Nel marzo 2020, in piena emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del virus COVID-19, il Governo italiano ha introdotto un significativo inasprimento delle sanzioni per chi non rispettava le misure di contenimento. Con un decreto legge specifico, le multe per la violazione dei divieti, in particolare quelli relativi agli spostamenti, sono state elevate fino a un massimo di 3.000 euro, segnando un cambio di passo nella gestione delle infrazioni.
Il contesto normativo dell’emergenza
Per fronteggiare una situazione senza precedenti, l’esecutivo aveva dichiarato lo stato di emergenza, che permetteva l’adozione di provvedimenti rapidi e flessibili, come i Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM). Tuttavia, il sistema sanzionatorio iniziale si era rivelato poco efficace. La violazione delle ordinanze era punita ai sensi dell’articolo 650 del Codice Penale, che prevedeva l’arresto fino a tre mesi o un’ammenda di 206 euro. Tale sanzione, di natura contravvenzionale, poteva essere facilmente estinta tramite oblazione, ovvero il pagamento di una somma ridotta, rendendola un deterrente debole.
Le nuove sanzioni amministrative: da 400 a 3.000 euro
Il decreto legge approvato a fine marzo 2020 ha sostituito la sanzione penale con una sanzione amministrativa pecuniaria molto più severa. L’obiettivo era quello di garantire un’applicazione più certa e un effetto deterrente maggiore. La nuova normativa stabiliva una multa che andava da un minimo di 400 a un massimo di 3.000 euro per chiunque violasse le misure di contenimento imposte su tutto il territorio nazionale.
Cosa prevedeva il decreto nel dettaglio
La nuova disciplina mirava a uniformare le regole e a chiarire i rapporti tra le disposizioni statali e le ordinanze regionali. Ecco i punti principali introdotti:
- Sanzione principale: Una multa da 400 a 3.000 euro per la violazione delle misure di contenimento.
- Pagamento in forma ridotta: Era possibile pagare la sanzione in misura ridotta (400 euro) entro un termine stabilito.
- Aggravante per uso di veicoli: Se la violazione veniva commessa utilizzando un veicolo, l’importo della sanzione poteva essere aumentato fino a un terzo.
- Nessuna confisca del veicolo: Nonostante le discussioni, il decreto escludeva esplicitamente il sequestro o la confisca amministrativa del mezzo utilizzato per commettere l’infrazione.
- Poteri delle Regioni: I Presidenti di Regione mantenevano la facoltà di adottare misure più restrittive in base all’andamento del rischio sanitario nel loro territorio, sempre nel quadro delle competenze definite dalla normativa nazionale.
Impatto pratico per i cittadini
Per i cittadini, questo cambiamento significava un rischio economico molto più concreto in caso di trasgressione. Gli spostamenti non giustificati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute diventavano passibili di una sanzione immediata e pesante. Le Forze dell’Ordine venivano così dotate di uno strumento più efficace per monitorare e far rispettare le restrizioni, fondamentali per contenere la diffusione del contagio durante la fase più critica della pandemia. Questa misura rappresentò uno degli interventi più incisivi per promuovere il rispetto delle regole di distanziamento sociale e limitazione della mobilità.
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