L’emergenza sanitaria legata al Coronavirus ha imposto profondi cambiamenti nella vita quotidiana, inclusa la gestione delle attività condominiali. Durante le fasi più acute della pandemia, il Governo ha introdotto misure restrittive per limitare i contagi, che hanno avuto un impatto diretto sulla possibilità di convocare e svolgere le assemblee di condominio. Comprendere quel contesto eccezionale è utile per capire le normative attuali e le nuove modalità operative che ne sono derivate.

Le restrizioni durante l’emergenza sanitaria

Nei primi mesi del 2020, attraverso una serie di Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM), sono state sospese tutte le manifestazioni, gli eventi e le riunioni, sia in luogo pubblico che privato, che comportassero un assembramento di persone e non garantissero il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale. Le assemblee condominiali, per loro natura, rientravano pienamente in questa categoria di eventi a rischio.

La convocazione di una riunione in presenza violava direttamente queste disposizioni, emanate per ragioni di sicurezza pubblica e igiene. L’inosservanza di tali provvedimenti esponeva gli amministratori e i condòmini a conseguenze legali. La normativa di riferimento era l’articolo 650 del Codice Penale, che punisce chi non osserva un provvedimento legalmente dato dall’autorità per ragioni di ordine pubblico o sicurezza. Pertanto, convocare un’assemblea in quel periodo non era solo sconsigliato, ma poteva configurare un vero e proprio reato.

L’evoluzione normativa: l’introduzione delle assemblee online

La necessità di continuare a gestire la vita condominiale, anche per decisioni urgenti e indifferibili, ha spinto il legislatore a trovare soluzioni alternative. La risposta è arrivata con la formalizzazione e la regolamentazione delle assemblee condominiali in modalità telematica. Sebbene già praticate in alcuni contesti, è stata la legislazione emergenziale a dare piena legittimità a questa forma di riunione.

La possibilità di svolgere assemblee da remoto è diventata una prassi consolidata, tanto da essere integrata stabilmente nella normativa sul condominio anche dopo la fine dello stato di emergenza. Questa innovazione ha permesso di superare l’impossibilità di riunirsi fisicamente, garantendo al contempo la continuità gestionale e la partecipazione democratica dei condòmini.

Come si svolgono le assemblee di condominio oggi

Cessate le restrizioni legate alla pandemia, la situazione è tornata alla normalità, ma con un’opzione in più. Oggi le assemblee condominiali possono essere svolte secondo diverse modalità, a seconda di quanto previsto dal regolamento di condominio e dalle decisioni dei condòmini.

Le principali opzioni disponibili sono:

  • Assemblea in presenza: la modalità tradizionale, che si svolge in un luogo fisico con la partecipazione diretta di tutti i condòmini.
  • Assemblea in videoconferenza: la riunione si tiene interamente online, attraverso piattaforme che consentono di verificare l’identità dei partecipanti, di esprimere il proprio voto e di verbalizzare le decisioni.
  • Assemblea mista (o ibrida): una parte dei condòmini partecipa in presenza, mentre altri si collegano da remoto. Questa soluzione offre la massima flessibilità.

Perché un’assemblea online sia valida, è necessario che il regolamento condominiale la preveda o che tutti i condòmini diano il loro consenso. L’avviso di convocazione deve specificare la piattaforma utilizzata e le modalità di collegamento, garantendo a tutti la possibilità di partecipare attivamente alla discussione e alla votazione.

Tutele e consigli per i consumatori

La transizione verso le assemblee telematiche ha sollevato alcuni dubbi pratici. È importante che ogni condomino sia consapevole dei propri diritti. La piattaforma scelta dall’amministratore deve garantire la tracciabilità e la sicurezza del voto, nonché la corretta identificazione di chi partecipa. In caso di problemi tecnici che impediscono la partecipazione (ad esempio, una cattiva connessione), è fondamentale segnalarlo immediatamente al presidente dell’assemblea affinché venga messo a verbale.

Se il regolamento di condominio non prevede la modalità online, l’amministratore non può imporla. Qualsiasi delibera assunta in un’assemblea telematica non regolarmente convocata o svolta potrebbe essere impugnata. È sempre consigliabile un dialogo costruttivo con l’amministratore per trovare la soluzione più adatta a garantire la partecipazione di tutti.

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Di admin