Essere schiacciati da una mole di debiti che non si riescono più a pagare è una situazione che può sembrare senza via d’uscita. Tuttavia, la legislazione italiana offre strumenti concreti per affrontare queste difficoltà, noti comunemente con il nome di “legge salva-suicidi”. Questa normativa permette a privati cittadini e piccoli imprenditori di ristrutturare il proprio debito e, in alcuni casi, di ottenerne una cancellazione quasi totale. Un caso emblematico, deciso dal Tribunale di Trani, dimostra la portata di questo strumento, con un taglio del debito superiore al 90%.
Un caso concreto: debiti azzerati per un imprenditore
La vicenda riguarda un architetto e imprenditore edile che, a causa della crisi del settore e delle garanzie personali prestate per le sue società, si è trovato a fronteggiare un debito complessivo di oltre 770.000 euro. Nonostante avesse già perso gran parte del suo patrimonio nel tentativo di salvare le sue aziende, i creditori, tra cui istituti di credito e fornitori, continuavano ad avviare procedure esecutive, aggravando la sua posizione con ulteriori spese legali e interessi.
Grazie alla procedura di liquidazione del patrimonio, prevista dalla normativa sul sovraindebitamento, l’imprenditore ha potuto mettere a disposizione dei creditori le somme ricavate dalla vendita del suo ultimo bene immobile. Il Tribunale ha approvato il piano, bloccando tutte le azioni esecutive in corso. Al termine della procedura, dopo aver soddisfatto i creditori con il patrimonio liquidato, il debito residuo, pari a oltre il 90% del totale, è stato cancellato. Questo gli ha permesso di ottenere la cosiddetta “esdebitazione”, ovvero la liberazione completa dai debiti e la possibilità di ripartire da zero.
La normativa sul sovraindebitamento: cosa è cambiato
Il caso citato è stato deciso sulla base della Legge 3/2012, la normativa originaria conosciuta come “legge salva-suicidi”. È importante sapere che, a partire dal 15 luglio 2022, questa legge è stata assorbita all’interno del nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza. Sebbene il quadro normativo sia cambiato, i principi e gli strumenti a tutela del debitore in difficoltà sono stati mantenuti e potenziati.
L’obiettivo rimane lo stesso: offrire una “seconda possibilità” a chi si trova in una situazione di indebitamento incolpevole, consentendo di gestire i propri debiti in modo ordinato e sostenibile, fino alla completa liberazione.
Chi può accedere alle procedure di sovraindebitamento?
Le procedure per la gestione della crisi da sovraindebitamento sono rivolte a soggetti che non possono fallire secondo la legge fallimentare. La platea dei beneficiari include:
- Consumatori: persone fisiche che hanno accumulato debiti per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale.
- Professionisti, artisti e lavoratori autonomi.
- Imprenditori minori: coloro che non superano determinate soglie dimensionali previste dalla legge.
- Imprenditori agricoli.
- Start-up innovative.
- Società semplici, associazioni e altri enti privati che non svolgono attività commerciale.
Per accedere è necessario dimostrare di trovarsi in uno stato di sovraindebitamento, ovvero una situazione di squilibrio duraturo tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la difficoltà o l’incapacità di pagare i propri debiti.
Quali sono i vantaggi per il debitore
Avviare una procedura di sovraindebitamento offre tutele significative. Il vantaggio più immediato è il blocco di tutte le azioni esecutive e cautelari da parte dei creditori. Questo significa che pignoramenti dello stipendio, della pensione o di altri beni vengono sospesi per tutta la durata della procedura.
Inoltre, si evita di dover gestire separatamente ogni singolo creditore, poiché tutti i debiti vengono consolidati in un’unica procedura gestita da un professionista nominato dal Tribunale. L’obiettivo finale è l’esdebitazione, che permette al debitore meritevole di cancellare i debiti non soddisfatti e di riacquistare una piena capacità economica, potendo così tornare a chiedere finanziamenti e a operare liberamente sul mercato.
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