comuni per i consumatori sono:
- Piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore: Si tratta di una proposta di pagamento dilazionato o parziale dei debiti, che non richiede l’accordo dei creditori. La sua validità dipende esclusivamente dall’omologazione del giudice, che ne valuta la fattibilità e la meritevolezza.
- Concordato minore: Questa procedura, che sostituisce il vecchio “accordo con i creditori”, richiede il consenso di una maggioranza qualificata dei creditori. È una soluzione più complessa, basata su una negoziazione tra le parti.
Una volta che il piano viene omologato, il debitore è tenuto a rispettare le scadenze di pagamento previste. L’inadempimento può portare alla revoca del piano e al ritorno alla situazione precedente, con i creditori liberi di avviare azioni esecutive individuali.
Cosa accade se il piano diventa insostenibile per cause di forza maggiore
Un piano di rientro si basa su una previsione della capacità economica del debitore. Eventi eccezionali e imprevedibili possono alterare drasticamente questa capacità. La pandemia di Covid-19 è stata un esempio emblematico: la perdita del lavoro, la chiusura forzata di attività commerciali o una drastica riduzione del reddito hanno reso per molti impossibile onorare gli impegni presi.
In queste circostanze, l’inadempimento non è dovuto a una negligenza del debitore, ma a cause di forza maggiore. La legge tutela il debitore “incolpevole”, prevedendo la possibilità di modificare il piano omologato. Il principio fondamentale è che, se l’esecuzione del piano diventa impossibile per ragioni non imputabili al debitore, quest’ultimo ha il diritto di chiedere una revisione delle condizioni.
Il ruolo del giudice e la modifica del piano
Quando si verifica un peggioramento significativo e imprevisto della situazione economica, il debitore può presentare un’istanza al giudice per chiedere la modifica del piano. Durante l’emergenza sanitaria, diversi tribunali hanno mostrato apertura verso queste richieste. Un’ordinanza del Tribunale di Napoli dell’aprile 2020, ad esempio, ha autorizzato il differimento dei pagamenti previsti da un piano del consumatore, riconoscendo la natura eccezionale della crisi e la sua non imputabilità al debitore. Questo precedente conferma un orientamento volto a proteggere chi, senza colpa, non riesce a far fronte agli impegni assunti a causa di una crisi generalizzata.
Azioni pratiche per i consumatori in difficoltà
Se ti trovi in una procedura di sovraindebitamento e la tua situazione economica è peggiorata a causa di eventi imprevisti, è fondamentale agire tempestivamente e in modo corretto. Ignorare il problema e smettere di pagare senza preavviso può portare alla revoca del piano.
Ecco i passi da seguire:
- Non interrompere i pagamenti arbitrariamente: Il primo passo è non agire d’impulso. L’interruzione non giustificata dei pagamenti è la via più rapida per far fallire la procedura.
- Raccogli la documentazione: È essenziale dimostrare che le difficoltà economiche sono reali, sopravvenute e non dipendono dalla tua volontà. Documenti utili includono lettere di licenziamento, comunicazioni di cassa integrazione, calo del fatturato certificato dal commercialista o documentazione medica in caso di problemi di salute.
- Rivolgiti a un esperto: Contatta il professionista che ti ha seguito nella procedura (avvocato o Organismo di Composizione della Crisi) per valutare la situazione. Sarà necessario presentare un’istanza formale al giudice.
- Proponi una modifica sostenibile: L’istanza deve contenere una proposta di modifica del piano, che può consistere in una sospensione temporanea dei pagamenti, una riduzione dell’importo delle rate o un allungamento della durata del piano. La nuova proposta deve essere realistica e sostenibile alla luce delle nuove condizioni economiche.
Affrontare un imprevisto durante un piano di rientro può essere scoraggiante, ma la legge offre gli strumenti per non vanificare gli sforzi fatti e per adeguare il percorso alle nuove realtà, garantendo una tutela a chi agisce in buona fede.
Per assistenza o per segnalare il tuo caso, contatta Sportello Consumatori.
Per assistenza contatta Sportello Consumatori
Via Fratelli Cervi 64, 00053 Civitavecchia
Segreteria telefonica e WhatsApp: 0766036164
Email: contattaci@sportelloconsumatori.org