Il bonus da 600 euro destinato ai professionisti, inclusi gli avvocati, è stata una delle prime misure di sostegno economico introdotte durante l’emergenza sanitaria da Covid-19 nel 2020. Tuttavia, le regole per accedervi subirono importanti modifiche in corso d’opera, generando incertezza. In particolare, il Decreto Legge n. 23/2020, noto come “Decreto Liquidità”, ha ridefinito i criteri di accesso, restringendo la platea dei beneficiari rispetto alle previsioni iniziali.

Il Contesto Iniziale: il Decreto “Cura Italia”

L’indennità di 600 euro fu istituita con il Decreto Legge n. 18/2020, il cosiddetto “Cura Italia”, per fornire un supporto immediato ai lavoratori autonomi e ai professionisti iscritti alle casse di previdenza private, come la Cassa Forense per gli avvocati. L’obiettivo era compensare, almeno in parte, il drastico calo di attività e di reddito causato dalle misure di confinamento. Inizialmente, i requisiti erano legati principalmente a limiti reddituali e alla regolarità contributiva, portando un gran numero di professionisti a presentare domanda.

Le Novità del Decreto Liquidità: Requisiti Più Stringenti

Con l’entrata in vigore del Decreto Liquidità nell’aprile 2020, i criteri per ottenere il bonus sono stati modificati in modo significativo. L’articolo 34 del decreto ha introdotto due condizioni cumulative che hanno escluso molti richiedenti che in un primo momento sembravano averne diritto.

I nuovi requisiti per i professionisti iscritti agli enti di previdenza privati erano:

  • Iscrizione in via esclusiva: il professionista doveva essere iscritto esclusivamente alla propria cassa di previdenza obbligatoria (ad esempio, Cassa Forense per un avvocato). Questo ha escluso chiunque avesse un’altra forma di previdenza obbligatoria, come quella derivante da un rapporto di lavoro dipendente, anche se part-time.
  • Non essere titolare di pensione: il richiedente non doveva percepire alcun trattamento pensionistico, né diretto né indiretto (come la pensione di reversibilità).

Queste modifiche hanno avuto un impatto immediato e dirompente, costringendo le casse professionali a rivedere le procedure e i professionisti a integrare o ritirare le domande già inviate.

L’Impatto Pratico per gli Avvocati

Per la categoria forense, le nuove regole hanno significato che un avvocato che svolgeva contemporaneamente un’altra attività, come l’insegnamento con un contratto di lavoro subordinato, non poteva più accedere al bonus, pur avendo subito un calo di fatturato dalla sua attività legale. L’iscrizione non era più considerata “esclusiva”.

Cassa Forense, che aveva già avviato le procedure per erogare i primi pagamenti, si trovò costretta a bloccare i bonifici per verificare la conformità ai nuovi requisiti. Agli iscritti che avevano già presentato istanza fu richiesto di fornire una dichiarazione integrativa per attestare il possesso delle nuove condizioni. La Cassa precisò che l’integrazione non avrebbe modificato l’ordine cronologico di presentazione della domanda originale, ma la sua assenza avrebbe comportato il rigetto dell’istanza.

Cosa Significava per i Consumatori e i Professionisti

Le modifiche normative, sebbene mirate a concentrare le risorse su chi non aveva altre forme di reddito o sostegno, hanno creato notevoli disagi. Molti professionisti si sono visti negare un aiuto economico su cui facevano affidamento, nonostante la loro attività principale fosse stata pesantemente colpita dalla crisi. La vicenda ha messo in luce le difficoltà nella gestione delle misure di emergenza e l’importanza di criteri chiari e stabili per l’accesso ai sostegni pubblici.

Per i consumatori, la situazione di difficoltà economica di molti professionisti ha rappresentato un ulteriore elemento di criticità in un periodo già complesso, con possibili rallentamenti nella gestione delle pratiche legali e di altre consulenze professionali. Questa misura, pur essendo un ricordo del passato, evidenzia come le tutele per i lavoratori autonomi siano spesso complesse e soggette a cambiamenti improvvisi.

Per assistenza o per segnalare il tuo caso, contatta Sportello Consumatori.

Contattaci su WhatsApp

Per assistenza contatta Sportello Consumatori

Via Fratelli Cervi 64, 00053 Civitavecchia
Segreteria telefonica e WhatsApp: 0766036164
Email: contattaci@sportelloconsumatori.org

Contattaci su WhatsApp

Di admin