Il mancato versamento dell’assegno di mantenimento per i figli non è solo un illecito civile, ma un vero e proprio reato. Con una sentenza significativa, la Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale a tutela dei minori: la violazione degli obblighi di assistenza familiare è un reato procedibile d’ufficio. Ciò significa che lo Stato interviene per perseguire il genitore inadempiente anche senza o contro la volontà dell’altro genitore.

Il reato di omesso mantenimento secondo l’articolo 570-bis

Il reato in questione è disciplinato dall’articolo 570-bis del Codice Penale, intitolato “Violazione degli obblighi di assistenza familiare in caso di separazione o di scioglimento del matrimonio”. La norma punisce penalmente il coniuge che si sottrae all’obbligo di corrispondere ogni tipo di assegno dovuto in caso di separazione o divorzio, sia per il coniuge stesso che, soprattutto, per i figli. L’obiettivo della legge è garantire che i figli ricevano i mezzi di sussistenza necessari per la loro crescita, educazione e istruzione, un diritto che prevale sulle dinamiche conflittuali tra i genitori.

Cosa significa “procedibilità d’ufficio”?

Nel diritto penale, i reati si distinguono in base a come viene avviata l’azione penale. La differenza tra procedibilità d’ufficio e a querela di parte è cruciale e ha importanti conseguenze pratiche per i cittadini.

  • Reati perseguibili a querela di parte: Per questi illeciti, è necessaria una specifica richiesta della persona offesa (la “querela”) per avviare il procedimento penale. Se la vittima non presenta la querela entro i termini di legge (solitamente tre mesi), o se decide di ritirarla in un secondo momento, il processo si ferma.
  • Reati perseguibili d’ufficio: Per questi reati, considerati più gravi e lesivi dell’interesse pubblico, lo Stato agisce autonomamente. È sufficiente una denuncia da parte di chiunque o che la notizia di reato giunga alle autorità giudiziarie in qualsiasi modo. Una volta avviato, il procedimento non può essere fermato dalla volontà della persona offesa.

La Cassazione ha confermato che il mancato mantenimento dei figli rientra in questa seconda categoria, data la sua gravità e l’impatto sul benessere di un soggetto vulnerabile come il minore.

Le conseguenze pratiche per i genitori

La procedibilità d’ufficio del reato di omesso mantenimento ha implicazioni dirette e molto importanti per le famiglie.

La remissione della querela è inefficace

Il punto centrale della sentenza della Cassazione è che, essendo il reato procedibile d’ufficio, l’eventuale ritiro della querela da parte del genitore che l’aveva presentata è del tutto irrilevante. Il processo penale andrà avanti comunque. Questo serve a proteggere il genitore creditore da eventuali pressioni psicologiche o economiche volte a fargli ritirare la denuncia, garantendo che l’interesse superiore del figlio sia sempre tutelato.

Una tutela estesa a tutti i figli

La giurisprudenza ha chiarito che questa tutela si applica a tutti i figli, indipendentemente dal legame tra i genitori. L’obbligo di mantenimento e le conseguenze penali in caso di violazione valgono quindi sia per i figli nati all’interno del matrimonio sia per quelli nati da coppie non sposate.

Cosa fare se non si riceve l’assegno di mantenimento

Il genitore che non riceve l’assegno di mantenimento per i figli ha a disposizione diversi strumenti di tutela. Sebbene il reato sia procedibile d’ufficio, è quasi sempre l’azione del genitore creditore a dare avvio all’iter.

  1. Messa in mora: Il primo passo è solitamente inviare una lettera di diffida e messa in mora al genitore inadempiente, preferibilmente tramite un avvocato, con posta elettronica certificata (PEC) o raccomandata con avviso di ricevimento.
  2. Denuncia-querela: Se il sollecito non produce effetti, è possibile presentare una denuncia-querela presso le forze dell’ordine (Carabinieri, Polizia di Stato) o direttamente alla Procura della Repubblica. Questo atto darà il via al procedimento penale.
  3. Azione civile: Parallelamente all’azione penale, è sempre possibile avviare un’azione civile per recuperare le somme non versate, ad esempio attraverso un pignoramento dello stipendio, del conto corrente o di altri beni del debitore.

La decisione della Cassazione rafforza la protezione dei minori, inviando un messaggio chiaro: l’obbligo di mantenere i propri figli è un dovere inderogabile, la cui violazione è sanzionata con severità dall’ordinamento giuridico.

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Di admin