Nell’aprile del 2020, in piena emergenza sanitaria da Covid-19, il Governo italiano ha varato due importanti provvedimenti normativi: il Decreto Legge n. 23 (“Decreto Liquidità”) e il Decreto Legge n. 22 (“Decreto Scuola”). Entrambi contenevano disposizioni specifiche volte a sostenere diverse categorie professionali, inclusa quella forense, per mitigare l’impatto economico e operativo causato dalla pandemia. Questo articolo ricostruisce le principali misure che hanno interessato gli avvocati e i praticanti in quel periodo.
Le novità del Decreto Liquidità per la professione forense
Il Decreto Liquidità (D.L. n. 23/2020) ha introdotto una serie di interventi per garantire la tenuta economica dei liberi professionisti e per gestire l’attività giudiziaria in un contesto di forti limitazioni. Le misure più rilevanti per gli avvocati erano finalizzate a fornire supporto finanziario e a riorganizzare le scadenze processuali e amministrative.
Sostegno economico e fiscale
Per alleviare le difficoltà finanziarie derivanti dal blocco delle attività, il decreto prevedeva diverse agevolazioni:
- Fondo di garanzia PMI: L’accesso al Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese è stato esteso anche ai liberi professionisti, consentendo loro di ottenere prestiti bancari con garanzia statale.
- Sospensione dei versamenti: Sono stati sospesi i termini per i versamenti di imposte, ritenute e contributi previdenziali e assistenziali per i mesi di aprile e maggio 2020.
- Ritenute d’acconto: È stata introdotta la possibilità per i professionisti con ricavi o compensi non superiori a una certa soglia di non subire la ritenuta d’acconto sulle fatture emesse tra il 17 marzo e il 31 maggio 2020.
- Proroga Codice della crisi: L’entrata in vigore del nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza è stata differita al 1° settembre 2021, per evitare di gravare ulteriormente su un sistema economico già in difficoltà.
Interventi sulla giustizia e i procedimenti
Il decreto ha agito anche sul fronte della giustizia per gestire la paralisi causata dal lockdown:
- Proroga della sospensione dei termini: È stata estesa la sospensione dei termini processuali per i procedimenti civili, penali, amministrativi, contabili e tributari.
- Giustizia tributaria telematica: È stato stabilito che notifiche e depositi negli uffici della giustizia tributaria dovessero avvenire esclusivamente con modalità telematiche.
- Sospensione dei procedimenti amministrativi: Sono stati sospesi i termini relativi ai procedimenti amministrativi, con conseguente proroga della validità di atti e documenti in scadenza.
Decreto Scuola: tutele per praticanti avvocati e tirocinanti
Il Decreto Scuola (D.L. n. 22/2020) ha affrontato le problematiche relative alla formazione professionale, pesantemente condizionata dalla sospensione delle udienze e delle attività in presenza. Le norme miravano a non penalizzare il percorso dei giovani aspiranti avvocati.
Misure per lo svolgimento del tirocinio
Le principali disposizioni a tutela dei praticanti includevano:
- Validità del semestre di tirocinio: Il semestre di pratica professionale ricadente nel periodo di sospensione delle udienze è stato considerato valido ai fini del compimento del tirocinio, anche in assenza del numero minimo di udienze (venti per semestre) normalmente richiesto.
- Durata ridotta del tirocinio: Per i laureati nell’ultima sessione dell’anno accademico 2018/2019 (prorogata al 15 giugno 2020), la durata complessiva del tirocinio professionale è stata ridotta da 18 a 16 mesi. Questa misura era finalizzata a consentire loro di completare la pratica in tempo utile per l’iscrizione all’esame di Stato del 2021.
Un quadro di misure emergenziali e temporanee
È fondamentale sottolineare che le disposizioni descritte erano di natura eccezionale e temporanea, concepite per rispondere a una crisi senza precedenti. L’obiettivo era duplice: da un lato, fornire un sostegno economico immediato a una categoria di lavoratori autonomi duramente colpita; dall’altro, garantire la continuità dei percorsi formativi e professionali, adattando le regole a un contesto operativo radicalmente mutato. Sebbene la loro efficacia sia terminata con il superamento della fase più acuta dell’emergenza, queste norme rappresentano una testimonianza dello sforzo di adattamento del sistema legale e professionale italiano.
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