Il patrocinio a spese dello Stato, comunemente noto come gratuito patrocinio, è un istituto fondamentale che garantisce il diritto alla difesa a tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro capacità economica. Permette a chi si trova al di sotto di una certa soglia di reddito di essere assistito da un avvocato senza doverne sostenere i costi, che vengono coperti dallo Stato. Tuttavia, il sistema soffre da tempo di una criticità significativa: i cronici ritardi nel pagamento dei compensi agli avvocati. Un problema che l’Associazione Italiana Giovani Avvocati (AIGA) ha cercato di affrontare con specifiche proposte, evidenziando come l’efficienza del servizio sia legata anche alla sostenibilità economica per i professionisti che lo garantiscono.

Cos’è il gratuito patrocinio e a chi spetta

Il gratuito patrocinio è l’espressione concreta del principio costituzionale di uguaglianza di fronte alla legge, assicurando che nessuno sia privato della possibilità di agire e difendersi in giudizio per ragioni economiche. Può essere richiesto per procedimenti civili, penali, amministrativi, contabili e tributari.

Per accedere a questo beneficio, il requisito principale è di natura economica. Il richiedente deve avere un reddito annuo imponibile, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a una soglia stabilita per legge, che viene aggiornata periodicamente. A titolo puramente indicativo, per il 2024 tale soglia è stata fissata a 12.838,01 euro. Nel calcolo del reddito si tiene conto anche dei redditi dei familiari conviventi, a meno che il procedimento non riguardi una controversia proprio con uno di essi.

La domanda si presenta al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati competente per il procedimento civile, o direttamente al magistrato competente per quello penale.

Il problema dei ritardi nei pagamenti e le conseguenze

Sebbene il diritto sia garantito sulla carta, la sua applicazione pratica incontra un ostacolo rilevante: i tempi di liquidazione e pagamento degli onorari agli avvocati. I professionisti che assistono clienti in gratuito patrocinio spesso attendono mesi, se non anni, prima di ricevere il compenso dallo Stato. Questa situazione ha diverse conseguenze negative:

  • Sostenibilità per gli avvocati: I ritardi mettono a dura prova la liquidità degli studi legali, in particolare quelli dei giovani avvocati o delle piccole realtà professionali, che di fatto si trovano a finanziare il sistema anticipando costi e lavoro.
  • Rischio per l’accesso alla giustizia: Una remunerazione incerta e tardiva può scoraggiare gli avvocati dall’iscriversi agli elenchi del gratuito patrocinio o dall’accettare incarichi. Questo riduce il numero di professionisti disponibili e, di conseguenza, può rendere più difficile per il cittadino trovare un difensore.
  • Impatto sulla qualità del servizio: Sebbene la professionalità degli avvocati non sia in discussione, un sistema che non remunera adeguatamente e tempestivamente il lavoro rischia nel lungo periodo di compromettere l’intero meccanismo di tutela.

Le proposte per snellire le procedure

Per far fronte a queste criticità, nel tempo sono state avanzate diverse proposte di riforma. Un esempio significativo è il pacchetto di misure proposto dall’AIGA durante l’emergenza sanitaria del 2020, un periodo che aveva aggravato ulteriormente le difficoltà economiche di molti professionisti. Le proposte miravano a introdurre procedure più rapide e termini certi per la liquidazione e il pagamento dei compensi.

Tra le soluzioni suggerite figuravano:

  • L’introduzione di un termine perentorio, ad esempio 30 giorni, per l’emissione del decreto di pagamento da parte del magistrato dopo il deposito dell’istanza da parte dell’avvocato.
  • La digitalizzazione delle procedure, con il deposito delle istanze tramite Posta Elettronica Certificata (PEC) per snellire la burocrazia.
  • La fissazione di scadenze precise per le cancellerie per effettuare i controlli e disporre il pagamento, ad esempio entro 60 giorni dall’emissione del mandato.

Queste iniziative, sebbene nate in un contesto di emergenza, hanno messo in luce la necessità di una riforma strutturale per rendere il sistema del gratuito patrocinio non solo un diritto garantito, ma anche un meccanismo efficiente e sostenibile per tutti gli attori coinvolti.

Cosa sapere se si ha bisogno del gratuito patrocinio

Per il cittadino che intende avvalersi del gratuito patrocinio, è importante sapere che, una volta ammesso al beneficio, non dovrà sostenere alcuna spesa legale. L’onorario e le spese dell’avvocato, così come le altre spese processuali, sono interamente a carico dello Stato. È consigliabile verificare i requisiti di reddito aggiornati sui siti istituzionali e rivolgersi al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati della propria città per ottenere l’elenco dei professionisti abilitati al patrocinio a spese dello Stato.

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Di admin