Il personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia, come tutti i lavoratori dipendenti, ha il diritto di richiedere il trasferimento a una sede più vicina al domicilio di un familiare con disabilità grave che necessita di assistenza. Questo diritto, sancito dalla Legge 104/92, non è assoluto, ma l’amministrazione non può negarlo in modo arbitrario. Qualsiasi diniego deve essere basato su motivazioni concrete e verificabili, legate a reali esigenze operative e organizzative.
La Legge 104/92 e il Trasferimento del Personale in Divisa
L’articolo 33, comma 5, della Legge n. 104/92 stabilisce che il lavoratore che assiste un familiare in situazione di handicap grave ha il diritto di scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere e non può essere trasferito ad altra sede senza il suo consenso. Questo principio si applica anche al personale militare e delle forze dell’ordine.
È importante sottolineare che una modifica legislativa del 2010 ha rimosso i requisiti di “continuità” ed “esclusività” dell’assistenza, semplificando l’accesso al beneficio. Tuttavia, non si tratta di un diritto incondizionato. L’amministrazione deve sempre effettuare un bilanciamento tra l’interesse del lavoratore (e del familiare disabile) e le proprie esigenze di servizio. Il beneficio è finalizzato a tutelare la persona con disabilità, garantendole l’assistenza necessaria.
Quando il Diniego dell’Amministrazione è Illegittimo
L’amministrazione può respingere una richiesta di trasferimento, ma deve farlo esercitando il proprio potere discrezionale in modo corretto. Un diniego è considerato illegittimo quando è basato su motivazioni generiche, non provate o contraddittorie. La giurisprudenza amministrativa ha più volte chiarito che l’onere di dimostrare le ragioni ostative al trasferimento spetta all’amministrazione.
Un caso esaminato dal TAR della Valle d’Aosta offre un esempio chiaro. Un Maresciallo della Guardia di Finanza si era visto negare il trasferimento temporaneo per assistere la nonna disabile. L’amministrazione aveva giustificato il diniego sostenendo che:
- la persona disabile poteva essere assistita da altri parenti presenti in loco;
- la sede di servizio del militare aveva una carenza di organico che non permetteva il suo trasferimento.
Il tribunale ha annullato il provvedimento, ritenendo le motivazioni insufficienti. In primo luogo, il riferimento ad altri parenti era generico, mentre il militare aveva documentato che questi non erano in grado di prestare assistenza. In secondo luogo, le esigenze di servizio erano state descritte solo sommariamente e non supportate da prove concrete, risultando smentite dalla documentazione presentata.
Cosa Fare in Caso di Rifiuto del Trasferimento
Se un militare o un appartenente alle Forze dell’Ordine si vede negare il trasferimento per assistere un familiare disabile, è fondamentale non arrendersi. Il primo passo è analizzare attentamente le motivazioni del diniego. Se appaiono vaghe, generiche o non supportate da dati oggettivi, ci sono buone probabilità di poter contestare la decisione.
Azioni consigliate:
- Verificare la motivazione: Controllare se il provvedimento di diniego spiega in modo dettagliato e documentato le specifiche esigenze di servizio che impediscono il trasferimento. Un semplice riferimento a “carenze di organico” potrebbe non essere sufficiente.
- Documentare la situazione familiare: È cruciale dimostrare in modo inequivocabile la necessità di assistenza e l’impossibilità per altri familiari di farsene carico. Certificazioni mediche, relazioni sociali e dichiarazioni possono essere determinanti.
- Presentare un ricorso: Se il diniego appare illegittimo, è possibile presentare ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) competente. Un legale specializzato in diritto militare e amministrativo può valutare la fondatezza del caso e assistere nell’impugnazione del provvedimento.
Il diritto a scegliere la sede di lavoro per assistere un familiare disabile è una tutela importante. Conoscere i propri diritti e i limiti del potere dell’amministrazione è il primo passo per farli valere efficacemente.
Per assistenza o per segnalare il tuo caso, contatta Sportello Consumatori.
Per assistenza contatta Sportello Consumatori
Via Fratelli Cervi 64, 00053 Civitavecchia
Segreteria telefonica e WhatsApp: 0766036164
Email: contattaci@sportelloconsumatori.org