L’emergenza sanitaria legata alla pandemia ha innescato una crisi economica che ha messo in luce la vulnerabilità finanziaria di molte famiglie in Italia e in Europa. Un’analisi condotta dalla Banca d’Italia all’inizio della crisi ha fornito un quadro chiaro di questa fragilità, misurando non solo il reddito, ma anche la capacità delle famiglie di far fronte a un’improvvisa perdita di entrate utilizzando i propri risparmi.

Cos’è la povertà finanziaria?

Quando si parla di disagio economico, spesso si pensa solo al reddito. Tuttavia, un indicatore più completo è quello della “povertà finanziaria”. Questo concetto misura il rischio di non riuscire a mantenere uno standard di vita accettabile nel caso in cui il reddito principale venga a mancare improvvisamente. In altre parole, valuta se i risparmi accumulati sono sufficienti a coprire le necessità essenziali per un determinato periodo di tempo.

Lo studio della Banca d’Italia ha ipotizzato uno scenario specifico: una famiglia che perde completamente il proprio reddito per un trimestre. La domanda a cui si è cercato di rispondere è: quante famiglie dispongono di risorse finanziarie liquide (conti correnti, depositi, titoli) per sostenersi senza intaccare il patrimonio immobiliare o indebitarsi ulteriormente? La soglia di povertà utilizzata è quella standard europea, pari al 60% del reddito mediano nazionale.

La situazione in Italia e in Europa all’inizio della crisi

L’analisi, pur essendo stata pubblicata durante la prima fase della pandemia, si basava su dati raccolti a livello europeo nel 2016. Questi numeri, tuttavia, si sono rivelati profetici nel descrivere una vulnerabilità preesistente che la crisi ha poi drammaticamente amplificato. I risultati hanno mostrato un quadro preoccupante per diversi Paesi.

  • Italia e Spagna: in questi due Paesi, tra i più colpiti inizialmente dalla pandemia, poco più del 40% della popolazione viveva in famiglie considerate finanziariamente povere, ovvero incapaci di sostenere tre mesi senza reddito.
  • Francia: la situazione era simile, con una quota di popolazione finanziariamente fragile che si attestava intorno al 40%.
  • Germania: la percentuale di famiglie vulnerabili era inferiore ma comunque significativa, pari a circa il 33% della popolazione.

Questi dati evidenziano come una larga fetta di cittadini europei sia entrata nella crisi pandemica senza un cuscinetto di risparmi adeguato a fronteggiare shock economici imprevisti.

Chi erano i soggetti più esposti al rischio?

Il rischio di povertà finanziaria non era distribuito in modo omogeneo tra la popolazione. L’analisi ha identificato alcune categorie di persone e famiglie particolarmente vulnerabili:

  • Lavoratori precari e autonomi: i dipendenti a tempo determinato, i lavoratori autonomi e i disoccupati mostravano una fragilità economica molto maggiore rispetto ai pensionati e ai dipendenti a tempo indeterminato, che potevano contare su entrate più stabili.
  • Famiglie in affitto: chi viveva in affitto risultava generalmente più esposto rispetto a chi possedeva l’abitazione di residenza. Sebbene la casa di proprietà non sia una risorsa liquida, rappresenta comunque una forma di stabilità patrimoniale che manca a chi deve sostenere mensilmente il costo di un canone.

Questa scomposizione mostra come la precarietà lavorativa e la condizione abitativa fossero fattori chiave nel determinare la capacità di resilienza economica di una famiglia.

Lezioni per i consumatori: come costruire la propria sicurezza finanziaria

L’esperienza della pandemia ha insegnato l’importanza di essere preparati agli imprevisti. Anche se la situazione economica generale è complessa, ogni consumatore può adottare alcune strategie per aumentare la propria resilienza finanziaria.

1. Creare un fondo di emergenza: L’ideale è accumulare una somma pari ad almeno 3-6 mesi delle proprie spese essenziali (affitto/mutuo, bollette, cibo, trasporti). Questo denaro dovrebbe essere tenuto in un conto separato e facilmente accessibile, da utilizzare solo in caso di reale necessità.

2. Mappare entrate e uscite: Avere una chiara consapevolezza di come si spende il proprio denaro è il primo passo per poter risparmiare. Utilizzare app o un semplice foglio di calcolo può aiutare a identificare le spese superflue e a definire un budget sostenibile.

3. Ridurre i debiti: I debiti con interessi elevati, come quelli delle carte di credito revolving o dei prestiti personali, possono erodere rapidamente le risorse. Elaborare un piano per ripagarli il prima possibile libera risorse preziose per il risparmio.

4. Valutare le proprie coperture: Verificare di avere adeguate coperture assicurative (sanitarie, sulla vita, sulla casa) può proteggere da spese impreviste e catastrofiche che potrebbero azzerare i risparmi di una vita.

Lo shock pandemico ha dimostrato che la stabilità economica non può essere data per scontata. Costruire una solida base finanziaria è una forma di tutela fondamentale per sé e per la propria famiglia.

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Di admin