Durante periodi di grave crisi economica, come quella innescata dalla pandemia di Covid-19, il governo può introdurre misure straordinarie di sostegno al reddito. Un esempio significativo è stato il cosiddetto “Bonus 600 euro”, previsto dal decreto “Cura Italia” del marzo 2020, che ha rappresentato un aiuto concreto per milioni di lavoratori, inclusi professionisti e autonomi iscritti agli ordini professionali.
Il contesto del “Reddito di Ultima Istanza”
Il bonus da 600 euro per i professionisti rientrava nel “Fondo per il reddito di ultima istanza”, uno strumento creato per garantire un’indennità ai lavoratori autonomi e ai professionisti danneggiati dalle restrizioni imposte per contenere la diffusione del virus. Questa misura ha esteso la platea dei beneficiari anche a coloro che sono iscritti a enti di diritto privato di previdenza obbligatoria, come le casse professionali di avvocati, commercialisti, ingegneri e altre categorie, che solitamente non accedono agli ammortizzatori sociali tradizionali.
A chi spettava il bonus e con quali requisiti
Il decreto interministeriale attuativo ha definito i criteri specifici per l’accesso all’indennità per il mese di marzo 2020. La misura era destinata a supportare i professionisti che avevano subito un impatto economico significativo a causa della pandemia. I requisiti principali erano i seguenti:
- Essere lavoratori autonomi o liberi professionisti iscritti a una cassa di previdenza privata.
- Aver percepito un reddito complessivo non superiore a 35.000 euro nell’anno d’imposta 2018.
- In alternativa, aver percepito un reddito complessivo compreso tra 35.000 e 50.000 euro nel 2018 e aver subito una riduzione o sospensione dell’attività lavorativa di almeno il 33% nel primo trimestre del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019.
Questi paletti reddituali e di calo di fatturato miravano a concentrare le risorse sui soggetti economicamente più vulnerabili e direttamente colpiti dal blocco delle attività.
Come funzionava la procedura di richiesta
La gestione delle domande e l’erogazione del bonus sono state affidate direttamente agli enti di previdenza privati di appartenenza. I professionisti interessati dovevano presentare la domanda alla propria cassa previdenziale, che avrebbe poi provveduto a verificare i requisiti e a liquidare l’importo. Questo approccio ha permesso di delegare la gestione a enti che già possedevano i dati anagrafici e contributivi dei propri iscritti, semplificando potenzialmente le procedure di controllo e pagamento.
Cosa insegnano le misure di emergenza per i professionisti
L’esperienza del bonus 600 euro ha evidenziato la necessità di disporre di strumenti di tutela anche per il mondo delle professioni e del lavoro autonomo, spesso escluso dalle tradizionali reti di protezione sociale. Sebbene si sia trattato di un intervento una tantum legato a una specifica emergenza, ha costituito un precedente importante. Per i professionisti, è fondamentale rimanere costantemente aggiornati sulle normative e sui possibili aiuti disponibili durante le crisi economiche, consultando i canali ufficiali del governo e della propria cassa di previdenza.
Per assistenza o per segnalare il tuo caso, contatta Sportello Consumatori.
Per assistenza contatta Sportello Consumatori
Via Fratelli Cervi 64, 00053 Civitavecchia
Segreteria telefonica e WhatsApp: 0766036164
Email: contattaci@sportelloconsumatori.org