Quando una coppia con figli si separa, una delle decisioni più delicate riguarda la loro residenza e la gestione del tempo con entrambi i genitori. Sebbene la legge italiana preveda l’affidamento condiviso come regola, nella pratica si è diffusa la figura del “genitore collocatario”, ovvero il genitore presso cui i figli vivono prevalentemente. Questa prassi, tuttavia, è da tempo oggetto di dibattito e l’Unione Nazionale Camere Civili (UNCC) ha espresso una posizione molto critica, definendola una vera e propria “invenzione” giuridica che contraddice lo spirito della bigenitorialità.

Cos’è il genitore collocatario e perché è una figura controversa

In un regime di affidamento condiviso, entrambi i genitori mantengono la responsabilità genitoriale e partecipano alle decisioni più importanti per la vita dei figli. La prassi del collocamento prevalente, però, stabilisce che i figli abbiano una residenza principale presso uno dei due genitori, il “collocatario”. L’altro genitore, definito “non collocatario”, ha un diritto di visita regolato da un calendario specifico.

Secondo l’UNCC, questa distinzione è problematica per diverse ragioni:

  • Crea una gerarchia: La differenziazione tra genitore “collocatario” e “non collocatario” introduce una discriminazione di fatto. Il primo può sentirsi investito di maggiori diritti e potere decisionale, mentre il secondo rischia di essere relegato a un ruolo secondario o di subire le decisioni dell’altro.
  • Alimenta il conflitto: Invece di promuovere la collaborazione, questa impostazione può diventare terreno fertile per incomprensioni e prevaricazioni, danneggiando non solo il rapporto tra gli ex partner ma anche il benessere dei figli.
  • Non ha un solido fondamento normativo: Le Camere Civili sostengono che la figura del collocatario sia un’elaborazione della prassi giudiziaria, non un principio sancito dalla legge sull’affidamento condiviso, che mira invece a garantire un rapporto equilibrato e continuativo dei figli con entrambi i genitori.

Il calendario di visite tradizionale: un modello inefficiente

La critica alla figura del genitore collocatario si estende inevitabilmente alle modalità con cui viene gestito il tempo dei figli. Il modello più diffuso prevede weekend alternati con il genitore non collocatario e alcune visite infrasettimanali, spesso limitate a poche ore pomeridiane senza pernottamento. Questo schema, oltre a essere poco funzionale, ha mostrato tutte le sue criticità durante l’emergenza sanitaria, quando la necessità di limitare gli spostamenti ha messo in luce l’irrazionalità di un sistema che può richiedere fino a otto trasferimenti in due settimane.

Un’organizzazione più paritetica, come quella basata su settimane alternate, ridurrebbe drasticamente gli spostamenti e offrirebbe ai figli una maggiore stabilità e continuità di vita con ciascun genitore. Questo approccio supera la logica della “visita” e promuove una reale condivisione della quotidianità.

Le alternative per una bigenitorialità effettiva

La posizione dell’UNCC invita a superare un modello culturale e giuridico che, di fatto, penalizza uno dei due genitori. L’obiettivo è promuovere soluzioni che realizzino pienamente il principio di bigenitorialità, fondamentale per la crescita equilibrata dei figli. Le alternative alla prassi del collocamento prevalente esistono e sono sempre più considerate da alcuni tribunali.

Tra le soluzioni possibili vi sono:

  • Tempi di permanenza paritetici: Organizzare la vita dei figli su settimane o periodi più lunghi alternati tra le due abitazioni, garantendo a entrambi i genitori un ruolo attivo e quotidiano.
  • Affidamento materialmente condiviso: Un approccio che non si limita a dividere il tempo, ma che implica una gestione realmente congiunta di tutti gli aspetti della vita dei figli, dalla scuola alla salute, allo sport.
  • Piani genitoriali personalizzati: Elaborare accordi su misura che tengano conto delle esigenze specifiche della famiglia, del lavoro dei genitori e, soprattutto, dell’interesse superiore dei minori, senza applicare schemi rigidi e precostituiti.

Cosa possono fare i genitori

Per i genitori che affrontano una separazione, è importante essere consapevoli che il modello del “genitore collocatario” non è l’unica opzione possibile. È un diritto chiedere al giudice di valutare soluzioni più equilibrate che garantiscano a entrambi i genitori di partecipare attivamente e in modo paritario alla vita dei propri figli. Un accordo che promuove la collaborazione e riduce il conflitto è sempre la scelta migliore per il benessere psicofisico dei minori.

Discutere apertamente di queste alternative, anche con il supporto di professionisti legali specializzati in diritto di famiglia, può aiutare a costruire un futuro più sereno per tutta la famiglia, basato sulla cooperazione anziché sulla contrapposizione.

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Di admin