Durante le prime, drammatiche fasi dell’emergenza sanitaria da Covid-19, mentre il sistema sanitario nazionale era sottoposto a una pressione senza precedenti, è emerso un fenomeno preoccupante: la promozione di azioni legali speculative nei confronti di medici e strutture sanitarie. In risposta a questa tendenza, il Consiglio Nazionale Forense (CNF), l’organo di rappresentanza istituzionale dell’avvocatura italiana, ha adottato una posizione ferma, annunciando sanzioni per i legali che avessero tentato di “speculare sul dolore”.

La denuncia dei medici e la risposta del CNF

L’intervento del CNF è seguito a una segnalazione formale da parte del mondo medico. Il Collegio Italiano dei Chirurghi, insieme alla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCEO), aveva espresso forte preoccupazione per il moltiplicarsi di iniziative legali che, sfruttando il difficile contesto emergenziale, incoraggiavano denunce per presunti casi di malasanità. Queste iniziative, spesso promosse con metodi pubblicitari aggressivi, rischiavano di minare la serenità e l’operato del personale sanitario impegnato in prima linea.

La risposta dell’avvocatura istituzionale è stata immediata e decisa. Con una delibera ufficiale, il Consiglio Nazionale Forense ha condannato con forza ogni comportamento non conforme ai principi etici della professione, assicurando una vigilanza attenta per individuare e sanzionare gli iscritti responsabili di tali condotte. L’obiettivo era duplice: proteggere l’immagine dell’intera categoria forense e manifestare piena solidarietà al personale sanitario.

Cosa significa “speculare sul dolore”

L’espressione “speculare sul dolore” si riferisce a una serie di comportamenti deontologicamente scorretti che un professionista legale può adottare, specialmente in contesti di grande vulnerabilità emotiva come una pandemia. Questi comportamenti vanno oltre la legittima assistenza legale e configurano un vero e proprio sfruttamento della sofferenza altrui. Tra le condotte censurate rientrano:

  • La sollecitazione di clientela attraverso messaggi pubblicitari che promettono facili risarcimenti, facendo leva sulla disperazione di chi ha subito una perdita.
  • L’incoraggiamento ad avviare azioni giudiziarie senza una preliminare e seria valutazione della fondatezza del caso, alimentando false speranze.
  • L’utilizzo di un linguaggio sensazionalistico e aggressivo per promuovere i propri servizi legali in relazione a eventi tragici.
  • La violazione dei principi di dignità, probità e decoro che devono sempre guidare l’operato di un avvocato.

Queste pratiche non solo rappresentano una grave violazione del codice deontologico forense, ma danneggiano anche la fiducia dei cittadini nel sistema giustizia e nella figura dell’avvocato.

La differenza tra tutela dei diritti e speculazione

È fondamentale chiarire che la posizione del CNF non ha mai inteso negare o limitare il diritto dei cittadini di agire legalmente per ottenere giustizia in caso di un danno effettivamente subito a causa di responsabilità medica. Il diritto alla tutela della salute e al risarcimento del danno sono principi cardine del nostro ordinamento. La delibera mirava a colpire unicamente le distorsioni e gli abusi.

Un conto è assistere un cittadino che ha subito un pregiudizio, analizzando con scrupolo la documentazione e fornendo un parere onesto sulle possibilità di successo di un’azione legale. Altro è avviare una “caccia al cliente” indiscriminata, approfittando di un’emergenza nazionale per generare contenzioso in modo spregiudicato. L’intervento del CNF ha voluto tracciare una linea netta tra la difesa dei diritti e lo sciacallaggio mediatico e giudiziario.

Implicazioni per i consumatori

La presa di posizione del Consiglio Nazionale Forense rappresenta una tutela anche per i consumatori e i pazienti. Essa serve a ricordare che la scelta di un legale deve basarsi su criteri di competenza, serietà e correttezza, e non su promesse illusorie. Un avvocato che rispetta l’etica professionale fornisce una consulenza chiara e trasparente, illustrando sia i punti di forza sia le debolezze di un potenziale caso, senza mai garantire un risultato certo.

I cittadini che ritengono di aver subito un danno devono sapere di potersi rivolgere a professionisti seri, in grado di valutare la situazione con equilibrio e professionalità, evitando coloro che propongono azioni legali con leggerezza e con il solo scopo di trarne un profitto personale.

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Di admin