Ricevere una multa per un’infrazione commessa da un figlio minorenne solleva un dubbio comune e legittimo: è valida? La risposta, secondo la legge italiana, è chiara. Una sanzione amministrativa intestata direttamente a una persona che non ha ancora compiuto 18 anni è da considerarsi illegittima. La responsabilità, infatti, non ricade sul minore, ma su chi è tenuto a sorvegliarlo.

Chi risponde per le violazioni commesse da un minorenne?

La normativa di riferimento è la Legge n. 689 del 1981, che regola le sanzioni amministrative. L’articolo 2 di questa legge stabilisce che non può essere assoggettato a sanzione chi, al momento del fatto, non aveva compiuto i diciotto anni. Il minore è considerato privo della capacità di intendere e di volere ai fini della responsabilità amministrativa.

La legge, tuttavia, non lascia l’infrazione impunita. La stessa norma prevede che della violazione risponda chi era tenuto alla sorveglianza del minore, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto. Solitamente, questa responsabilità ricade sui genitori o sui tutori legali. È importante sottolineare che la loro non è una responsabilità solidale, ma una responsabilità diretta e personale per culpa in vigilando (colpa nella sorveglianza) o culpa in educando (colpa nell’educazione).

Come deve essere redatto un verbale corretto

Quando un’infrazione, ad esempio al Codice della Strada, viene commessa da un conducente minorenne, gli agenti accertatori devono seguire una procedura specifica. Sebbene l’infrazione sia materialmente compiuta dal minore, il verbale di contestazione non deve essere intestato a lui.

La procedura corretta prevede che la multa sia redatta e notificata direttamente ai genitori o a chi esercita la sorveglianza. In questo documento, i genitori devono essere esplicitamente qualificati come “trasgressori”. Il verbale deve inoltre specificare il motivo della loro responsabilità, ovvero il loro ruolo di supervisori del minore che ha commesso l’illecito. Un verbale intestato al minore e semplicemente notificato per conoscenza ai genitori non è conforme alla legge e, di conseguenza, può essere annullato.

Cosa fare se si riceve una multa intestata a un minore

Se si riceve un verbale di contravvenzione intestato direttamente a un figlio minorenne, è fondamentale non affrettarsi a pagare. Il pagamento della sanzione, infatti, equivale a un’ammissione di responsabilità e preclude la possibilità di contestarla. Un verbale di questo tipo presenta un vizio di forma che lo rende nullo.

Per far valere i propri diritti, è necessario presentare un ricorso formale. Ecco i passaggi consigliati:

  • Verificare l’intestatario del verbale: Controllare attentamente a chi è stata formalmente contestata la violazione. Se il nome indicato come “trasgressore” è quello del minore, il verbale è illegittimo.
  • Non pagare la multa: Evitare il pagamento per non sanare il vizio e perdere il diritto all’impugnazione.
  • Rispettare le scadenze: È essenziale agire entro i termini previsti dalla legge per presentare ricorso, solitamente 30 giorni dalla notifica per rivolgersi al Giudice di Pace o 60 giorni per il ricorso al Prefetto.
  • Presentare ricorso: L’opposizione deve essere motivata proprio sulla base dell’illegittimità della sanzione, citando l’articolo 2 della Legge 689/1981 e spiegando che il verbale doveva essere intestato ai genitori in qualità di responsabili della sorveglianza.

In conclusione, la legge tutela i minori da sanzioni amministrative dirette, trasferendo la responsabilità sui genitori o tutori. Conoscere questa regola è il primo passo per contestare un verbale errato e far valere i propri diritti.

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Di admin