Il Decreto Legge n. 23/2020, noto come “Decreto Liquidità”, ha rappresentato una delle misure più significative adottate dal Governo italiano per fronteggiare la crisi economica innescata dalla pandemia di COVID-19. Sebbene le sue disposizioni fossero temporanee e legate a quel preciso contesto di emergenza, comprendere come funzionavano i prestiti garantiti dallo Stato offre una chiave di lettura importante per orientarsi anche oggi nel mondo dei finanziamenti agevolati per le imprese.
Cos’era il Decreto Liquidità e a chi si rivolgeva
Approvato nell’aprile del 2020, il Decreto Liquidità aveva l’obiettivo primario di immettere liquidità nel sistema economico per garantire la continuità operativa di aziende e professionisti messi a dura prova dai lockdown e dal crollo della domanda. La misura non erogava fondi diretti, ma agiva attraverso un sistema di garanzie pubbliche sui prestiti concessi dalle banche.
I beneficiari di queste misure erano una platea molto vasta di soggetti economici, tra cui:
- Micro, piccole e medie imprese (PMI);
- Lavoratori autonomi e liberi professionisti titolari di partita IVA;
- Imprese di dimensioni maggiori, fino a quelle con migliaia di dipendenti.
L’idea di fondo era semplice: lo Stato si faceva garante di una parte significativa del prestito, riducendo quasi a zero il rischio per gli istituti di credito e incentivandoli così a concedere finanziamenti anche a soggetti che, in un momento di grande incertezza, avrebbero avuto difficoltà ad accedere al credito.
Il meccanismo delle garanzie pubbliche: Fondo PMI e SACE
Il sistema di garanzie del Decreto Liquidità si basava su due pilastri principali, a seconda delle dimensioni dell’impresa richiedente: il Fondo di Garanzia per le PMI e l’intervento di SACE S.p.A. con il programma “Garanzia Italia”.
Il Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese
Questo strumento, già esistente ma potenziato per l’emergenza, era rivolto a PMI, professionisti e partite IVA. La sua caratteristica più nota era la possibilità di ottenere prestiti di importo ridotto (inizialmente fino a 25.000 euro) con una garanzia statale che copriva il 100% del finanziamento. Per queste operazioni, la procedura era estremamente semplificata: la banca svolgeva una verifica formale dei requisiti, senza effettuare una valutazione approfondita del merito creditizio. Questo ha permesso a migliaia di piccole realtà di ottenere liquidità in tempi rapidi. Per importi superiori, la garanzia pubblica scendeva al 90%, ma rimaneva comunque un incentivo potentissimo per le banche.
Garanzia Italia di SACE
Per le imprese di medie e grandi dimensioni, lo strumento designato era “Garanzia Italia”, gestito da SACE, la società del gruppo Cassa Depositi e Prestiti specializzata nel sostegno alle imprese. In questo caso, la garanzia statale variava dal 70% al 90% a seconda del fatturato e del numero di dipendenti dell’azienda. I finanziamenti potevano raggiungere importi molto elevati, ma erano vincolati a condizioni precise, come l’impegno a non distribuire dividendi e a mantenere i livelli occupazionali attraverso accordi sindacali. L’obiettivo era assicurare che la liquidità ottenuta fosse usata per sostenere l’attività produttiva in Italia.
L’eredità del Decreto Liquidità e gli strumenti attuali
Sebbene il Decreto Liquidità fosse una misura di emergenza e le sue specifiche disposizioni non siano più in vigore, la sua esperienza ha lasciato un’eredità importante. Ha dimostrato l’efficacia delle garanzie pubbliche come strumento di politica economica e ha reso più familiari a imprese e professionisti alcuni meccanismi di accesso al credito agevolato.
Il Fondo di Garanzia per le PMI, ad esempio, non è scomparso con la fine dell’emergenza. È uno strumento strutturale e permanente, che continua a operare per facilitare l’accesso al credito delle piccole e medie imprese, sebbene con percentuali di copertura e modalità operative che vengono periodicamente aggiornate in base al contesto economico e alle normative europee sugli aiuti di Stato.
Anche SACE continua a svolgere un ruolo fondamentale nel supportare la competitività delle imprese italiane, con un focus particolare su internazionalizzazione, innovazione e transizione ecologica, offrendo garanzie per progetti strategici.
Consigli per le imprese che cercano finanziamenti garantiti
Anche oggi, le imprese che necessitano di liquidità o devono finanziare investimenti possono esplorare le opportunità offerte dai finanziamenti assistiti da garanzia pubblica. Ecco alcuni passaggi fondamentali da considerare:
- Informarsi sugli strumenti attivi: Verificare quali sono le misure di garanzia attualmente disponibili attraverso i canali ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, del Fondo di Garanzia PMI e di SACE.
- Preparare la documentazione: A differenza delle procedure ultra-semplificate dell’emergenza, oggi è quasi sempre richiesta una documentazione completa che attesti la salute economica dell’impresa, come gli ultimi bilanci depositati, le dichiarazioni fiscali e un business plan credibile per gli investimenti futuri.
- Rivolgersi alla propria banca: La richiesta di un finanziamento garantito passa sempre attraverso un istituto di credito. È la banca a valutare la richiesta, a deliberare il finanziamento e a farsi carico di presentare la domanda per l’attivazione della garanzia pubblica.
- Comprendere i vincoli: Accedere a un finanziamento garantito dallo Stato può comportare specifici impegni, come il mantenimento di determinati livelli occupazionali o la destinazione del prestito a scopi specifici. È essenziale leggere attentamente tutte le condizioni contrattuali.
In conclusione, l’esperienza del Decreto Liquidità ha evidenziato l’importanza strategica delle garanzie statali. Conoscere questi meccanismi è il primo passo per le imprese e i professionisti per navigare con maggiore consapevolezza il complesso mondo del credito e cogliere le opportunità di supporto disponibili.
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