Un avvocato non può avere un colloquio con una persona minorenne senza aver ottenuto il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale. Non si tratta di una semplice norma di buona educazione, ma di un preciso obbligo deontologico la cui violazione comporta sanzioni severe. Questa regola è posta a tutela del minore, per proteggerlo da possibili pressioni o manipolazioni, specialmente in contesti delicati come le cause di separazione, divorzio o affidamento.

Il divieto del Codice Deontologico Forense

L’articolo 56 del Codice Deontologico Forense stabilisce chiaramente il divieto per un legale di “colloquiare o corrispondere con la persona minore di età” senza il “consenso degli esercenti la responsabilità genitoriale”. La norma è pensata per garantire che qualsiasi interazione con un minore avvenga in un contesto protetto e trasparente.

L’unica eccezione prevista è il caso in cui vi sia un conflitto di interessi tra il minore e i suoi genitori. In tali situazioni, la legge prevede strumenti specifici, come la nomina di un curatore speciale, per assicurare che gli interessi del minore siano rappresentati in modo indipendente. La violazione di questo divieto è considerata un illecito disciplinare grave, punito con la sanzione della sospensione dall’esercizio della professione da sei mesi a un anno.

La tutela del minore come priorità assoluta

La ragione di questa norma risiede nella necessità di proteggere la parte più vulnerabile in un procedimento legale. Un minore, soprattutto se coinvolto in dispute familiari, si trova in una condizione di fragilità psicologica e può essere facilmente influenzato. Il colloquio con un avvocato, che rappresenta una delle parti in causa, potrebbe comprometterne la serenità e l’obiettività.

Il diritto del minore di essere ascoltato, sancito da convenzioni internazionali e dalla legge italiana, non viene negato da questa regola. Al contrario, viene garantito che l’ascolto avvenga nelle sedi appropriate e con le modalità corrette, come ad esempio davanti a un giudice, con il supporto di psicologi o assistenti sociali, o attraverso il suo rappresentante legale, il curatore speciale. L’obiettivo è dare valore ed efficacia giuridica alla volontà del minore, non comprimerne il diritto di espressione.

Un caso pratico: la conferma della Corte di Cassazione

La serietà di questo obbligo è stata ribadita da una recente sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (n. 7530/2020), che ha confermato la sanzione della sospensione per un avvocato. Nel caso specifico, il legale aveva ricevuto nel proprio studio un minore, raccogliendone le dichiarazioni alla presenza del genitore che aveva perso la responsabilità genitoriale. Successivamente, aveva comunicato all’altro genitore, quello affidatario, la presunta volontà del figlio di trasferirsi.

Il Consiglio Nazionale Forense e, in seguito, la Cassazione hanno ritenuto la condotta dell’avvocato particolarmente grave. I giudici hanno sottolineato che il legale, pur a conoscenza della situazione di affidamento, ha agito senza le dovute cautele, ignorando gli strumenti legali corretti per gestire una situazione così delicata, come la richiesta di nomina di un curatore speciale. La decisione conferma che l’ignoranza di alcuni dettagli non giustifica la violazione di un principio fondamentale posto a protezione dei minori.

Cosa possono fare i genitori per proteggere i figli?

Per i genitori coinvolti in una controversia legale, è fondamentale essere consapevoli di queste regole per proteggere i propri figli. Ecco alcune indicazioni pratiche:

  • Non concedere il consenso: L’avvocato della controparte non può parlare con vostro figlio senza il vostro esplicito consenso. Avete il diritto di negarlo.
  • Consultare il proprio legale: Se ricevete una richiesta di colloquio per vostro figlio da parte dell’altro genitore o del suo avvocato, parlatene immediatamente con il vostro difensore di fiducia.
  • Segnalare le irregolarità: Se un avvocato ha un colloquio con vostro figlio senza il vostro permesso, si tratta di un illecito disciplinare. L’episodio può essere segnalato al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati competente.
  • Richiedere un curatore speciale: Nei casi di forte conflitto genitoriale, la figura del curatore speciale è la garanzia più efficace per la tutela degli interessi del minore, poiché agisce come suo avvocato indipendente.

Il rispetto delle regole procedurali e deontologiche non è un formalismo, ma uno strumento essenziale per assicurare che la giustizia tuteli sempre i soggetti più deboli.

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Di admin