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Finanza sostenibile, da Consob un richiamo di attenzione agli intermediari
La Consob ha emesso un importante richiamo di attenzione rivolto agli intermediari finanziari, con l’obiettivo di rendere la finanza sostenibile più trasparente e
- Redazione
- 31 Jul, 2024
La Consob ha emesso un importante richiamo di attenzione rivolto agli intermediari finanziari, con l’obiettivo di rendere la finanza sostenibile più trasparente e comprensibile per tutti i risparmiatori, inclusi quelli meno esperti. L’intervento mira a garantire che le informazioni relative ai prodotti di investimento basati su criteri ESG (Environmental, Social, Governance) siano sempre chiare, concise e non fuorvianti, tutelando così le scelte dei consumatori.
Cosa significa finanza sostenibile e criteri ESG
La finanza sostenibile rappresenta un approccio all’investimento che non si limita a considerare i soli rendimenti economici, ma integra anche l’analisi dell’impatto ambientale, sociale e di governance delle aziende. I criteri ESG sono gli standard utilizzati per valutare la sostenibilità di un’impresa o di un’attività economica.
Per comprendere meglio, ecco una suddivisione dei tre pilastri:
- Environmental (Ambientale): Riguarda l’impatto di un’azienda sull’ambiente. Include la gestione delle emissioni di carbonio, l’utilizzo delle risorse idriche, il trattamento dei rifiuti, l’inquinamento e le politiche a favore della biodiversità.
- Social (Sociale): Analizza come un’azienda gestisce le relazioni con i propri dipendenti, i fornitori, i clienti e la comunità in cui opera. I fattori includono il rispetto dei diritti umani, le condizioni di lavoro, le politiche di inclusione e diversità e la sicurezza sul lavoro.
- Governance (Governo societario): Si riferisce alle pratiche di gestione e controllo di un’azienda. Comprende la trasparenza dei bilanci, la remunerazione dei dirigenti, i diritti degli azionisti, la lotta alla corruzione e la composizione del consiglio di amministrazione.
I punti chiave del richiamo di Consob
Il richiamo di attenzione della Consob non introduce nuove normative, ma rafforza l’applicazione di quelle esistenti, nate in un contesto europeo sempre più complesso e stratificato. L’autorità di vigilanza ha sottolineato alcuni elementi fondamentali che gli intermediari devono considerare per garantire una corretta consulenza in materia di investimenti sostenibili.
I principali obblighi per gli intermediari includono:
- Chiarezza delle informazioni: La comunicazione deve essere semplice e priva di tecnicismi, per permettere anche ai clienti meno sofisticati di comprendere appieno le caratteristiche di sostenibilità dei prodotti finanziari proposti.
- Valutazione delle preferenze del cliente: È fondamentale che l’intermediario indaghi e comprenda in modo efficace le preferenze e gli obiettivi di sostenibilità di ogni singolo cliente prima di formulare qualsiasi raccomandazione.
- Adeguatezza dell’investimento: I prodotti consigliati devono essere realmente coerenti con le preferenze ESG espresse dal risparmiatore, evitando di proporre soluzioni che non corrispondono al suo profilo.
- Governo dei prodotti (Product Governance): Le società che creano e distribuiscono prodotti finanziari devono assicurarsi che questi siano progettati e offerti tenendo conto degli obiettivi di sostenibilità del mercato di riferimento.
La tutela dei risparmiatori contro il rischio greenwashing
L’intervento della Consob è cruciale per contrastare il fenomeno del “greenwashing”, ovvero la pratica commerciale scorretta con cui alcune aziende presentano i propri prodotti come sostenibili o “verdi” senza che lo siano realmente. Questa strategia di marketing ingannevole può indurre i risparmiatori a investire in strumenti finanziari che non rispettano i loro valori etici e che potrebbero nascondere rischi non dichiarati.
Per un consumatore, il rischio è duplice: da un lato, investire in attività che non contribuiscono a un’economia più sostenibile; dall’altro, esporsi a perdite economiche quando la reale natura dell’investimento viene a galla. La vigilanza di Consob mira a creare un mercato più trasparente, dove le etichette di sostenibilità corrispondano a un impegno concreto e misurabile.
Cosa fare prima di un investimento sostenibile
I risparmiatori giocano un ruolo attivo nella tutela dei propri interessi. Quando si valuta un investimento che si definisce sostenibile, è importante non fermarsi alle apparenze e adottare un approccio critico. Ecco alcune azioni pratiche che ogni consumatore può intraprendere:
- Fare domande specifiche: Chiedere al proprio consulente di spiegare in termini semplici in che modo l’investimento soddisfa i criteri ESG.
- Richiedere documentazione chiara: Esigere di visionare la documentazione informativa (come il KID) dove sono descritte le caratteristiche di sostenibilità del prodotto.
- Non accontentarsi di definizioni vaghe: Diffidare di etichette generiche come “investimento verde” o “prodotto etico” senza ulteriori dettagli concreti.
- Verificare la coerenza: Assicurarsi che la proposta di investimento sia realmente allineata con le proprie convinzioni personali in materia ambientale e sociale.
L’attenzione di Consob sulla finanza sostenibile rappresenta un passo fondamentale per proteggere i consumatori e promuovere un mercato degli investimenti più responsabile e trasparente.
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