L’entrata in vigore del nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza ha rappresentato una delle più importanti riforme del diritto commerciale italiano degli ultimi decenni. Sebbene il titolo faccia riferimento al 2021, è fondamentale chiarire che, a seguito di ulteriori rinvii dovuti al protrarsi delle difficoltà economiche, la piena operatività della normativa è scattata il 15 luglio 2022. Questo slittamento è stato necessario per adeguare il sistema a un contesto economico profondamente mutato.
Le ragioni del rinvio: dall’emergenza alla ripartenza
Originariamente, l’entrata in vigore del Codice era stata posticipata al 1° settembre 2021 tramite il Decreto Liquidità (D.L. 23/2020), emanato in piena emergenza sanitaria. La decisione fu presa perché il nuovo impianto normativo, basato su meccanismi di allerta precoce per intercettare i primi segnali di difficoltà di un’impresa, era stato concepito per un’economia in condizioni fisiologiche. In un quadro di crisi sistemica come quello pandemico, questi indicatori avrebbero rischiato di segnalare come anomala la situazione della maggior parte delle imprese, perdendo la loro efficacia selettiva e generando un carico insostenibile per i tribunali.
Il legislatore ha quindi preferito mantenere in vigore la vecchia Legge Fallimentare, uno strumento noto e ampiamente collaudato, per gestire la fase più acuta dell’incertezza. I successivi rinvii hanno permesso di affinare ulteriormente gli strumenti e di attendere un contesto economico più stabile per l’avvio della riforma.
Cosa cambia con il nuovo Codice della Crisi
Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza abbandona la vecchia logica punitiva del fallimento per abbracciare un approccio orientato alla prevenzione e alla continuità aziendale. L’obiettivo principale non è più sanzionare l’imprenditore insolvente, ma fornire strumenti per anticipare la crisi e, se possibile, risolverla prima che diventi irreversibile. La stessa terminologia è cambiata: non si parla più di “fallimento” ma di “liquidazione giudiziale”.
I pilastri della riforma includono:
- Procedure di allerta e composizione assistita: Sistemi di monitoraggio interni ed esterni (ad esempio da parte di creditori pubblici qualificati come INPS e Agenzia delle Entrate) per far emergere tempestivamente lo stato di difficoltà.
- Unificazione delle procedure: Il Codice riunisce in un unico testo le diverse procedure concorsuali, rendendo il quadro normativo più organico e accessibile.
- Strumenti di regolazione negoziata: Vengono potenziati gli accordi che l’imprenditore può raggiungere con i creditori per ristrutturare il debito e garantire la continuità dell’attività, come il piano di ristrutturazione soggetto a omologazione e il concordato preventivo.
Tutele per consumatori e piccoli imprenditori: il sovraindebitamento
Una delle novità più rilevanti per i cittadini è la riscrittura della disciplina sul sovraindebitamento. Questa parte del Codice si rivolge a tutti i soggetti non assoggettabili alla liquidazione giudiziale, come consumatori, professionisti, start-up, piccole imprese e aziende agricole. L’obiettivo è offrire una via d’uscita a chi si trova in una situazione di squilibrio finanziario grave e duraturo.
Quali sono le procedure accessibili?
Il Codice prevede specifici percorsi per gestire i debiti non sostenibili:
- Ristrutturazione dei debiti del consumatore: Una procedura che permette al consumatore di presentare un piano di rientro ai creditori, che può essere omologato dal tribunale anche senza il loro consenso se ritenuto conveniente rispetto alla liquidazione del patrimonio.
- Concordato minore: Riservato a professionisti e piccole imprese, consente di proporre un accordo ai creditori per la ristrutturazione del debito.
- Liquidazione controllata del sovraindebitato: Quando non è possibile percorrere altre strade, si può cedere il proprio patrimonio per saldare, per quanto possibile, i debiti e ottenere l’esdebitazione, ovvero la cancellazione dei debiti residui.
Questi strumenti rappresentano una tutela fondamentale, offrendo la possibilità di una “seconda occasione” (fresh start) e permettendo a persone e piccole realtà economiche di ripartire senza essere schiacciate a vita dal peso dei debiti.
Come affrontare le difficoltà economiche
Il messaggio centrale del nuovo Codice è l’importanza di agire tempestivamente. Ignorare i primi segnali di difficoltà finanziaria può compromettere la possibilità di utilizzare gli strumenti di risanamento più efficaci. Sia per un’impresa che per un consumatore, è cruciale monitorare la propria situazione debitoria e non esitare a cercare supporto qualificato ai primi segnali di allarme. Affrontare il problema per tempo aumenta significativamente le probabilità di trovare una soluzione sostenibile e di preservare il valore aziendale o il proprio patrimonio personale.
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