L’emergenza sanitaria legata al Coronavirus ha messo a dura prova numerose categorie professionali, inclusa quella degli avvocati. In questo contesto, l’Associazione Italiana Giovani Avvocati (Aiga) ha espresso una posizione critica nei confronti delle misure di sostegno predisposte dalla Cassa Forense, giudicandole insufficienti per affrontare la crisi economica derivante dalla pandemia.
La gestione dei contributi previdenziali
Uno dei punti centrali della critica mossa dall’Aiga ha riguardato la gestione degli adempimenti previdenziali. La Cassa Forense aveva introdotto la possibilità di rateizzare i versamenti in autoliquidazione fino a 72 rate. Tuttavia, l’associazione ha contestato l’applicazione di una maggiorazione dell’interesse dell’1,50%, definendola inopportuna in un momento di grave difficoltà economica per la categoria.
Secondo l’Aiga, una soluzione più equa sarebbe stata la concessione di una rateizzazione a lungo termine, ad esempio in cinque anni, senza l’applicazione di interessi. Questa misura avrebbe offerto un reale sostegno agli avvocati, alleggerendo la pressione finanziaria senza imporre costi aggiuntivi. L’associazione ha inoltre suggerito che le mancate entrate derivanti dall’eliminazione degli interessi avrebbero potuto essere compensate da un aumento della contribuzione a carico dei pensionati ancora in attività.
Contributo minimo e tutele per la maternità
Un’altra area di forte preoccupazione per i giovani avvocati è stata quella relativa al contributo minimo soggettivo e di maternità per l’anno 2020. La Cassa Forense aveva disposto unicamente il differimento dei termini di pagamento al 31 dicembre 2020. Per l’Aiga, questa misura non risolveva il problema, ma si limitava a posticiparlo, concentrando un onere economico significativo alla fine di un anno già molto complesso.
Le proposte avanzate dall’associazione erano più strutturali e miravano a un intervento diretto sull’importo dovuto. Tra le soluzioni suggerite figuravano:
- L’introduzione della contribuzione figurativa per i professionisti con redditi inferiori a una determinata soglia, garantendo la copertura previdenziale senza un esborso diretto.
- In alternativa, una riduzione di almeno il 50% del contributo minimo soggettivo per l’anno 2020, per allineare l’onere contributivo alla drastica riduzione dei redditi subita da molti professionisti.
Le richieste per un sostegno concreto
Pur apprezzando alcune iniziative di natura assistenziale, l’Aiga ha sottolineato la necessità di interventi più incisivi sul fronte economico e contributivo. La richiesta principale era quella di trasformare le misure da semplici rinvii di pagamento a reali forme di alleggerimento fiscale e previdenziale. L’associazione ha inoltre sollecitato la Cassa Forense a procedere rapidamente con l’approvazione delle graduatorie relative ai bandi di assistenza del 2019, per erogare i fondi già stanziati a chi ne aveva diritto.
La posizione dell’Aiga ha messo in luce le difficoltà specifiche affrontate dai giovani avvocati, spesso caratterizzati da redditi meno stabili e minori riserve economiche, che li hanno resi particolarmente vulnerabili all’impatto della crisi sanitaria ed economica.
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