Il decreto legge n. 18 del 17 marzo 2020, noto come “Cura Italia”, ha rappresentato una delle prime e più significative risposte del Governo per fronteggiare l’emergenza sanitaria ed economica causata dalla pandemia di Covid-19. All’interno di questo provvedimento, sono state inserite misure specifiche per sostenere settori strategici come l’agricoltura e la pesca, fondamentali per garantire la continuità della filiera alimentare nazionale in un momento di grande incertezza.

Ammortizzatori sociali e indennità per i lavoratori

Una delle principali preoccupazioni durante le prime fasi della pandemia era la tutela dei lavoratori. Per il settore agricolo, il decreto Cura Italia ha introdotto strumenti di sostegno al reddito mirati a proteggere sia i dipendenti che gli autonomi.

Le principali misure includevano:

  • Cassa Integrazione in deroga: È stata estesa la possibilità di accedere al trattamento di cassa integrazione salariale in deroga anche per gli operai agricoli, una categoria spesso esclusa dagli ammortizzatori sociali ordinari. Questa misura ha permesso alle aziende di gestire le riduzioni o sospensioni dell’attività lavorativa senza licenziare i dipendenti.
  • Indennità una tantum: Per i lavoratori agricoli a tempo determinato che nel 2019 avevano svolto almeno 50 giornate di lavoro effettivo, è stata prevista un’indennità di 600 euro per il mese di marzo. Questo bonus, non soggetto a tassazione, era destinato a chi non era titolare di pensione o di altre forme di previdenza.
  • Proroga per la disoccupazione agricola: Il termine per la presentazione delle domande di disoccupazione agricola relative all’anno 2019 è stato posticipato, offrendo più tempo ai lavoratori per completare le procedure necessarie.

Sostegno finanziario e liquidità per le imprese

Per garantire la sopravvivenza e l’operatività delle imprese agricole e della pesca, il decreto ha previsto una serie di interventi volti a fornire liquidità e a rafforzare la loro stabilità finanziaria. L’obiettivo era evitare che la crisi sanitaria si trasformasse in una crisi produttiva, con gravi conseguenze sulla disponibilità di generi alimentari.

Potenziamento degli strumenti di credito e garanzia

Le azioni più rilevanti in questo ambito sono state:

  • Aumento degli anticipi PAC: È stata innalzata la percentuale degli anticipi erogabili sui fondi della Politica Agricola Comune (PAC) dal 50% al 70%, per immettere liquidità immediata nelle casse delle aziende agricole.
  • Fondo di Garanzia ISMEA: Il fondo gestito dall’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (ISMEA) è stato potenziato per facilitare l’accesso al credito. Le garanzie sono diventate gratuite, è stata ammessa la possibilità di rinegoziare i debiti esistenti e sono state semplificate le procedure per le operazioni di importo minore.
  • Copertura degli interessi passivi: È stato istituito un fondo specifico per coprire gli interessi sui finanziamenti bancari contratti dalle imprese del settore, alleggerendo così il loro carico finanziario.

Altre agevolazioni per il settore primario

Oltre agli aiuti diretti a lavoratori e imprese, il decreto Cura Italia ha introdotto altre disposizioni per affrontare le difficoltà operative emerse con la pandemia. Una misura significativa ha riguardato la possibilità per i parenti e affini, fino al sesto grado, di prestare lavoro occasionale e gratuito nelle aziende agricole senza che questo costituisse un rapporto di lavoro formale. Questa norma mirava a sopperire alla carenza di manodopera stagionale causata dalle restrizioni alla circolazione.

Inoltre, anche le imprese agricole e della pesca hanno potuto beneficiare di misure di carattere generale previste dal decreto, come:

  • Il credito d’imposta per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro.
  • Il bonus di 100 euro per i lavoratori dipendenti che hanno continuato a lavorare in sede nel mese di marzo.
  • La sospensione di alcuni versamenti fiscali e contributivi.

L’importanza delle misure per la filiera e i consumatori

Le misure adottate con il decreto Cura Italia non avevano solo lo scopo di proteggere un comparto economico, ma anche di salvaguardare l’intera filiera agroalimentare, dalla produzione alla distribuzione. Sostenere agricoltori, allevatori e pescatori significava garantire che i prodotti essenziali continuassero ad arrivare sulle tavole dei cittadini, evitando scenari di carenza o di speculazione sui prezzi.

Per i consumatori, la stabilità del settore primario si è tradotta nella continuità delle forniture nei supermercati e nei negozi di alimentari, un elemento cruciale per la tenuta sociale durante i difficili mesi del lockdown. Questi interventi hanno dimostrato la centralità strategica dell’agricoltura per la sicurezza e il benessere del Paese.

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Di admin