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Le accresciute esigenze dei figli: aumento dell’assegno di mantenimento
Con la crescita dei figli aumentano anche le loro necessità. La legge consente di richiedere un aumento dell’assegno di mantenimento per adeguarlo alle nuove esigenze.
Quando una coppia si separa, l’assegno di mantenimento per i figli viene calcolato sulla base delle loro esigenze al momento della decisione. Tuttavia, è un dato di fatto che i bisogni di un bambino o di un adolescente cambiano e crescono con il passare del tempo. Questo aumento delle necessità rappresenta un motivo valido e riconosciuto dalla legge per chiedere una modifica dell’importo a carico del genitore non collocatario.
Oltre l’obbligo alimentare: cosa comprendono le esigenze dei figli
Il dovere dei genitori di mantenere, istruire ed educare i figli, come stabilito dal Codice Civile, non si limita a garantire vitto e alloggio. Le esigenze da soddisfare sono molto più ampie e complesse, e il loro insieme determina il tenore di vita a cui il figlio ha diritto, in linea con le condizioni economiche e sociali della famiglia.
Queste necessità includono una vasta gamma di aspetti:
- Abitativo: un ambiente domestico stabile e adeguato.
- Scolastico: libri, materiale didattico, gite, corsi di recupero o potenziamento.
- Sportivo e ricreativo: attività sportive, corsi di musica, hobby e occasioni di socializzazione.
- Sanitario: visite mediche, cure specialistiche non coperte dal sistema sanitario nazionale e altre spese per la salute.
- Sociale: abbigliamento adeguato, spese per la vita di relazione e tutto ciò che contribuisce a un sano sviluppo psicofisico.
Il giudice, nel determinare l’assegno, considera il contesto sociale in cui la famiglia viveva prima della separazione, per garantire continuità e stabilità al minore.
Come chiedere la revisione dell’assegno di mantenimento
La legge consente di chiedere in qualsiasi momento la revisione delle condizioni di separazione o divorzio, inclusa la misura dell’assegno di mantenimento per i figli. Il presupposto fondamentale è la presenza di “giustificati motivi”, ovvero un cambiamento significativo delle circostanze rispetto al momento della decisione iniziale.
L’aumento delle esigenze del figlio, legato alla sua crescita, è considerato di per sé un giustificato motivo. Questo significa che il genitore collocatario può avviare un procedimento per chiedere un aumento dell’assegno, anche se la situazione economica dell’altro genitore non è migliorata. L’unico limite è che l’aumento richiesto sia sostenibile e compatibile con la capacità economica dell’obbligato.
La crescita del figlio: un fatto che non ha bisogno di prove
Una delle obiezioni più comuni da parte del genitore tenuto al versamento è che la crescita dei figli sia un evento naturale e prevedibile, già considerato nella prima determinazione dell’assegno. Tuttavia, la giurisprudenza ha costantemente respinto questa tesi.
I giudici riconoscono che l’aumento delle esigenze economiche legato all’età è un “fatto notorio”, cioè un’evidenza che non necessita di specifiche e complesse dimostrazioni. Il semplice passare del tempo e il progredire dell’età del figlio sono elementi sufficienti per giustificare una rivalutazione dell’assegno, poiché è universalmente noto che un adolescente ha costi maggiori di un bambino piccolo.
Consigli pratici per i genitori: quando e come agire
Sebbene la legge sia chiara, è importante agire con ragionevolezza per evitare che la richiesta venga respinta o considerata strumentale. Ecco alcuni punti da considerare:
- Tempistica: Non è consigliabile presentare una richiesta di aumento a distanza di pochi mesi dall’ultimo provvedimento del tribunale, a meno che non siano intervenuti eventi eccezionali e imprevisti.
- Proporzionalità: L’aumento richiesto deve essere proporzionato sia alle nuove esigenze del figlio sia alle reali capacità economiche del genitore obbligato.
- Documentazione: Anche se non è strettamente necessario provare ogni singola spesa, è sempre utile raccogliere documentazione (iscrizioni a corsi, spese mediche, acquisti importanti) per dare concretezza alla richiesta.
- Dialogo: Prima di ricorrere al tribunale, è sempre preferibile tentare un accordo amichevole con l’altro genitore, magari attraverso un percorso di mediazione familiare.
Il principio guida rimane sempre l’interesse superiore del minore, che ha diritto a vedere soddisfatte le proprie necessità in modo adeguato alla sua fase di crescita.
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