Durante l’emergenza sanitaria legata al Coronavirus, molte famiglie in difficoltà economica hanno ricevuto un sostegno attraverso i buoni spesa stanziati dal governo. Tuttavia, è emersa una problematica significativa segnalata dalla Lega Antivivisezione (LAV): in diversi Comuni italiani, il cibo per animali domestici come cani e gatti è stato escluso dalla lista dei beni acquistabili con tali buoni. Questa decisione ha creato un paradosso, mettendo in difficoltà i nuclei familiari che considerano i propri animali parte integrante della famiglia.

Alimenti per animali: un bene di prima necessità

La questione sollevata dalla LAV si fonda su un principio importante. Già durante le prime fasi della pandemia, i decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri (DPCM) avevano classificato i prodotti per la cura degli animali domestici tra i “beni di prima necessità”. Questo riconoscimento li equiparava, ai fini della continuità delle attività produttive e commerciali, a prodotti come carburanti e articoli sanitari. Nonostante questa chiara indicazione a livello nazionale, l’applicazione pratica a livello locale è stata disomogenea, lasciando ai singoli Comuni la facoltà di decidere quali beni fossero ammissibili per i buoni spesa.

La controversia ha messo in luce una realtà sociale consolidata: in Italia, oltre una famiglia su tre vive con un animale domestico. Per queste persone, le spese per il mantenimento dei propri animali non sono un lusso, ma una necessità. L’esclusione di questi costi dagli aiuti economici rappresenta un onere aggiuntivo, aggravato da un’imposta sul valore aggiunto (IVA) al 22%, una delle più alte in Europa per il pet food, che da tempo le associazioni animaliste chiedono di ridurre.

La gestione disomogenea dei buoni spesa

La denuncia della LAV ha evidenziato come la gestione dei fondi per i buoni spesa, pari a 400 milioni di euro, sia stata frammentata e incoerente sul territorio nazionale. Alcune amministrazioni comunali hanno interpretato le norme in modo restrittivo, altre hanno mostrato maggiore sensibilità verso le esigenze delle famiglie con animali. Questa discrepanza ha creato una vera e propria discriminazione basata sulla residenza.

Comuni che hanno escluso il cibo per animali

Secondo le segnalazioni raccolte dalla LAV all’epoca dei fatti, alcuni Comuni hanno vietato esplicitamente l’acquisto di alimenti e prodotti per animali con i buoni spesa, minacciando in alcuni casi la revoca del beneficio. Tra questi figuravano:

  • Carmagnola (Torino)
  • Montevarchi (Arezzo)
  • Velletri (Roma)
  • Zafferana Etnea (Catania)

Comuni che hanno incluso le spese per animali

Al contrario, altre amministrazioni si sono distinte per aver incluso esplicitamente il cibo per animali tra le spese ammissibili, dimostrando una visione più inclusiva e attenta alla composizione dei nuclei familiari moderni. Tra gli esempi positivi citati dalla LAV vi erano:

  • Legnano (Milano)
  • Modena
  • Ladispoli (Roma)
  • Ciampino (Roma)
  • Lecce

Diritti e tutele per i proprietari di animali

Il caso dei buoni spesa durante la pandemia è emblematico di una questione più ampia: il pieno riconoscimento dello status degli animali d’affezione all’interno della società e delle politiche di sostegno. Sebbene quella specifica misura di aiuto fosse legata a un’emergenza, il principio rimane valido. I proprietari di animali domestici sostengono costi non differibili che incidono sul bilancio familiare.

Per i consumatori, è importante essere consapevoli che la classificazione di un bene come “di prima necessità” può avere implicazioni concrete. In caso di future iniziative di sostegno economico o di regolamentazioni locali, è fondamentale verificare sempre i criteri specifici stabiliti dall’ente erogatore. Se un’esclusione appare ingiustificata o discriminatoria, è possibile segnalarla alle associazioni di tutela dei consumatori e degli animali per ottenere chiarimenti e supporto.

Per assistenza o per segnalare il tuo caso, contatta Sportello Consumatori.

Contattaci su WhatsApp

Per assistenza contatta Sportello Consumatori

Via Fratelli Cervi 64, 00053 Civitavecchia
Segreteria telefonica e WhatsApp: 0766036164
Email: contattaci@sportelloconsumatori.org

Contattaci su WhatsApp

Di admin