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sabato 19 settembre 2026 Testata di informazione e tutela dei consumatori A cura di Sportello Consumatori
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ANF: Assegni Nucleo Familiare

Gli Assegni per il Nucleo Familiare (ANF) sono un sostegno economico INPS per specifiche categorie di lavoratori. Scopri chi ne ha ancora diritto dopo l’introduzione

L’Assegno per il Nucleo Familiare (ANF) è una prestazione economica erogata dall’INPS per sostenere il reddito di specifiche categorie di lavoratori e pensionati. Con l’introduzione dell’Assegno Unico e Universale per i figli a carico, il campo di applicazione degli ANF è cambiato in modo significativo. Oggi, questo beneficio è destinato principalmente a nuclei familiari composti da persone diverse dai figli, come coniugi, fratelli, sorelle o nipoti.

Chi ha ancora diritto agli Assegni per il Nucleo Familiare

Dal 1° marzo 2022, l’Assegno Unico ha sostituito le prestazioni familiari relative ai figli a carico. Di conseguenza, gli ANF sono rimasti in vigore per i nuclei familiari composti esclusivamente da:

  • Coniugi (non legalmente ed effettivamente separati);
  • Fratelli e sorelle;
  • Nipoti in linea collaterale, minori o maggiorenni inabili.

Le categorie di lavoratori e pensionati che possono richiedere l’ANF per questi familiari includono:

  • Lavoratori dipendenti del settore privato;
  • Lavoratori agricoli;
  • Lavoratori domestici e somministrati;
  • Lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS;
  • Dipendenti di ditte cessate o fallite;
  • Pensionati del Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti;
  • Titolari di altre prestazioni previdenziali.

Come si calcola l’importo e quali redditi contano

L’importo dell’ANF non è fisso, ma varia in base a tre fattori principali: la tipologia del nucleo familiare, il numero dei suoi componenti e il reddito complessivo. La regola generale è che l’assegno diminuisce all’aumentare del reddito, fino ad azzerarsi superate determinate soglie. Ogni anno, l’INPS aggiorna le tabelle con le fasce di reddito e i relativi importi, validi dal 1° luglio al 30 giugno dell’anno successivo.

Per il calcolo, si considerano i redditi prodotti nell’anno solare precedente. Ad esempio, per il periodo luglio 2024 – giugno 2025, si fa riferimento ai redditi del 2023. Un requisito fondamentale è che almeno il 70% del reddito complessivo del nucleo familiare deve derivare da lavoro dipendente o assimilato.

Come presentare la domanda per gli ANF

La richiesta per gli Assegni per il Nucleo Familiare deve essere presentata ogni anno in cui si possiedono i requisiti. La procedura è interamente telematica e può essere effettuata attraverso diversi canali:

  1. Sito web dell’INPS: accedendo con le proprie credenziali (SPID, CIE o CNS) al servizio online dedicato.
  2. Contact Center INPS: chiamando il numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o 0766036164 (da rete mobile a pagamento).
  3. Patronati e intermediari abilitati: che offrono assistenza gratuita per la compilazione e l’invio della domanda.

È importante comunicare tempestivamente all’INPS qualsiasi variazione del reddito o della composizione del nucleo familiare che si verifichi durante il periodo di percezione dell’assegno, entro 30 giorni dall’evento.

Diritti e tutele per i consumatori

Esistono situazioni particolari in cui i diritti dei cittadini devono essere tutelati. Vediamo i casi più comuni.

Richiesta degli arretrati

Se un lavoratore non ha ricevuto gli ANF pur avendone diritto, può richiederne il pagamento arretrato. Il diritto a richiedere gli arretrati si prescrive in cinque anni. Ciò significa che è possibile recuperare le somme non percepite relative ai cinque anni precedenti la data della domanda.

Separazione o divorzio

In caso di separazione legale o divorzio, il diritto all’ANF per i componenti del nucleo (ad esempio, il coniuge a carico) viene valutato in base alla nuova situazione familiare. La domanda deve essere presentata dal coniuge che possiede i requisiti lavorativi e reddituali previsti dalla normativa.

Cittadini stranieri

La Corte Costituzionale ha stabilito che i cittadini non europei con permesso di soggiorno di lungo periodo o permesso unico di lavoro hanno diritto agli ANF alle stesse condizioni dei cittadini italiani. Questo diritto sussiste anche se alcuni familiari a carico risiedono temporaneamente nel Paese d’origine, garantendo la parità di trattamento.

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