Durante l’emergenza sanitaria del 2020, il Governo italiano ha discusso numerose misure di sostegno economico per le famiglie, tra cui un’ipotesi di “bonus figli” da inserire nel cosiddetto “Decreto Aprile”. Questa proposta mirava a fornire un aiuto concreto e immediato ai nuclei familiari con figli a carico, in un periodo di grande incertezza economica e sociale. È importante chiarire la natura di quella proposta e comprendere quali strumenti siano oggi effettivamente a disposizione dei consumatori.

La proposta di un bonus straordinario per i figli nel 2020

Nell’aprile del 2020, la Ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia avanzò la proposta di estendere l’allora assegno di natalità a una platea più vasta di beneficiari. L’idea era quella di creare un assegno universale straordinario per tutti i figli a carico di età inferiore ai 14 anni. L’importo del contributo sarebbe stato modulato in base al reddito del nucleo familiare, calcolato tramite l’indicatore ISEE.

La proposta prevedeva le seguenti fasce di importo mensile per ciascun figlio:

  • 160 euro per i nuclei familiari con un ISEE fino a 7.000 euro.
  • 120 euro per i nuclei familiari con un ISEE compreso tra 7.001 e 40.000 euro.
  • 80 euro per i nuclei familiari con un ISEE superiore a 40.000 euro.

Questo bonus era stato concepito come una misura temporanea per affrontare le difficoltà economiche derivanti dal lockdown e dalla sospensione di molte attività lavorative, offrendo un sostegno diretto alla liquidità delle famiglie.

Le misure per le famiglie nei decreti dell’emergenza

Sebbene la proposta di un bonus figli universale e straordinario abbia animato il dibattito pubblico, le misure definitive introdotte con i decreti emergenziali (come il “Decreto Rilancio” del maggio 2020) presero forme diverse, pur mantenendo l’obiettivo di supportare i genitori e i lavoratori. Tra gli interventi più significativi effettivamente implementati figuravano:

  • Congedo parentale straordinario: Un’estensione del congedo per i genitori lavoratori dipendenti con figli minori, indennizzato al 50% della retribuzione.
  • Bonus per servizi di baby-sitting: Un voucher, alternativo al congedo parentale, per l’acquisto di servizi di assistenza all’infanzia, destinato a diverse categorie di lavoratori.
  • Reddito di Emergenza (REM): Una misura di sostegno al reddito destinata ai nuclei familiari in condizioni di necessità economica, non coperti da altri ammortizzatori sociali.

Questi strumenti, pur diversi dalla proposta iniziale, costituirono la risposta concreta del Governo per aiutare le famiglie a gestire l’impatto economico e sociale della pandemia.

Dalle misure di emergenza all’Assegno Unico e Universale

Le discussioni sui bonus emergenziali del 2020 si inserivano in un contesto più ampio di riforma degli aiuti alla famiglia. Già allora si parlava di un riordino complessivo delle misure, che avrebbe portato all’introduzione di un “Assegno Unico e Universale” per i figli a carico. Questo progetto si è concretizzato a partire dal 1° marzo 2022.

L’Assegno Unico ha rappresentato una vera e propria rivoluzione nel sistema di welfare, andando a sostituire e riassorbire la maggior parte dei bonus e delle detrazioni fiscali preesistenti, tra cui:

  • Il bonus bebè (assegno di natalità).
  • Il bonus mamma domani (premio alla nascita).
  • Gli assegni per il nucleo familiare (ANF).
  • Le detrazioni fiscali per figli a carico sotto i 21 anni.

L’obiettivo di questa riforma è stato quello di creare uno strumento di sostegno più semplice, equo e stabile, garantito a tutte le famiglie con figli a carico, dal settimo mese di gravidanza fino al compimento dei 21 anni (a determinate condizioni).

Cosa possono fare i consumatori oggi

Oggi, per ottenere un sostegno economico per i propri figli, il riferimento principale non sono più i bonus frammentati del passato, ma l’Assegno Unico e Universale. L’importo di questo assegno varia in base all’ISEE del nucleo familiare, al numero e all’età dei figli, e alla presenza di eventuali disabilità. È fondamentale che le famiglie verifichino la propria situazione e presentino la domanda per non perdere il diritto al beneficio.

Per conoscere l’importo a cui si ha diritto e per presentare la domanda, è consigliabile:

  1. Aggiornare l’ISEE: L’Indicatore della Situazione Economica Equivalente è il parametro principale per il calcolo dell’assegno. È necessario richiederlo ogni anno.
  2. Consultare il sito dell’INPS: Il portale dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale offre tutte le informazioni dettagliate, le circolari e un simulatore per il calcolo dell’importo.
  3. Rivolgersi a un CAF o a un patronato: Questi enti offrono assistenza gratuita per la compilazione e l’invio della domanda.

Comprendere l’evoluzione delle normative è essenziale per esercitare i propri diritti e accedere ai sostegni disponibili.

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Di admin