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venerdì 18 settembre 2026 Testata di informazione e tutela dei consumatori A cura di Sportello Consumatori
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Sportello Consumatori CODICI mette in guardia i consumatori sulle truffe telefoniche

Aumentano le truffe telefoniche che sfruttano call center. Una nuova tecnica fraudolenta prevede operatori che si spacciano per associazioni di consumatori per carpire

Codici mette in guardia i consumatori sulle truffe telefoniche

Le truffe telefoniche rappresentano una minaccia costante e in continua evoluzione per i consumatori. Dai contratti di energia non richiesti alle false offerte commerciali, i tentativi di raggiro attraverso i call center sono sempre più sofisticati. Recentemente è emersa una nuova e insidiosa tattica: operatori che si spacciano per rappresentanti di note associazioni di consumatori al fine di conquistare la fiducia delle persone e indurle a sottoscrivere contratti svantaggiosi.

La truffa che sfrutta il nome delle associazioni

L’ultimo schema fraudolento segnalato consiste in telefonate provenienti da presunti operatori che affermano di chiamare per conto di associazioni a tutela dei consumatori. Questa strategia è particolarmente pericolosa perché fa leva sulla reputazione di entità che, per loro natura, dovrebbero proteggere i cittadini. Il meccanismo è semplice ma efficace: l’operatore si presenta in modo rassicurante, offre assistenza gratuita e, con la scusa di presunte modifiche unilaterali ai contratti applicate da altre compagnie, propone il passaggio a un nuovo fornitore di servizi, solitamente nel settore della telefonia o dell’energia.

È fondamentale chiarire un punto essenziale: le associazioni di consumatori legittime non contattano mai i cittadini con proposte commerciali non sollecitate. Qualsiasi chiamata di questo tipo, in cui un sedicente rappresentante di un’associazione propone un cambio di gestore, è da considerarsi un tentativo di truffa. L’obiettivo è unicamente quello di ottenere dati personali e codici di utenza per attivare contratti all’insaputa della vittima.

Come riconoscere un tentativo di raggiro telefonico

Imparare a identificare i segnali di allarme è il primo passo per difendersi dalle truffe telefoniche. Anche se le tecniche cambiano, alcuni elementi ricorrenti possono aiutare a riconoscere un potenziale raggiro. Prestare attenzione a questi dettagli può fare la differenza ed evitare spiacevoli conseguenze.

  • Presentazione sospetta: L’operatore si presenta in modo vago, parla molto velocemente per non dare tempo di riflettere o utilizza un linguaggio poco chiaro e non professionale.
  • Falsa identità: Chi chiama afferma di rappresentare un’associazione, un’autorità di controllo (come ARERA) o il vostro attuale fornitore, ma la chiamata non è stata richiesta. Le aziende serie comunicano le variazioni contrattuali per iscritto.
  • Senso di urgenza: Vengono promosse offerte “imperdibili” valide solo per pochi minuti o si minacciano imminenti disservizi, sanzioni o aumenti esorbitanti se non si accetta subito la proposta.
  • Richiesta di dati sensibili: Durante la conversazione vengono richiesti codici personali (come il POD per l’energia elettrica o il PDR per il gas), dati bancari, password o estremi di documenti di identità. Questi dati non devono mai essere comunicati per telefono.
  • Proposte non richieste: Si riceve un’offerta per cambiare gestore o per ottenere una “consulenza gratuita” senza averla mai richiesta.

Diritti e tutele: cosa fare per proteggersi

La migliore difesa contro le truffe telefoniche è la prevenzione. Adottare un comportamento prudente e consapevole è essenziale per non cadere in trappola. Se si riceve una chiamata sospetta, è importante sapere come agire per tutelare i propri diritti e i propri dati.

Innanzitutto, durante la telefonata, è cruciale non fornire alcuna informazione personale. È buona norma evitare di pronunciare la parola “sì” in modo isolato, poiché la registrazione della voce potrebbe essere usata per simulare un consenso. Se l’interlocutore insiste o diventa aggressivo, la soluzione migliore è interrompere immediatamente la comunicazione. Non c’è alcun obbligo di proseguire una conversazione non desiderata.

Se si sospetta di essere stati vittima di una truffa o di aver attivato involontariamente un contratto, è fondamentale agire tempestivamente. Contattate il vostro attuale fornitore attraverso i canali ufficiali per verificare se risultano richieste di cambio gestore. In caso di attivazione di un contratto non richiesto, è possibile esercitare il diritto di ripensamento, solitamente entro 14 giorni dalla ricezione della documentazione contrattuale, inviando una comunicazione formale alla nuova compagnia.

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