Indossare un casco non omologato o inadeguato, come il cosiddetto casco ‘a scodella’, può comportare la perdita totale o parziale del diritto al risarcimento in caso di incidente. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con una chiara ordinanza (n. 6161/2020), che ha negato il risarcimento a una passeggera infortunata proprio perché non utilizzava un dispositivo di protezione regolamentare. Questa decisione sottolinea un principio fondamentale: il comportamento del danneggiato è determinante nel calcolo dei danni risarcibili.
Il caso: la caduta e la richiesta di risarcimento
La vicenda riguarda una donna che, nel 2009, viaggiava come passeggera su un motociclo. A causa di una manovra improvvisa del conducente per evitare dei cani, la donna cadde, riportando lesioni significative al viso, ai denti, alla spalla e a un ginocchio. In seguito all’incidente, la passeggera aveva citato in giudizio il conducente, il proprietario del veicolo e la compagnia di assicurazione per ottenere un risarcimento.
Nei primi gradi di giudizio, i tribunali avevano riconosciuto una responsabilità condivisa, attribuendo alla donna un concorso di colpa del 50%. Il motivo di questa decisione risiedeva nel fatto che la passeggera, al momento della caduta, indossava un casco ‘a scodella’, un modello non in grado di fornire una protezione adeguata, in particolare per il viso. La donna ha però contestato questa valutazione, portando il caso fino in Cassazione.
La distinzione normativa e la decisione della Corte
La difesa della ricorrente si basava su un’interpretazione della normativa. Sosteneva che il divieto di utilizzare il casco a scodella fosse entrato in vigore solo nel 2010, ovvero un anno dopo il suo incidente. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi, facendo chiarezza su un punto cruciale della legislazione.
Gli Ermellini hanno infatti precisato che:
- Il divieto di utilizzo del casco a scodella (con omologazione DGM) per i motocicli era già in vigore dal 28 luglio 2000.
- La legge del 2010, citata dalla ricorrente, aveva semplicemente esteso tale divieto anche ai ciclomotori (veicoli fino a 50 cc di cilindrata).
Poiché l’incidente era avvenuto a bordo di un motociclo di cilindrata superiore, il divieto era pienamente applicabile già nel 2009. Di conseguenza, la scelta di indossare un casco non regolamentare è stata considerata una condotta negligente che ha contribuito direttamente a causare o aggravare le lesioni subite.
Cosa significa per i consumatori: il concorso di colpa
Questa sentenza è un monito importante per tutti gli utenti di veicoli a due ruote. Il principio applicato è quello del concorso di colpa, previsto dall’articolo 1227 del Codice Civile. Secondo questa norma, se il comportamento colposo del danneggiato ha contribuito a causare il danno, il risarcimento viene diminuito in proporzione alla gravità della sua colpa e all’entità delle conseguenze che ne sono derivate.
In pratica, anche se la responsabilità dell’incidente è di un’altra persona, non si ha diritto a un risarcimento integrale se non si sono adottate tutte le misure di protezione necessarie. Indossare un casco non omologato o non allacciato correttamente è una di queste mancanze. Il nesso di causalità tra la condotta del conducente e le lesioni subite viene parzialmente interrotto dalla negligenza della vittima stessa.
Come scegliere e utilizzare un casco a norma
Per evitare sanzioni e, soprattutto, per proteggere la propria incolumità e i propri diritti, è fondamentale utilizzare sempre un casco omologato e adeguato. Ecco alcuni punti da verificare:
- Omologazione: Il casco deve avere un’etichetta di omologazione europea, riconoscibile dalla lettera ‘E’ seguita da un numero che indica il paese di omologazione, cucita sul cinturino. Le omologazioni più recenti sono la ECE 22-05 e la nuova ECE 22-06, che prevede test più severi.
- Tipologia: I caschi a scodella (DGM) sono illegali per la circolazione. I modelli consentiti sono quelli integrali, modulari o jet, purché omologati.
- Integrità: Un casco che ha subito un urto violento va sostituito, anche se non presenta danni visibili. La sua capacità di assorbire gli impatti potrebbe essere compromessa.
- Uso corretto: Il casco deve essere della taglia giusta e deve essere sempre allacciato correttamente. Un casco non allacciato può sfilarsi durante una caduta, risultando del tutto inutile.
La scelta del casco non è quindi solo un obbligo di legge, ma un atto di responsabilità verso sé stessi che ha dirette conseguenze legali ed economiche in caso di sinistro.
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