Obama: Stop alle Centrali a Carbone

Giunge dagli Stati Uniti un’importante presa di posizione a difesa dell’Ambiente e della qualità dell’Aria.

In una Estate con temperature da record, ma al contempo funestata da episodi di piogge torrenziali, segno di un cambiamento climatico non più annunciato, ma concreto e palpabile, è proprio il Numero Uno della Casa Bianca a lanciare il messaggio più forte, dichiarando:

“Difendere l’Ambiente per le future generazioni è una responsabilità morale”.

Barack Obama, quindi, superando opposizioni interne, dichiara guerra alle Centrali a Carbone ed alle Miniere di questo minerale, e annuncia che in America, entro il 2030, le emissioni di gas inquinante saranno del 30% inferiori ai valori del 2005.

Il Presidente Americano punta quindi sulla green economy che, grazie alle riconversioni a solare ed eolico in corso negli States, ha prodotto in pochissimo tempo già 23000 nuovi posti di lavoro, con la prospettiva di crearne centinaia di migliaia di altri.

In Italia, stando al WWF, le Centrali a Carbone attive sono ancora 16, ed il “bello” è che in Italia il carbone neppure c’è.

L’Italia, infatti, importa via mare circa il 90% del proprio fabbisogno di carbone, grazie ad una flotta di circa 60 imbarcazioni che garantiscono una capacità di carico complessiva di oltre 4,6 milioni di tonnellate.
Le provenienze sono molto diversificate: i principali paesi di importazione sono gli USA, il Sud Africa, l’Australia, l’Indonesia e la Colombia, ma anche il Canada, la Cina, la Russia e il Venezuela.
L’unica risorsa carbonifera italiana è concentrata nel bacino del Sulcis Iglesiente, nella Sardegna sud-occidentale. Le attività estrattive di questo bacino sono state sospese nel 1972, ma dal 1997 il bacino del Sulcis è stato oggetto di nuove attenzioni da parte degli studiosi che valutano nuove soluzioni per l’utilizzo energetico e eco-compatibile dal carbone del Sulcis.
E se dal 1997 ad oggi un utilizzo “eco-compatibile” non è ancora stato trovato …

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