Spot&Go Blocca tutto: Parte la Class Action

“Ti piacerebbe che la tua nuova auto ti portasse centinaia di euro? Scopri come avere un contributo mensile.” Così si presentava al pubblico l’iniziativa Spot&Go. La proposta era, in fondo, semplice, anche se non per tutti.

Per candidarsi, infatti, era necessario avere queste caratteristiche:

  • disporre di un’auto bianca (semi-nuova e già in possesso oppure nuova di prossimo acquisto);
  • essere attivi sui social network;
  • risiedere in una delle zone in cui sono presenti inserzionisti interessati al pubblico della community e all’attività di promozione pubblicitaria dei suoi membri.

e se si fosse stati scelti “Spot&Go s’impegnerà a versargli ogni mese un contributo di importo pari a 270,00 euro per 60 mesi.In cambio, l’automobilista dovrà accettare di fotografare la sua auto con sopra dei pannelli pubblicitari amovibili e veicolare le foto sui social network, accompagnandole con testi promozionali.”

Tutto bello, tutto fantastico ed infatti, spinti dal sito che invitava a diventare “patner”, alcuni concessionari hanno colto al volo l’occasione: fare un finanziamento sapendo di poter contare su un contributo di 270 euro al mese che ti aiuta a pagare il finanziamento è una bella spinta per chi ha bisogno di un’auto nuova.

Sono stati quindi, in alcuni casi, gli ignari concessionari a spingere l’adesione a questa iniziativa: che c’era di difficile? Fare qualche foto e condividerla sui social network è cosa di tutti i giorni per ognuno di noi ormai, ed essere pagati per farlo è un sogno che si realizza.

Ma come diciamo sempre noi: “quando è troppo bello per essere vero, non fidatevi”. Alcuni mesi dopo l’avvio, infatti, ecco i primi incagli: contestazioni per non aver fatto bene le foto, per non averle condivise come previsto, contestazioni sul messaggio allegato all’immagine e sul modo di allegarlo … fare le foto e condividerle sembrava sempre più “mission impossible” e la conseguenza era sempre la stessa: questo mese non paghiamo perchè hai sbagliato. Il problema era che chi, allettato dal risparmio, aveva sottoscritto una finanziaria le rate doveva comunque pagarle!

Molte persone che avevano aderito, approfittando per farsi la macchina nuova, forti dei 270 euro di contributo, si sono trovati a dover sostenere da soli le spese delle rate, e molti sono andati in difficoltà. Ulteriore sorpresa: a molti dei partecipanti è arrivato un CU per prestazione occasionale, e a causa del cumulo di redditi, alcuni hanno dovuto anche pagare le tasse su somme che, in realtà, non hanno mai percepito.

Ultimo atto di questa vera e propria “tragedia commerciale” è stata l’email, inviata dalla società che gestiva l’iniziativa, con la quale informava, dapprima, di aver aperto la procedura di concordato, e, subito dopo, ha comunicato che “in attesa dei pronunciamenti del Tribunale e a causa del verificarsi di pubblicazioni improprie, la scrivente comunica che da oggi il CRM Spot&Go inibirà ogni pubblicazione di foto-post sui social network attraverso l’applicazione medesima, sollevando nel contempo gli ambassador da ogni obbligo contrattuale di pubblicazione”.

Quindi stop alle pubblicazioni di foto … ma l’impegno che ha pubblicizzato Spot&Go a pagare 270 euro per 60 mesi che fine ha fatto? Tutto ovviamente tace e nessuno riceve nulla.

Proprio per questo la nostra Associazione ha deciso di lanciare una “Class Action” a tutela dei consumatori che si sono imbattuti in questa fallimentare iniziativa. Con un contributo simbolico di sole 110 euro per la procedura (inclusa la quota associativa annuale di 10 euro) porteremo, se necessario, fino in Tribunale la società che ha intrapreso questa iniziativa, affinché osservi l’impegno di versare 270 per ogni mese che il consumatore ha aderito.

Sappiamo bene che la Procura di Lecce ha aperto un fascicolo sulla società che ha promosso l’iniziativa, ipotizzando i reati di truffa e sostituzione di persona, e che il TAR del Lazio ha respinto la richiesta di sospensione della multa da 200mila euro comminata dall’Agcm per “Pratiche commerciali ingannevoli”, ma sappiamo anche che di quelle 200mila euro di sanzione, nemmeno un euro andrà nelle tasche dei consumatori, e che il procedimento penale ha in Italia, purtroppo, delle tempistiche che la sola costituzione di parte civile non garantisce in alcun modo che qualcosa, alla fine, venga rimborsato alle vittime.

Proprio per questo noi scegliamo sempre, per le nostre azioni, il procedimento civile, certamente più complesso, ma più veloce da portare a termine e che può spingere la società, se i numeri saranno consistenti, ad addivenire velocemente (in tempi giuridici) ad un accordo.

Per aderire o anche solo per avere ulteriori informazioni sulla class action spot&go potete inviare un’email a [email protected] e riceverete tutte le informazioni necessarie.

Affrettatevi: ricordatevi che il termine ultimo per aderire alla prima trance di azione collettiva è il 31 luglio 2020: noi ci mettiamo i legali ad un costo sostenibile, voi mettete il coraggio e la forza di dire basta a chi intraprende iniziative economiche pensando di farne poi ricadere il fallimento su altri.

Siamo ovviamente a disposizione della società che ha attivato questa iniziativa per qualsiasi chiarimento la stessa vorrà fornire.

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