L’emergenza sanitaria legata al Coronavirus ha introdotto profonde modifiche nella vita quotidiana, imponendo restrizioni alla libertà di circolazione per contenere il contagio. In questo contesto, una delle questionobili più delicate ha riguardato il diritto di visita dei figli per i genitori separati o divorziati, specialmente quando questi risiedono in comuni diversi.

Il quadro normativo dell’emergenza e gli spostamenti

Durante le fasi più acute della pandemia, diversi Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) hanno limitato gli spostamenti delle persone, consentendoli solo per comprovate esigenze. Inizialmente, tra le cause giustificative rientrava lo “stato di necessità”, un’ampia categoria che permetteva di includere anche gli spostamenti finalizzati a garantire il diritto di visita ai figli.

Con l’inasprirsi delle misure, come avvenuto con il DPCM del 22 marzo 2020, le eccezioni sono state rese più stringenti. La dicitura “stato di necessità” è stata sostituita da motivazioni più specifiche come “comprovate esigenze lavorative”, “motivi di salute” o situazioni di “assoluta urgenza”. Questa modifica ha generato incertezza e confusione, poiché non era immediatamente chiaro se il diritto di visita potesse rientrare nella categoria dell’assoluta urgenza, soprattutto per gli spostamenti tra comuni differenti.

Il diritto di visita come interesse primario del minore

È fondamentale ricordare che il diritto di visita non è una mera prerogativa del genitore, ma risponde all’interesse superiore del minore a mantenere un rapporto continuativo ed equilibrato con entrambe le figure genitoriali. Questo principio, noto come bigenitorialità, è un pilastro del diritto di famiglia e può essere compresso solo per gravi motivi che mettano a rischio il benessere del bambino.

Le restrizioni emergenziali, pur motivate da una finalità di tutela della salute pubblica, hanno creato un potenziale conflitto con questo diritto fondamentale, generando un paradosso: i genitori residenti nello stesso comune potevano continuare a vedere i figli, mentre quelli che vivevano in comuni diversi rischiavano di violare le norme o di vedere interrotto il loro rapporto con i figli.

Spostamenti tra comuni diversi: come orientarsi

La questione degli spostamenti tra comuni per esercitare il diritto di visita ha richiesto chiarimenti ufficiali. In generale, l’orientamento che è prevalso, anche grazie a specifiche FAQ pubblicate dal Governo, è stato quello di considerare tali spostamenti legittimi, in quanto finalizzati a ottemperare a un provvedimento del giudice che regola l’affidamento dei minori.

L’esercizio del diritto di visita è stato quindi equiparato a una situazione di necessità o urgenza, proprio per tutelare l’equilibrio psicofisico dei figli. Tuttavia, ogni spostamento doveva avvenire nel rispetto di tutte le precauzioni sanitarie e con la documentazione necessaria a giustificarlo in caso di controlli da parte delle forze dell’ordine.

Consigli pratici per i genitori in situazioni di emergenza

L’esperienza della pandemia ha insegnato l’importanza di gestire queste situazioni con responsabilità e buon senso. Ecco alcune indicazioni utili per i genitori separati in caso di future restrizioni alla mobilità:

  • Consultare le fonti ufficiali: Verificare sempre le disposizioni normative in vigore e le FAQ governative, che spesso forniscono chiarimenti su casi specifici.
  • Privilegiare il dialogo: Mantenere una comunicazione aperta e collaborativa con l’altro genitore è essenziale per trovare soluzioni condivise che mettano al primo posto il benessere dei figli.
  • Portare con sé la documentazione: È consigliabile avere sempre con sé una copia del provvedimento del tribunale (sentenza di separazione o divorzio) che stabilisce le modalità di visita, insieme all’autocertificazione richiesta.
  • Utilizzare la tecnologia: In caso di impossibilità oggettiva a effettuare la visita, strumenti come videochiamate possono aiutare a mantenere vivo il rapporto, pur non potendo sostituire l’incontro di persona.
  • Richiedere assistenza legale: In caso di conflitto insanabile con l’altro genitore o di dubbi interpretativi sulla normativa, è opportuno rivolgersi a un legale per ricevere consulenza specifica.

In conclusione, il diritto dei figli a mantenere un legame con entrambi i genitori è un principio che deve essere salvaguardato anche durante le emergenze, bilanciandolo con le necessarie misure di tutela della salute pubblica. La chiave risiede nel buon senso, nella collaborazione tra genitori e nel rispetto delle regole stabilite.

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Di admin