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Microplastiche nei laghi, l’importanza delle foreste
Uno studio ENEA rivela come le foreste agiscano da filtro naturale contro le microplastiche, proteggendo la qualità delle acque dei laghi. Un servizio ecosistemico
- Redazione
- 07 May, 2025
L’inquinamento da microplastiche rappresenta una minaccia crescente per gli ecosistemi acquatici, comprese le riserve di acqua dolce. Una recente ricerca ha messo in luce un alleato inaspettato e potente in questa battaglia: le foreste. Uno studio condotto in Italia ha dimostrato che le aree boschive possono agire come un efficace filtro naturale, riducendo drasticamente la quantità di microplastiche che raggiungono i bacini lacustri.
Il caso studio: l’invaso di Ridracoli
La ricerca, condotta da ENEA e Arpae Emilia-Romagna, si è concentrata sull’invaso di Ridracoli, un bacino artificiale situato nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Questa riserva idrica è fondamentale per l’approvvigionamento di acqua potabile e la produzione di energia elettrica nella regione. La scelta di questo luogo non è stata casuale: la sua posizione all’interno di un’area forestale protetta e l’elevata qualità delle sue acque lo hanno reso un laboratorio ideale per studiare l’impatto dell’ambiente circostante.
I risultati sono stati sorprendenti. La concentrazione di microplastiche rilevata nelle acque di Ridracoli è risultata estremamente bassa, con valori compresi tra 0,02 e 0,04 particelle per metro cubo (MP/m³). Questo dato è significativamente inferiore rispetto a quello registrato in altri importanti laghi italiani, come Bracciano e Trasimeno, dove il valore medio si attesta intorno a 13 MP/m³. Una differenza così marcata suggerisce un ruolo attivo dell’ecosistema forestale nella protezione del bacino.
Come funziona il “filtro” forestale?
Il meccanismo attraverso cui le foreste riducono la contaminazione è tanto semplice quanto efficace. Le microplastiche, in particolare quelle sotto forma di fibre, vengono trasportate dall’atmosfera e possono viaggiare per lunghe distanze. Gli alberi, con le loro ampie chiome e la superficie fogliare, agiscono come una rete che intercetta queste particelle sospese nell’aria.
Una volta catturate dalle foglie, le microplastiche vengono successivamente trasferite al suolo attraverso la caduta delle foglie stesse o l’azione della pioggia. Nel terreno, queste particelle rimangono intrappolate, limitando così il loro dilavamento verso i corsi d’acqua e i laghi. A conferma di questa ipotesi, nello studio di Ridracoli è stato osservato che, a differenza di altri bacini, non sono stati trovati filamenti o fibre nei campioni d’acqua, le forme più comuni trasportate dall’aria. Ulteriori studi hanno confermato la presenza di microfibre nell’acqua piovana raccolta sotto le chiome degli alberi e persino nella neve in alta montagna, evidenziando come l’atmosfera sia un importante veicolo di diffusione di questi inquinanti.
Implicazioni per la tutela dell’acqua e dei consumatori
La scoperta del ruolo protettivo delle foreste ha importanti conseguenze per la gestione ambientale e la tutela della salute pubblica. La protezione delle riserve di acqua potabile è una priorità assoluta, e questo studio dimostra che la conservazione degli ecosistemi forestali è una strategia cruciale per garantirne la qualità.
I polimeri più frequentemente trovati nelle acque, come il polietilene e il polipropilene, derivano da prodotti di consumo quotidiano e imballaggi. Questo evidenzia la connessione diretta tra le nostre abitudini di consumo e l’inquinamento ambientale. La tutela delle foreste offre quindi un servizio ecosistemico di valore inestimabile, che si traduce in un beneficio diretto per i consumatori.
I vantaggi principali includono:
- Filtrazione naturale: Le foreste catturano le microplastiche aeree prima che possano contaminare le fonti idriche.
- Protezione dell’acqua potabile: Mantenere pulite le riserve idriche riduce la necessità di costosi e complessi trattamenti di purificazione.
- Salvaguardia della biodiversità: Un’acqua più pulita supporta la salute degli ecosistemi acquatici e della fauna che da essi dipende.
- Riduzione dei rischi per la salute: Limitare l’esposizione umana alle microplastiche attraverso l’acqua potabile è un obiettivo fondamentale di sanità pubblica.
Questi risultati sottolineano la necessità di integrare la gestione delle risorse idriche con politiche di conservazione forestale. Proteggere i nostri boschi significa proteggere la nostra risorsa più preziosa: l’acqua.
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