Per i liberi professionisti, il percorso verso la pensione può essere ottimizzato attraverso strumenti specifici che permettono di valorizzare periodi di formazione. Oltre al più noto riscatto della laurea, esiste la possibilità di riscattare il periodo di praticantato obbligatorio, un’opzione preziosa per incrementare la propria anzianità contributiva e, in alcuni casi, anticipare l’accesso alla pensione.

Cos’è il riscatto del praticantato e a cosa serve

Il praticantato è un periodo di tirocinio professionale obbligatorio che molti aspiranti professionisti devono completare per poter accedere all’esame di Stato e iscriversi al proprio albo. Dal punto di vista legale, non è considerato un rapporto di lavoro subordinato e, di conseguenza, non prevede una copertura contributiva automatica. Il riscatto permette di colmare questo vuoto, trasformando quegli anni di formazione in anni validi ai fini pensionistici.

I principali vantaggi del riscatto del praticantato sono:

  • Aumento dell’anzianità contributiva: ogni anno riscattato si aggiunge al totale dei contributi versati, avvicinando il traguardo per la pensione di vecchiaia o anticipata.
  • Incremento del montante contributivo: i contributi versati per il riscatto si sommano a quelli obbligatori, contribuendo a un assegno pensionistico potenzialmente più elevato.
  • Vantaggi fiscali: l’onere sostenuto per il riscatto è interamente deducibile dal reddito imponibile, riducendo l’imposta IRPEF dovuta nell’anno del pagamento.

Chi può riscattare il praticantato: regole generali

La possibilità di riscattare il tirocinio professionale è offerta principalmente dalle Casse di previdenza private di categoria. Ogni Cassa stabilisce in autonomia le proprie regole, i costi e i requisiti. È fondamentale, quindi, che il professionista consulti il regolamento del proprio ente di riferimento per conoscere i dettagli specifici.

Una condizione comune a quasi tutte le Casse è che il periodo da riscattare non deve essere già coperto da altra contribuzione obbligatoria (ad esempio, derivante da un lavoro dipendente svolto contemporaneamente). Per quanto riguarda le gestioni amministrate dall’INPS, il riscatto del praticantato non è generalmente previsto. Esiste un’eccezione per i promotori finanziari iscritti alla Gestione Speciale Commercianti dell’INPS.

Le disposizioni delle principali Casse professionali

Le modalità operative variano notevolmente da una Cassa all’altra. Di seguito sono riportate le indicazioni generali per alcune delle principali categorie professionali, ricordando che i regolamenti possono subire aggiornamenti.

Consulenti del Lavoro (ENPACL)

Gli iscritti all’ENPACL possono riscattare, in tutto o in parte, il periodo di praticantato per una durata massima stabilita dalla legge (attualmente 18 mesi). L’onere varia a seconda del periodo: per gli anni fino al 2012 si calcola con il metodo della riserva matematica, mentre dal 2013 è parametrato al contributo soggettivo minimo. È possibile richiedere il pagamento rateale.

Dottori Commercialisti (CNPADC)

La Cassa dei Commercialisti consente di riscattare fino a un massimo di 3 anni di tirocinio. La richiesta può essere presentata dagli iscritti non ancora pensionati, a condizione che il periodo non sia coperto da altri contributi e abbia una durata minima di sei mesi. Anche in questo caso, i contributi versati sono deducibili fiscalmente.

Avvocati (Cassa Forense)

Gli avvocati possono riscattare fino a 3 anni del periodo di pratica forense. Possono accedere a questa opzione gli iscritti in regola con gli adempimenti e, in alcuni casi, i superstiti di professionisti deceduti. Il costo è calcolato con il metodo della riserva matematica e non può essere inferiore a un importo minimo basato sui contributi dell’anno in cui si presenta la domanda.

Ragionieri (CNPR)

Anche la Cassa Ragionieri prevede la possibilità di accreditare fino a 3 anni di praticantato non coperti da contribuzione. La domanda può essere presentata dagli iscritti non pensionati, dai cancellati che hanno raggiunto l’età per la pensione di vecchiaia e dai superstiti dell’iscritto deceduto.

Geometri (CIPAG)

I geometri possono riscattare gli anni di praticantato versando un onere calcolato con il metodo della riserva matematica. La domanda deve essere presentata prima della liquidazione della pensione. Il pagamento può avvenire in un’unica soluzione o tramite un piano rateale fino a 60 rate mensili.

Giornalisti (INPS, ex INPGI)

Per i giornalisti, la situazione è cambiata a seguito del passaggio della gestione principale INPGI all’INPS nel 2022. In precedenza, era possibile riscattare il periodo di iscrizione al Registro dei Praticanti. Attualmente, è necessario fare riferimento alle normative INPS per comprendere le opzioni disponibili per i periodi di praticantato svolti sotto la nuova gestione.

Cosa fare prima di decidere

Il riscatto del praticantato è un investimento sulla propria futura pensione, ma comporta un esborso economico che può essere significativo. Prima di presentare la domanda, è consigliabile richiedere alla propria Cassa un calcolo previsionale dell’onere e valutare attentamente il rapporto tra costi e benefici, tenendo conto della propria situazione finanziaria e dei propri obiettivi previdenziali. La deducibilità fiscale rappresenta un importante incentivo che ne riduce il costo effettivo.

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Di admin