L’emergenza sanitaria del 2020 ha imposto una rapida e profonda trasformazione del sistema giudiziario italiano, accelerando l’adozione di strumenti digitali per garantire la continuità delle attività. Tra le innovazioni più significative vi è stata l’introduzione delle udienze a distanza per i procedimenti civili e penali, inizialmente tramite piattaforme come Skype e sistemi di videoconferenza. Nata come misura straordinaria, questa modalità è stata successivamente affinata e integrata stabilmente nella normativa, cambiando il volto della giustizia quotidiana.
L’origine delle udienze a distanza: la risposta all’emergenza
Con il Decreto Legge n. 11 del 2020, il Governo ha introdotto misure urgenti per contenere gli effetti negativi della pandemia sullo svolgimento dell’attività giudiziaria. L’obiettivo primario era evitare assembramenti di persone negli uffici giudiziari, garantendo al contempo la prosecuzione dei procedimenti. In questo contesto, è stata prevista la possibilità di svolgere udienze civili e penali mediante collegamenti da remoto, una soluzione che ha permesso a giudici, avvocati e parti di interagire senza essere fisicamente presenti in aula.
Il Ministero della Giustizia, attraverso la Direzione Generale dei Sistemi Informativi e Automatizzati (DGSIA), ha fornito le indicazioni tecniche per l’implementazione di queste nuove modalità, segnando un passo decisivo verso la digitalizzazione del processo.
Come funzionavano le prime udienze telematiche
Le prime disposizioni distinguevano chiaramente tra il settore civile e quello penale, adattando gli strumenti alle specifiche esigenze di ciascun procedimento.
Udienze civili con Skype for Business e Teams
Per le udienze civili che non richiedevano la presenza di soggetti diversi dai difensori e dalle parti, la normativa emergenziale consentiva l’uso di collegamenti da remoto. Gli strumenti individuati dall’amministrazione erano principalmente Skype for Business e Microsoft Teams. Il giudice aveva il compito di comunicare a tutte le parti il giorno, l’ora e le modalità di collegamento. Durante l’udienza, era fondamentale che il giudice verbalizzasse le procedure adottate per accertare l’identità dei partecipanti e, nel caso delle parti, la loro libera volontà di partecipare. Questo sistema mirava a salvaguardare i principi fondamentali del contraddittorio e dell’effettiva partecipazione.
Udienze penali e videoconferenza per i detenuti
Nel settore penale, l’esigenza di sicurezza e le garanzie difensive hanno richiesto un approccio diverso. La normativa ha previsto che la partecipazione alle udienze di persone detenute, internate o in stato di custodia cautelare fosse assicurata, ove possibile, tramite i sistemi di videoconferenza già in uso tra uffici giudiziari e istituti penitenziari. In alternativa, e solo a determinate condizioni, si potevano utilizzare gli stessi strumenti del civile, a patto che non fosse compromessa la comunicazione riservata tra l’imputato e il suo difensore e che la visibilità reciproca tra tutti i partecipanti fosse garantita.
Dall’emergenza alla normalità: la Riforma Cartabia
L’esperienza maturata durante la pandemia ha dimostrato i vantaggi delle udienze a distanza, spingendo il legislatore a trasformare una soluzione temporanea in una prassi consolidata. Con la Riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022), le udienze da remoto sono diventate una modalità ordinaria di svolgimento del processo civile. La normativa attuale prevede che le udienze possano tenersi in videoconferenza su decisione del giudice o su richiesta congiunta delle parti, bilanciando le esigenze di efficienza con la necessità di tutelare il contraddittorio e i diritti della difesa.
Oggi, la regola generale è più flessibile e non più legata a uno stato di emergenza, riconoscendo la videoconferenza come uno strumento utile per la gestione dei procedimenti.
Cosa deve sapere il cittadino coinvolto in un’udienza a distanza
Per chi si trova a dover partecipare a un’udienza in videoconferenza, è importante conoscere alcuni aspetti pratici per garantire che tutto si svolga correttamente. Ecco alcuni punti fondamentali:
- Comunicazione con il legale: Sarà il proprio avvocato a informare sulla modalità di svolgimento dell’udienza e a fornire le istruzioni per il collegamento.
- Dotazione tecnica: È necessario disporre di un dispositivo (computer, tablet o smartphone) con webcam e microfono funzionanti e una connessione internet stabile.
- Ambiente adeguato: Bisogna collegarsi da un luogo tranquillo e riservato, che garantisca la privacy e l’assenza di interruzioni.
- Identificazione: È richiesto di avere a portata di mano un documento di identità valido, poiché il giudice potrebbe chiederne l’esibizione per l’identificazione formale.
- Comportamento in udienza: Anche se a distanza, l’udienza mantiene la sua formalità. È necessario mantenere un comportamento rispettoso, attivare il microfono solo quando si prende la parola e seguire le indicazioni del giudice.
La digitalizzazione del processo rappresenta un cambiamento epocale, con vantaggi in termini di risparmio di tempo e costi, ma anche con nuove sfide legate al divario digitale e alla necessità di preservare la solennità e l’immediatezza del dibattimento. Essere preparati è il primo passo per affrontare questa nuova modalità con serenità e consapevolezza dei propri diritti.
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