L’infezione da Coronavirus contratta in ambito lavorativo è ufficialmente riconosciuta come infortunio sul lavoro. Questo principio, stabilito durante le prime fasi dell’emergenza sanitaria, garantisce tutele specifiche da parte dell’Inail sia per i lavoratori che si ammalano, sia per i loro familiari in caso di decesso. Comprendere i propri diritti e le procedure per attivarli è fondamentale per ottenere il giusto sostegno economico.

Il Covid-19 come infortunio sul lavoro: cosa significa

L’Inail equipara la causa virale del Covid-19 a una “causa violenta”, elemento che per legge definisce l’infortunio sul lavoro. Di conseguenza, se il contagio avviene “in occasione di lavoro”, ovvero a causa delle condizioni e dei rischi presenti nell’ambiente lavorativo, scattano le coperture assicurative previste. Questo riconoscimento non è automatico, ma si basa su un accertamento medico-legale che valuta il nesso tra l’attività svolta e l’infezione.

Quali lavoratori hanno diritto alla tutela

La tutela Inail si applica a tutti i lavoratori assicurati, sia dipendenti che figure assimilate. Tuttavia, per alcune categorie professionali considerate a rischio elevato, il percorso per il riconoscimento è più semplice. Per questi lavoratori vige una presunzione semplice di origine professionale della malattia.

Le principali categorie includono:

  • Operatori sanitari: medici, infermieri e tutto il personale che opera in strutture sanitarie e socio-sanitarie, considerati i più esposti al rischio.
  • Lavoratori a contatto con il pubblico: personale addetto al front office, alle casse, commessi e banconisti.
  • Altre professioni a rischio: addetti alle pulizie in contesti sanitari, autisti di ambulanze e mezzi di trasporto pubblico, personale delle forze dell’ordine.

Anche per i lavoratori non inclusi in queste categorie è possibile ottenere il riconoscimento, a condizione di fornire elementi che dimostrino la correlazione tra il contagio e l’attività lavorativa.

Le prestazioni per il lavoratore e per i familiari

Le tutele previste dall’Inail variano a seconda delle conseguenze dell’infortunio. Se il lavoratore guarisce, ha diritto a un’indennità giornaliera per il periodo di assenza dal lavoro. Se l’infezione causa danni permanenti, può essere riconosciuto un indennizzo per danno biologico.

L’indennità una tantum per i familiari delle vittime

In caso di decesso del lavoratore a causa del Covid-19 contratto sul lavoro, i familiari superstiti hanno diritto a una prestazione economica specifica. Si tratta di un’indennità una tantum erogata dal Fondo delle vittime di gravi infortuni sul lavoro. Un aspetto cruciale di questa tutela è che si estende anche ai familiari di lavoratori non soggetti all’obbligo assicurativo Inail, come liberi professionisti, vigili del fuoco e appartenenti alle forze di polizia. Questa misura mira a fornire un sostegno concreto a tutte le famiglie colpite da un lutto causato dall’esposizione professionale al virus.

Come attivare la procedura di riconoscimento

Per avviare la pratica di infortunio sul lavoro per contagio da Covid-19, è necessario seguire alcuni passaggi fondamentali:

  1. Certificazione medica: Il medico che accerta il contagio deve redigere e trasmettere telematicamente all’Inail il primo certificato di infortunio, indicando che la malattia potrebbe avere origine professionale.
  2. Denuncia del datore di lavoro: Una volta ricevuta la certificazione medica, il datore di lavoro è obbligato a presentare la denuncia/comunicazione di infortunio all’Inail entro i termini previsti dalla legge.
  3. Accertamento Inail: L’Istituto avvierà un’istruttoria per verificare la sussistenza del nesso causale tra l’attività lavorativa e l’infezione, riconoscendo le prestazioni economiche in caso di esito positivo.

È importante agire tempestivamente e assicurarsi che tutta la documentazione sia inviata correttamente per non compromettere il diritto alle tutele.

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Di admin