Molti consumatori associano il termine usura a pratiche di prestito illegali, ma è un problema che può presentarsi anche nei rapporti con gli istituti di credito, in particolare nella gestione di un conto corrente. Contrariamente a quanto si possa pensare, l’applicazione di tassi di interesse superiori ai limiti di legge non è un’irregolarità che si verifica solo al momento della firma del contratto. Può emergere nel corso del tempo, trasformando un rapporto bancario apparentemente legittimo in una fonte di addebiti illeciti.
Cos’è l’usura bancaria e come si manifesta sul conto corrente
Si parla di usura bancaria quando una banca applica interessi, commissioni o altre spese che, sommate, superano il cosiddetto “tasso soglia”. Questo limite viene stabilito trimestralmente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, sulla base dei Tassi Effettivi Globali Medi (TEGM) rilevati dalla Banca d’Italia per le diverse categorie di operazioni di credito. Se il Tasso Effettivo Globale (TEG) applicato al cliente supera il tasso soglia in vigore in un determinato periodo, si configura il reato di usura.
Nei contratti di conto corrente, l’usura può manifestarsi in diverse forme, specialmente in presenza di un fido o di uno scoperto di conto. Le voci di costo che contribuiscono al calcolo del TEG includono:
- Gli interessi passivi applicati sullo scoperto di conto.
- La Commissione di Istruttoria Veloce (CIV), applicata in caso di sconfinamento.
- Le commissioni di massimo scoperto (per i contratti più datati).
- Altre spese collegate all’erogazione del credito.
È la somma di tutte queste componenti a dover rimanere al di sotto del tasso soglia per essere considerata legittima.
L’usura che emerge nel tempo: il problema dell’usura “sopravvenuta”
Una delle questioni più complesse riguarda l’usura che non è presente all’inizio del rapporto ma si manifesta in un momento successivo. Questo fenomeno, noto come “usura sopravvenuta”, può verificarsi quando i tassi soglia diminuiscono nel tempo o quando la banca modifica le condizioni economiche del contratto. Sebbene la giurisprudenza abbia a lungo dibattuto sulla sua rilevanza, specialmente per contratti a tasso fisso come i mutui, per i conti correnti la situazione è più chiara.
Il rapporto di conto corrente è per sua natura dinamico e le condizioni economiche possono cambiare. La legge (art. 644 del Codice Penale) punisce non solo chi si fa “promettere” interessi usurari, ma anche chi se li fa “dare”. Questo significa che il momento rilevante per la verifica dell’usura non è solo quello della pattuizione iniziale, ma anche quello dell’effettivo addebito degli interessi e delle commissioni, trimestre per trimestre.
Il ruolo delle modifiche unilaterali del contratto (ius variandi)
Le banche hanno la facoltà di modificare unilateralmente le condizioni contrattuali (il cosiddetto ius variandi), come previsto dall’articolo 118 del Testo Unico Bancario. Tuttavia, questo potere non è illimitato. La banca è tenuta a comunicare al cliente ogni modifica con un preavviso adeguato. Se, a seguito di una di queste modifiche, il costo complessivo del credito supera il tasso soglia, la banca sta applicando condizioni usurarie.
Diverse sentenze, come quella del Tribunale di Roma (n. 20400/2019), hanno confermato questo principio. I giudici hanno stabilito che l’esercizio dello ius variandi non può portare all’applicazione di tassi illegali. Pertanto, ogni variazione delle condizioni economiche nel corso del rapporto è soggetta al rispetto della normativa antiusura.
Come verificare la presenza di usura e cosa fare
Per un correntista, individuare l’usura può essere complicato, ma non impossibile. È fondamentale prestare attenzione ad alcuni aspetti e, se necessario, richiedere un’analisi approfondita.
Cosa controllare:
- Estratti conto periodici: Analizzare attentamente tutte le voci di costo, in particolare gli interessi debitori e le commissioni applicate in caso di scoperto.
- Comunicazioni della banca: Non ignorare le lettere o i messaggi che annunciano “modifiche unilaterali delle condizioni contrattuali”.
- Confronto tra TEG e Tasso Soglia: Verificare che il TEG applicato dalla banca per ogni trimestre sia inferiore al relativo tasso soglia pubblicato dalla Banca d’Italia.
Poiché il calcolo può essere complesso, spesso è necessario ricorrere a una perizia econometrica, un’analisi tecnica eseguita da un esperto contabile che può determinare con certezza la presenza di usura.
Diritti e tutele del consumatore
Se viene accertata l’usura, le conseguenze per la banca sono significative. L’articolo 1815 del Codice Civile prevede la nullità della clausola sugli interessi. Questo non significa che il cliente dovrà pagare un tasso più basso, ma che non dovrà pagare alcun interesse. Il correntista ha quindi il diritto di ottenere la restituzione di tutti gli interessi illegittimamente pagati. Il debito viene ricalcolato stornando completamente gli interessi passivi applicati nei periodi in cui è stato superato il tasso soglia.
Per far valere i propri diritti, il primo passo è inviare un reclamo formale all’ufficio reclami della banca. Se la risposta è negativa o assente, è possibile rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) o avviare un’azione legale.
Per assistenza o per segnalare il tuo caso, contatta Sportello Consumatori.
Per assistenza contatta Sportello Consumatori
Via Fratelli Cervi 64, 00053 Civitavecchia
Segreteria telefonica e WhatsApp: 0766036164
Email: contattaci@sportelloconsumatori.org