Molti automobilisti hanno ricevuto una multa elevata da un cosiddetto “semaforo intelligente”, un sistema automatico che rileva il passaggio con la luce rossa. Tuttavia, una sanzione di questo tipo non è sempre legittima. Una sentenza del Giudice di Pace ha chiarito un principio fondamentale a tutela dei cittadini: senza la produzione della fotografia che attesta l’infrazione, la contravvenzione può essere annullata. Questo aspetto è cruciale per garantire il diritto di difesa dell’automobilista.
Come funzionano i semafori con telecamera
I sistemi di rilevamento automatico delle infrazioni semaforiche, spesso noti con il nome commerciale T-Red, sono dispositivi dotati di telecamere collegate direttamente al semaforo. Questi apparecchi si attivano nel momento in cui un veicolo oltrepassa la linea di arresto quando la lanterna semaforica proietta la luce rossa. Per legge, il sistema deve scattare almeno due fotogrammi distinti:
- Il primo fotogramma immortala il veicolo mentre supera la linea di arresto con il semaforo rosso acceso.
- Il secondo fotogramma mostra lo stesso veicolo al centro dell’incrocio, a dimostrazione che non si è trattato di un semplice arresto tardivo ma di un attraversamento completo.
Questi dispositivi funzionano in modo completamente automatico, senza la necessità della presenza fisica di un agente di polizia, in modo simile a quanto accade per gli autovelox o per i varchi delle Zone a Traffico Limitato (ZTL).
Il ruolo della fotografia come prova dell’infrazione
La documentazione fotografica non è un semplice accessorio, ma costituisce la prova principale su cui si fonda l’accertamento della violazione. Per essere valida, la fotografia deve essere chiara e inequivocabile, mostrando distintamente la targa del veicolo, la luce rossa del semaforo e la posizione del mezzo rispetto alla segnaletica orizzontale. Senza questa prova visiva, la contestazione mossa dalla Pubblica Amministrazione rimane una semplice affermazione, priva del riscontro oggettivo necessario per poter essere validamente contestata e provata in un eventuale giudizio.
Perché la multa può essere annullata senza la foto
Il diritto alla difesa è un principio cardine del nostro ordinamento. Quando un cittadino decide di impugnare una sanzione amministrativa, l’onere della prova spetta all’ente che ha emesso il verbale. In altre parole, è l’amministrazione a dover dimostrare, con prove concrete, che l’infrazione è effettivamente avvenuta secondo le modalità contestate. Come stabilito da una pronuncia del Giudice di Pace di Firenze, se l’ente accertatore o la Prefettura non depositano in giudizio i fotogrammi dell’infrazione, il giudice si trova nell’impossibilità di effettuare una verifica completa e oggettiva dei fatti. Questa mancanza procedurale lede il diritto di difesa del ricorrente e porta, di conseguenza, all’annullamento della multa. La sanzione viene cancellata perché l’accusa è rimasta priva della sua prova fondamentale.
Cosa fare se si riceve una multa da un semaforo automatico
Se si riceve un verbale per passaggio con il rosso accertato da un dispositivo automatico, è consigliabile non affrettarsi a pagare la sanzione, ma valutare attentamente la situazione. Ecco alcuni passi utili da seguire:
- Richiedere la visione dei fotogrammi: Il primo passo è esercitare il proprio diritto di accesso agli atti e chiedere di visionare le fotografie relative all’infrazione. Le modalità per presentare la richiesta sono di norma indicate sul verbale stesso.
- Analizzare le prove fotografiche: Una volta ottenute le immagini, è fondamentale controllarne la chiarezza. La targa deve essere perfettamente leggibile, il semaforo visibilmente rosso e la sequenza degli scatti deve dimostrare senza ombra di dubbio l’attraversamento dell’incrocio.
- Verificare la correttezza del verbale: È importante controllare che il verbale riporti tutte le informazioni richieste dalla legge, come data, ora e luogo esatto dell’infrazione, il modello dell’apparecchiatura utilizzata per il rilevamento e la data della sua ultima omologazione e taratura.
- Valutare il ricorso: Se la documentazione fotografica non viene fornita, risulta illeggibile o non prova in modo certo la violazione, esistono ottime possibilità di ottenere l’annullamento della multa. Il ricorso può essere presentato al Prefetto entro 60 giorni o al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla notifica.
In conclusione, sebbene i sistemi automatici di rilevamento siano strumenti legittimi per la sicurezza stradale, il loro utilizzo deve sempre avvenire nel pieno rispetto delle garanzie legali previste a tutela dei cittadini. La prova fotografica è un elemento imprescindibile per la validità della sanzione.
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