Il mancato pagamento delle bollette di luce, gas e acqua può portare alla sospensione della fornitura, ma questa non è mai una conseguenza immediata. Esiste una procedura specifica, regolata dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), che i fornitori sono obbligati a seguire per tutelare i consumatori. Conoscere queste regole è fondamentale per sapere come agire e far valere i propri diritti.

La procedura di costituzione in mora

Prima di poter procedere con il distacco, il fornitore deve inviare al cliente una comunicazione formale di costituzione in mora. Questo avviso non può essere una semplice email o un SMS, ma deve essere trasmesso tramite raccomandata con avviso di ricevimento o Posta Elettronica Certificata (PEC) per avere valore legale.

La comunicazione deve contenere informazioni chiare e precise, tra cui:

  • Il termine ultimo per effettuare il pagamento della bolletta insoluta.
  • Le modalità per comunicare l’avvenuto pagamento al fornitore (ad esempio, numero di fax, indirizzo email).
  • Il costo di eventuali operazioni di sospensione e riattivazione della fornitura.
  • I contatti del fornitore per richiedere informazioni o presentare un reclamo.

Solo dopo aver inviato questa comunicazione e atteso la scadenza del termine indicato, il fornitore può avviare le pratiche per la sospensione del servizio.

Termini e scadenze prima del distacco

La legge stabilisce tempistiche precise per proteggere gli utenti. Il termine ultimo per il pagamento indicato nella comunicazione di messa in mora non può essere inferiore a 20 giorni solari dalla data di emissione della raccomandata. Per le PEC, il termine è di 15 giorni dal suo invio.

Se il cliente non paga entro questa scadenza, il fornitore può richiedere la sospensione. Tuttavia, anche in questo caso, ci sono dei passaggi intermedi. Per l’energia elettrica, per i clienti domestici in bassa tensione, prima del distacco totale è prevista una fase di riduzione della potenza al 15% di quella disponibile. Se il cliente continua a non pagare dopo 15 giorni dalla riduzione, si procede con la sospensione definitiva.

Quando non è possibile il distacco

La normativa vieta la sospensione della fornitura in determinati giorni per non creare ulteriori disagi ai consumatori. Il distacco non può essere eseguito:

  • Il venerdì.
  • Il sabato e la domenica.
  • Nei giorni festivi e prefestivi.

Utenze non distaccabili e tutele speciali

Esistono categorie di utenti considerate “non distaccabili” a causa della loro particolare vulnerabilità. La fornitura di energia elettrica, ad esempio, non può essere sospesa ai clienti che utilizzano apparecchiature elettromedicali salvavita. Per usufruire di questa tutela, è necessario presentare al fornitore un certificato della ASL che attesti la necessità di tali apparecchiature.

Inoltre, in situazioni di emergenza nazionale, come avvenuto durante la pandemia di COVID-19 nel 2020, le autorità possono disporre una sospensione generalizzata delle procedure di distacco per morosità su tutto il territorio nazionale, a protezione di famiglie e imprese in difficoltà.

Cosa fare se si riceve un avviso di morosità

Se ricevi una comunicazione di messa in mora, è importante agire tempestivamente. La prima cosa da fare è verificare se l’importo richiesto è corretto. Se la bolletta è giusta e non è stata pagata, la soluzione più semplice è saldare il debito e comunicare immediatamente l’avvenuto pagamento al fornitore, utilizzando i canali indicati nell’avviso.

Se invece ritieni che la bolletta sia errata o l’importo anomalo, puoi presentare un reclamo scritto al fornitore. L’invio di un reclamo formale sospende la procedura di distacco fino a quando non avrai ricevuto una risposta chiara e motivata. Se sei in difficoltà economica, puoi contattare il tuo fornitore per verificare la possibilità di richiedere una rateizzazione del debito, un diritto previsto dalla legge in casi specifici, come per i conguagli di importo elevato.

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Di admin