Durante l’emergenza sanitaria legata al Coronavirus, il Governo italiano ha introdotto misure straordinarie per sostenere l’economia, tra cui un ampio ricorso agli ammortizzatori sociali. Sebbene le normative specifiche di quel periodo, come quelle del decreto “Cura Italia” del marzo 2020, non siano più in vigore, quell’esperienza offre un’occasione utile per comprendere il funzionamento di questi strumenti fondamentali per la tutela dei lavoratori e delle imprese nei momenti di difficoltà.
Cosa sono gli ammortizzatori sociali
Gli ammortizzatori sociali sono un insieme di misure e prestazioni economiche finalizzate a proteggere il reddito dei lavoratori in caso di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa. Il loro obiettivo principale è duplice: da un lato, fornire un sostegno economico ai dipendenti che vedono diminuire o azzerare il proprio stipendio; dall’altro, aiutare le aziende a superare periodi di crisi senza ricorrere a licenziamenti, preservando così il capitale umano e il tessuto occupazionale del Paese.
Questi strumenti si attivano in presenza di specifiche causali, come crisi di mercato, riorganizzazioni aziendali, eventi imprevisti e non imputabili all’impresa o ai lavoratori. Le principali forme di ammortizzatori sociali sono la Cassa Integrazione Guadagni (CIG) e le prestazioni erogate dai Fondi di Solidarietà.
Le diverse forme di Cassa Integrazione Guadagni (CIG)
La Cassa Integrazione Guadagni è lo strumento più noto e utilizzato. Si distingue principalmente in tre tipologie, a seconda della natura e della gravità della crisi aziendale.
Cassa Integrazione Ordinaria (CIGO)
La CIGO interviene per situazioni di crisi aziendale di breve durata e di natura transitoria. È pensata per fronteggiare eventi temporanei non imputabili all’azienda, come una contrazione improvvisa della domanda di mercato o difficoltà di approvvigionamento. La sua durata è limitata nel tempo.
Cassa Integrazione Straordinaria (CIGS)
La CIGS è destinata a gestire crisi più profonde e strutturali. Viene attivata in casi di riorganizzazione aziendale, crisi di particolare gravità con prospettive di ripresa incerte, o contratti di solidarietà per evitare licenziamenti collettivi. Richiede procedure più complesse e un coinvolgimento delle parti sociali.
Cassa Integrazione in Deroga (CIGD)
Questa forma di integrazione salariale interviene, come suggerisce il nome, in deroga alla normativa generale. È uno strumento residuale, finanziato da Regioni e Province Autonome, destinato a lavoratori e aziende che non hanno accesso alla CIGO o alla CIGS. L’emergenza Covid-19 ha visto un massiccio utilizzo della CIGD per estendere la protezione a settori altrimenti scoperti.
L’impatto sul lavoratore: diritti e tutele
Quando un lavoratore viene posto in Cassa Integrazione, il suo rapporto di lavoro non si interrompe, ma viene sospeso o ridotto nell’orario. Questo comporta una serie di conseguenze pratiche importanti da conoscere.
- Retribuzione: Il lavoratore non percepisce lo stipendio pieno, ma un’indennità sostitutiva pari a circa l’80% della retribuzione globale che avrebbe percepito per le ore non lavorate. L’importo è comunque soggetto a un massimale mensile stabilito annualmente dall’INPS.
- Modalità di pagamento: L’indennità può essere anticipata dal datore di lavoro in busta paga, il quale verrà poi rimborsato dall’INPS, oppure erogata direttamente dall’INPS al lavoratore.
- Contributi pensionistici: Durante il periodo di Cassa Integrazione, al lavoratore è riconosciuta la contribuzione figurativa, valida ai fini del diritto e della misura della pensione.
- Ferie e mensilità aggiuntive: Per le ore di sospensione dal lavoro, non maturano né le ferie né la tredicesima o altre mensilità aggiuntive.
- Anzianità di servizio: Il periodo trascorso in Cassa Integrazione è pienamente valido ai fini del calcolo dell’anzianità di servizio.
Il ruolo dei Fondi di Solidarietà
Per i settori non coperti dalla Cassa Integrazione Guadagni, la legge ha previsto l’istituzione di Fondi di Solidarietà bilaterali. Questi fondi, finanziati da contributi di datori di lavoro e lavoratori, erogano una prestazione chiamata Assegno di Integrazione Salariale (AIS), che funziona in modo analogo alla CIG. Il Fondo di Integrazione Salariale (FIS), gestito dall’INPS, è il fondo residuale che copre tutte le aziende con più di un dipendente che non rientrano nel campo di applicazione della CIG e non hanno istituito un proprio fondo di solidarietà.
L’emergenza del 2020 ha dimostrato come un sistema di ammortizzatori sociali flessibile e universale sia cruciale per la stabilità economica e sociale. Comprendere questi meccanismi è fondamentale per ogni lavoratore per essere consapevole dei propri diritti in caso di difficoltà aziendale.
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