Un verbale per guida in stato di ebbrezza può essere considerato illegittimo se l’apparecchio utilizzato per la misurazione, l’etilometro, non è stato sottoposto a controlli periodici. Una sentenza del Giudice di Pace di Grosseto ha ribadito un principio fondamentale a tutela dei cittadini: spetta all’amministrazione dimostrare il corretto funzionamento dello strumento. In assenza di tale prova, la sanzione e le pene accessorie, come la sospensione della patente, devono essere annullate.

Perché l’etilometro deve essere controllato periodicamente?

L’etilometro, comunemente noto come alcoltest, è uno strumento di misurazione legale. La sua affidabilità è cruciale, poiché le sue rilevazioni possono portare a conseguenze molto gravi, incluse sanzioni amministrative pesanti e procedimenti penali. Come qualsiasi dispositivo di precisione, anche l’etilometro è soggetto a usura e a possibili alterazioni nel tempo, che possono comprometterne l’accuratezza.

Per questa ragione, la normativa italiana, in particolare il Codice della Strada e i relativi regolamenti di attuazione, impone che questi apparecchi siano sottoposti a verifiche periodiche obbligatorie. Queste procedure, note come taratura e calibratura, servono a certificare che lo strumento misuri il tasso alcolemico entro i margini di tolleranza previsti dalla legge. Senza questi controlli regolari, non vi è alcuna garanzia che il valore registrato sia corretto.

L’onere della prova spetta alla Pubblica Amministrazione

Uno degli aspetti più importanti per i consumatori riguarda la ripartizione dell’onere della prova. In un giudizio di opposizione a una sanzione amministrativa, non è il cittadino a dover dimostrare che l’etilometro era difettoso. Al contrario, è la Pubblica Amministrazione (come la Prefettura) che ha il dovere di provare la piena legittimità del suo operato. Questo include la dimostrazione che l’accertamento è stato eseguito con uno strumento perfettamente funzionante e regolarmente manutenuto.

La prova principale di questi controlli è il libretto metrologico dell’apparecchio. Questo documento deve contenere l’annotazione di tutte le verifiche periodiche, le tarature e le revisioni effettuate. Se l’amministrazione non è in grado di produrre in giudizio questo libretto o altra documentazione equivalente, il giudice può ritenere l’accertamento inattendibile e, di conseguenza, annullare il verbale.

Cosa verificare nel verbale di contestazione

Il verbale di accertamento della violazione è il primo documento che il conducente riceve e deve contenere informazioni essenziali per garantire la trasparenza e la possibilità di difesa. Per un controllo effettuato con etilometro, è importante verificare che il verbale riporti:

  • Il modello e il numero di matricola dell’apparecchio utilizzato.
  • L’attestazione che lo strumento è stato omologato secondo le norme vigenti.
  • Un riferimento all’avvenuta sottoposizione dell’apparecchio alle verifiche periodiche di funzionalità e taratura.

L’assenza di queste indicazioni può costituire un primo valido motivo per presentare ricorso, poiché lede il diritto del cittadino a verificare la correttezza dell’operato degli agenti accertatori.

Come tutelarsi in caso di dubbi sull’alcoltest

Se si riceve un verbale per guida in stato di ebbrezza e si hanno dubbi sulla correttezza della misurazione, è possibile agire. Il primo passo è presentare ricorso al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla notifica del verbale. Nel ricorso, si dovrà contestare la validità dell’accertamento, chiedendo esplicitamente che l’amministrazione depositi tutta la documentazione relativa all’etilometro, inclusi il certificato di omologazione e il libretto metrologico con le prove delle tarature periodiche.

Come dimostra il caso di Grosseto e numerose altre sentenze, se l’ente accertatore non fornisce queste prove, ci sono ottime probabilità che il verbale venga annullato. L’affidabilità della misurazione è un presupposto indispensabile per la validità della sanzione.

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Di admin