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Reato di molestie pedinare l’amante del marito

Pedinare con insistenza una persona, anche senza causare un grave stato d’ansia, può integrare il reato di molestie. Una sentenza della Cassazione chiarisce la

Reato di molestie pedinare l’amante del marito

Seguire insistentemente una persona, interferendo con la sua libertà e arrecando disturbo, costituisce reato di molestie. Questo principio è stato ribadito dalla Corte di Cassazione, che ha tracciato una linea netta tra il reato di molestie e quello, più grave, di atti persecutori, noto come stalking. La vicenda analizzata dai giudici riguarda una donna che pedinava l’amante del marito, una condotta che, pur non avendo generato un vero e proprio stato di terrore, è stata ritenuta penalmente rilevante.

La vicenda: da stalking a molestie

Il caso esaminato dalla Cassazione ha origine dalla denuncia di una donna, vittima di ripetuti pedinamenti e messaggi minacciosi da parte della moglie del suo partner. Inizialmente, la condotta era stata qualificata come reato di atti persecutori (art. 612-bis del Codice Penale). Tuttavia, nel corso del processo, i giudici hanno derubricato l’accusa a molestia o disturbo alle persone (art. 660 del Codice Penale). La ragione di questa modifica risiede nell’assenza di prove che la vittima avesse subito conseguenze psicologiche gravi, come un perdurante stato d’ansia o di paura, o che fosse stata costretta a modificare le proprie abitudini di vita a causa dei pedinamenti.

Quando un pedinamento diventa reato di molestie

Il reato di molestie si configura quando un comportamento, pur non essendo violento, risulta fastidioso e invasivo della sfera privata altrui. Secondo la sentenza della Cassazione, affinché un pedinamento integri questo reato, devono essere presenti alcuni elementi chiave:

  • Insistenza: L’azione di seguire la vittima non deve essere un episodio isolato, ma ripetuto nel tempo.
  • Petulanza: La condotta deve essere attuata in modo sfacciato, arrogante o indiscreto, tale da creare un effettivo fastidio e turbamento nella persona offesa.
  • Durata significativa: Le molestie devono protrarsi per un arco temporale rilevante, dimostrando una volontà persecutoria, anche se di lieve entità.

Nel caso specifico, i giudici hanno ritenuto che l’invadenza fastidiosa e la durata dei pedinamenti fossero sufficienti a configurare il reato di molestie, indipendentemente dagli effetti più gravi richiesti per lo stalking.

La differenza fondamentale con lo stalking

Comprendere la differenza tra molestie e stalking è cruciale per inquadrare correttamente la gravità dei fatti e le tutele previste dalla legge. Mentre entrambi i reati puniscono condotte intrusive, lo stalking si distingue per le conseguenze che provoca sulla vittima.

Il reato di molestie (art. 660 c.p.) punisce chi, in luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero col mezzo del telefono, per petulanza o altro biasimevole motivo, reca a taluno molestia o disturbo. L’obiettivo della norma è proteggere la quiete e la tranquillità pubblica e privata.

Il reato di atti persecutori o stalking (art. 612-bis c.p.), invece, è più grave e si realizza quando le condotte reiterate di minaccia o molestia provocano almeno uno dei seguenti eventi:

  • Un perdurante e grave stato di ansia o di paura.
  • Un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto.
  • La costrizione ad alterare le proprie abitudini di vita.

In sintesi, la molestia disturba, mentre lo stalking terrorizza e condiziona la vita della vittima.

Cosa fare in caso di pedinamenti e molestie

Chi si sente vittima di pedinamenti o altre forme di molestia non deve sottovalutare la situazione. È importante agire per tutelare la propria serenità e sicurezza. Il primo passo è raccogliere quante più prove possibili: annotare date, orari, luoghi degli avvistamenti, targhe di veicoli, descrizioni e conservare eventuali messaggi o chiamate. Successivamente, è fondamentale sporgere denuncia o querela presso le forze dell’ordine (Polizia di Stato o Carabinieri), descrivendo dettagliatamente i fatti. Questo atto formale è indispensabile per avviare un procedimento penale e attivare le misure di protezione previste dalla legge.

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